Trump Clinton Parte 161010110821
VERSO LA CASA BIANCA 19 Ottobre Ott 2016 1803 19 ottobre 2016

Elezioni Usa, Clinton avanti di 9 punti su Trump

La Clinton al 47%, Trump al 38%. Nella notte l'ultimo dibattito tivù.

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Nel secondo round del confronto, Hillay esce vincitrice, ma sembra abbia cercato di non prenderle, mentre Trump ha fatto la parte dell'accusatore aggressivo, panni in cui si trova a suo agio.

L'ultimo duello, poi saranno gli americani a parlare. Nella notte italiana, Donald Trump e Hillary Clinton si sfidano nel terzo e conclusivo dibattito televisivo sulla strada della Casa Bianca. E lo fanno con il primo che ha il disperato bisogno di rimontare lo svantaggio sulla seconda.
È l'ultimo grande appuntamento mediatico della campagna elettorale statunitense, con ascolti record che vedono oltre 80 milioni di spettatori incollati al piccolo schermo. Un dibattito al veleno, drammatico, che ha come teatro la University of Nevada di Las Vegas. Moderato da Chris Wallace, volto della Fox. Per il candidato repubblicano si tratta quasi dell'ultima spiaggia, visto che a venti giorni dal voto la ex first lady domina nei sondaggi.
CLINTON VOLA NEI SONDAGGI. Hillary Clinton vola, riconquistando dopo l'episodio del malore a Ground Zero il ruolo di favorita assoluta. Anche se, in una campagna elettorale atipica sotto molti punti di vista, la sorpresa e il colpo di scena sono sempre dietro l'angolo, anche a tre settimane dall'Election Day. E il continuo stillicidio di email rubate al capo della campagna di Hillary e pubblicate da Wikileaks rappresenta sempre una minaccia costante. Ma per adesso i numeri vanno in una sola direzione.
FAVORITA NEGLI STATI-CHIAVE. Per l'agenzia Bloomberg Clinton ha nove punti di vantaggio. Per il sito specializzato RealClearPolitics, che fa la media delle principali rilevazioni, guida di oltre sette lunghezze. Ma è il dato sui grandi elettori che lascia intravedere grandi chance di vittoria per Clinton, visto che negli ultimi sondaggi in quindici stati-chiave ne avrebbe più di 300 dalla sua parte: ben oltre i 270 necessari conquistare la Casa Bianca.
A TRUMP SERVE UNA «RIMONTA STORICA». Insomma, tutto fa dire a gran parte degli osservatori che solo una «rimonta storica» potrebbe oramai salvare il tycoon. Del resto il mese orribile del miliardario ha lasciato il segno. Tra il video scandalo e le accuse di molestie sessuali, è stato un ottobre nero come mai nella storia recente si era visto per un candidato presidenziale. Candidato che ora si gioca il tutto per tutto e punta più che mai sulla carta dei brogli elettorali, nonostante le ire di Barack Obama e dello stesso establishment repubblicano. E a rischio di creare enormi tensioni alla vigilia del voto, in un Paese già molto diviso.
IL TYCOON PUNTA TUTTO SULL'AGGRESSIVITÀ. Secondo alcuni dei principali commentatori dei media americani, Trump in questa fase sembra più alla ricerca di un capro espiatorio che di altro, per poter giustificare la probabile sconfitta. Per altri invece non ha alcuna intenzione di mollare, e crede ancora nel successo finale. Ma puntando tutto sullo zoccolo duro dei suoi sostenitori, con una tattica così aggressiva da rendere difficile una espansione dei consensi, anche a destra. Intanto sul palco di Las Vegas va in scena anche la sfida degli ospiti. Tra gli inviti di Trump, dopo le accusatrici di Bill Clinton dello scorso dibattito, ci sono quello a Malik Obama, fratellastro del presidente Barack Obama, e quello a Patricia Smith, madre di una delle vittime dell'attacco al consolato di Bengasi nel 2011. Tra gli ospiti di Clinton, invece, la numero uno di HP Meg Whitman, repubblicana anti-Trump, e il miliardario Mark Cuban.

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