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MAMBO 18 Ottobre Ott 2016 1140 18 ottobre 2016

I fanatici del referendum sparano sulla Croce rossa

Chi si sbraccia per non dividere l'Italia e il Pd è un nemico. Che stupida drammatizzazione.

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Massimo D'Alema durante il convegno per No al referendum al residence Ripetta, Roma.

Non so se siano più noiose le notizie sull’ultimo amore di Belen o sulla nottata di Valeria Marini con quel gentiluomo di Stefano Bettarini al Grande fratello vip o le quotidiane diatribe sul referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Quel di cui non si rendono conto i pasdaran dell’uno e dell’altro canto è che stanno stressando la pubblica opinione.
Non per lo scontro in sé: lo scontro fa bene alla politica.
Fa male alla politica questo crescere di toni fino a oscurare la ragione del confronto.
Fa male alla politica questa drammatizzazione che fa dell’Italia, per ancora 50 giorni, il Paese democraticamente più a rischio. Tutte balle.
L’unico rischio che corre l’Italia è la crisi di governo, che alcuni possono giudicare rovinosa, e che altri, coloro che la vogliono provocare, devono tentare di risolvere.
Per il resto è tutto un inutile spettacolo con parole sempre più esagerate.
E anche con scelte polemiche che non si arrestano di fronte a nulla.
ARROGANZA E PRESUNZIONE. Non vi sembra una vera sciocchezza che Massimo D’Alema rompa con il socialismo europeo perché contesta a quell’organismo internazionale, di cui fa pure parte, il diritto di dire la sua su vicende italiane?
E allora perché far parte di un partito che si definisce europeo se gli impediamo di dire parole su cose nostre quando noi stiamo lì sempre a dare consigli al mondo? Arroganza e presunzione.
In questi ultimi giorni la mia polemica verso i fautori del ''No'', i più accesi, è costante perché temo che abbiano perso il senso della misura.
Ci sono anche vecchi militanti di Rifondazione comunista o dei vari partiti vendoliani che mi vogliono insegnare come tenere unito il Pd.
Renzi il senso della misura non l’ha mai avuto, quindi con lui è inutile polemizzare.
PURE MONTI TRA I FACINOROSI. L’unico punto che mi piacerebbe fosse in discussione non è nelle ragioni politiche che spingono al ''No'', anche se è buffo, ma ormai non ci si sorprende più di nulla, che un pezzo del Pd si auguri il crollo elettorale del proprio segretario.
Non sono neppure le cosiddette ragioni di merito a meritare una polemica quando si legge che uno dei firmatari della legge Chiti respinge l’ipotesi che il loro progetto di elezione dei senatori venga assunto come base di trattativa nel Pd «perché è troppo tardi». Ma che dice? Sono frasi e atteggiamenti che fanno cadere le braccia.
Quello che stupisce è che tutti questi facinorosi, dell’una e dell’altra parte (si è aggiunto anche Mario Monti, il premier che ha contribuito a distruggere la sinistra e a ingrassare i grillini), amano sparare sulla Croce rossa.
I loro nemici non sono più gli avversari di voto, ma quelli che forse non voteranno e/o che si stanno sbracciando per ottenere il disarmo unilaterale in nome di cose più importanti, per esempio il non dividere il Paese, ossia non spaccare il Pd.
È IL BRUTTO DELLA POLITICA. Bisogna, invece, essere tutti arruolati, tutti con le magliette addosso, tutti a scoprirsi minacciati e diffamati fra una frase insultante e un’altra pronunciata contro l’avversario.
Insisto, e lo farò fino alla fine, che questa è la brutta politica che bisogna sconfiggere.
Non ci sono meriti del passato (se ci sono) che danno il diritto di sfasciare il presente o il futuro.
Eppure dovrebbe essere così semplice: votate come vi pare, è normale che anche nelle grandi famiglie politiche vi siano divisioni, ma si può chiedere che finisca la reciproca criminalizzazione?
Io so come va a finire. Ho sotto gli occhi la raccolta delle dichiarazioni dei dirigenti della sinistra che anni dopo hanno severamente criticato il proprio passato, si trattasse dello scontro sulla scala mobile, di Craxi, dell’antiberlusconismo senza se e senza ma, del clintonismo, del liberismo eccetera eccetera.
C’è un pezzo di mio mondo, ex comunista, che ha un tratto comune con i cattolici doc: possono peccare tanto poi ci sono il pentimento e il perdono.
PATETICI TRADIMENTI RINFACCIATI. Vorrei una politica laica. Partiamo da oggi. Mettiamo in memoria quel che si è detto in questa campagna elettorale, chi dopodomani sosterrà cose diverse, auto-criticandosi, deve andare fuori dai giochi.
Chissà se alla prova della coerenza e della serietà alcuni passeranno. Perché il peggio non sono quelli che hanno cambiato opinione, ma quelli che cambiano opinione polemizzando con chi sostiene oggi le loro stesse posizioni di ieri.
Tutto è esemplarmente rappresentato nello scontro fra dalemiani del ''Sì'' e del ''No'' che si rinfacciano reciproci tradimenti nell’indifferenza generale.

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