DIPLOMAZIA 18 Ottobre Ott 2016 1522 18 ottobre 2016

Usa, incontro Obama-Renzi alla Casa Bianca

Doppio endorsement del presidente: «Sì al referendum aiuta l'Italia. Senza crescita, Ue fragile». Il premier ricambia: «Con te fatta la storia, Stati Uniti modello per la ripresa». In serata la cena di Stato. Foto.

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Il premier Matteo Renzi non poteva chiedere niente di più dalla sua tournée americana. Ricevuto insieme alla moglie Agnese dal presidente Barack Obama alla Casa Bianca, il presidente del Consiglio ha ricevuto un endorsement a tutto campo sulle riforme e sul suo governo (guarda le foto).
«Sono particolarmente grato per la partnership con il mio buon amico Matteo Renzi», ha detto Obama accogliendo il premier, «guardatelo: è giovane, è bello, ha lanciato una visione di progresso che non affonda le sue radici nelle paure della gente, ma nelle loro speranze. Sa che come nazioni e come individui abbiamo il potere di raggiungere grande cambiamento, in Italia sta sfidando lo status quo con coraggiose riforme. E gli piace molto twittare».

  • Gli interventi di Obama e Renzi.


OBAMA DICE SÌ. Evidente il riferimento al referendum costituzionale voluto dal segretario del Pd, al quale il presidente americano ha dato da mesi il pieno appoggio nel segno di un'auspicata stabilità italiana ed europea. Un sostegno ribadito nella conferenza stampa seguita al bilaterale a porte chiuse: «Il sì al referendum può aiutare l'Italia. Io tifo per Matteo Renzi, secondo me deve restare in politica comunque vada il voto del 4 dicembre».
Il secondo fronte su cui il premier si aspettava un appoggio è quello anti-austerity per la crescita, e puntualmente è arrivato: «Bisogna concentrasi sulla crescita», ha dichiarato Obama, rivelando che il processo di riforme strutturali in Italia «incontra resistenze. Senza l'enfasi sulla domanda, la crescita, gli investimenti che creano lavoro, la fragilità economica in Ue tornerà ed avrà impatto sul mondo e sugli Stati Uniti».
A metà settembre aveva scatenato la polemica l'intervento dell'ambasciatore americano in Italia a favore del 'sì', considerato un'ingerenza nella politica nazionale dalle opposizioni.
RENZI RICAMBIA IL FAVORE. «Straordinario il supporto degli Stati Uniti per affermare un paradigma di crescita e non di austerity a tutti i livelli. Gli Usa sono un modello in questo», ha ricambiato Renzi.
Sulla lotta per la crescita gli «Usa sono un modello, penso che l'Europa possa e debba fare di più. L'Italia considera l'esempio americano come il punto riferimento per questa battaglia».
«Io non credo che vi saranno cataclismi in caso vinca il 'no', ma per non avere dubbi preferisco fare di tutto per vincere il referendum», ha dichiarato Renzi, tornando ancora una volta a parlare di Europa: «Noi rispettiamo le regole europee, anche se talvolta un po' a malincuore. Vorremmo regole diverse, ma finché non cambiano le rispettiamo»
«PATTI CHIARI AMICIZIA LUNGA». «Patti chiari e amicizia lunga», ha scandito Obama in italiano sul prato della Casa Bianca prima del bilaterale, sottolineando la sempre più stretta alleanza tra i due capi di governo.
Il picchetto d'onore ha accolto l'arrivo di Renzi sul prato della Casa Bianca, e dopo il saluto alle delegazioni, scandito dallo sparo dei cannoni, sono risuonati prima l'inno italiano e poi quello americano.

Renzi e Obama con consorti dal balcone della Casa Bianca.


Obama ha accolto il capo del governo italiano in modo affettuoso con una pacca sulla spalla. I due hanno passato in rassegna il picchetto d'onore e poi la folla stringendo mani.
OBAMA: «TENUTO IL MEGLIO PER ULTIMO». «Good morning, buongiorno, è l'ultima visita e cena di Stato che faccio da presidente. Abbiamo tenuto il meglio per la fine», ha esordito Obama.
«Mi considero italiano onorario», ha aggiunto il presidente Usa ricordando i suoi viaggi in Italia «da quando io e Michelle non avevamo figli». «L'America è stata costruita grazie agli immigrati, e grande e forte grazie agli immigrati».
RENZI: «RAPPORTO USA-ITALIA MAI COSÌ STRETTO». «Grazie per questo caloroso benvenuto, tutto è stato organizzato in modo perfetto oggi anche il tempo. Questo è un onore incredibile, un incredibile regalo che celebra l'amicizia tra i due Paesi, un rapporto mai così stretto e profondo», ha ricambiato Renzi, «Historia magistra vitae, la storia è insegnante di vita e con te, Mister President, la storia si è fatta».
Il premier ha elencato le sfide comuni di «costruire ponti e non muri (con una chiara allusione a Donald Trump, ndr), di sostenere la crescita, di combattere il terrorismo».
«FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI». In chiusura, una citazione dantesca: «Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza».
Finiti gli interventi, i due leader hanno attraversato il portico del giardino delle rose chiacchierando con affabilità e hanno continuato il colloquio in inglese nello Studio Ovale dopo una photo opportunity. In serata è prevista la cena di gala.
Nella delegazione italiana a Washington il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e l'ambasciatore italiano Armando Varricchio, oltre a Roberto Benigni, Bebe Vio e Raffaele Cantone. Per gli Usa il vicepresidente Joe Biden ed il segretario di Stato John Kerry.

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