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AMMINISTRATORI LOCALI 18 Ottobre Ott 2016 1623 18 ottobre 2016

Municipalizzate, Appendino e Raggi bocciate in trasparenza

Le nomine restano come prima. Senza audizioni pubbliche. Così 10 sindaci sui 12 che avevano aderito alla campagna 'Sai chi voti'.

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L'immagine dell'incontro tra i sindaci Virginia Raggi e Chiara Appendino.

Dovevano portare il vento del cambiamento nei palazzi del potere di Torino e Roma, e invece, finora, Chiara Appendino e Virginia Raggi hanno seguito gli stessi metodi di chi le ha precedute. Almeno per quanto riguarda le nomine nelle municipalizzate.
Entrambe le prime cittadine sono tra i 10 sindaci bocciati sui 12 aderenti alla campagna “Sai chi voti” (promossa da Riparte il futuro, Transparency International, Associazione Pubblici Cittadini, Movimento Consumatori, Action Aid, Carte in regola e altre organizzazioni della società civile).
NOMINE TRADIZIONALI. Appendino e Raggi, infatti, per ora non hanno introdotto la promessa norma per audizioni pubbliche nelle municipalizzate. La prima ha proceduto con nomine 'tradizionali' per il presidente Amiata e un consigliere Trm, la seconda ha fatto altrettanto per scegliere i dirigenti di Atac.
Non il massimo per il Movimento 5 stelle, che ha nella trasparenza uno dei suoi valori fondanti.
Raggi e Appendino sono comunque in ottima compagnia, dal momento che solo i sindaci di Savona (Ilaria Caprioglio) e Novara (Alessandro Canelli) hanno mantenuto la promessa fatta aderendo alla campagna 'Sai chi voti'.
A Bologna, per esempio, Virginio Merola si è affidato a nomine vecchio stampo non tenendo neanche in considerazione il rilievo di una consigliera di una lista civica che faceva memoria degli impegni presi.
CASSANI (GALLARATE): «NON È UNA PRIORITÀ». E se Davide Galimberti, sindaco di Varese, non ha più parlato dell'impegno preso in campagna elettorale, quello di Gallarate, Andrea Cassani, ha testualmente dichiarato che «le audizioni pubbliche non sono la nostra priorità».
Il Comune di Latina ha invece comunicato che sta procedendo alla stesura di Indirizzi per la nomina di rappresentanti nelle municipalizzate, mentre il Consiglio comunale di Trieste ha approvato una delibera per nuove norme per le nomine nelle municipalizzate, ma in essa non si fa alcun riferimento ad audizioni pubbliche.
Anche i Sindaci di Caserta, Brindisi e Vittoria hanno indicato che stanno approvando un regolamento nomine che si dovrebbe ispirare alla Campagna 'Sai chi voti', ma per ora non ve ne è traccia e in ogni caso tutto avverrà dopo i 100 giorni di promessa elettorale.
RIPARTE IL FUTURO: «TRASPARENZA ORPELLO MEDIATICO». Secondo Federico Anghelé di Riparte il futuro, questa situazione «è la conferma che la trasparenza e il cambiamento per molti Sindaci sono solo orpelli mediatici. Tra politici di vecchio e nuovo conio nessuna differenza: lo stile pare proprio lo stesso».
Per Anghelé «è sconsolante verificare come una richiesta, firmata da oltre 25 mila cittadini e sottoscritta pubblicamente nel corso della Campagna elettorale con l’adesione a http://www.saichivoti.it/ (visitando il sito è possibile trovare i documenti pervenuti) non venga neppure in considerazione e, anzi, in alcuni casi pubblicamente confutata. I silenzi, le nomine secondo le vecchie regole non differenziano alcuna forza politica, anche quelle che hanno conquistato il proscenio politico gridando all’onestà e alla trasparenza. Ma gli elettori hanno la memoria lunga e noi continueremo la nostra battaglia per raggiungere l’obiettivo di audizioni pubbliche per le nomine nelle municipalizzate».
Davide Del Monte, direttore di Transparency international Italia, ha commentato: «L’esito della campagna #saichivoti, con solo 2 sindaci su 12 in grado di mantenere l’impegno preso in campagna elettorale, ci ricorda una cosa importante: la trasparenza non va difesa solo dagli attacchi di corrotti e corruttori, ma anche, e soprattutto, da chi ne fa un vessillo propagandistico per accaparrare voti in più. È comunque importante che così tanti cittadini ci abbiano seguito, perché è inutile gridare che il Re è nudo, se nessuno ti sta a sentire».

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