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Guerra in Siria

Salafitigermania
16 Novembre Nov 2016 0800 16 novembre 2016

Terrorismo, la rete dei salafiti radicali in Europa

Dalle Primavere arabe i soggetti a rischio si sono moltiplicati. Mille in Germania. Boom anche in Scandinavia e nei Balcani. Dalla Francia fino all'Italia: la mappa.

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In Germania sono scattate perquisizioni a tappeto in dieci Land in 200 locali di islamisti salafiti, dopo l'arresto di un loro leader, l'iracheno Abu Walaa, reclutatore di jihadisti per le guerre in Medio Oriente.
Il governo ha messo al bando l'organizzazione Die wahre Religion (La vera religione) che dal 2011 distribuiva il Corano e volantini con un'interpretazione radicale dell'Islam, incitando all'odio e scontrandosi con i naziskin e vario sottobosco dell'estrema destra.
OPERAZIONE IN GERMANIA. Nessun arresto, ma è il secondo grosso giro di vite sulla libertà d'espressione dalle misure anti-terrorismo dopo le stragi di al Qaeda nel 2001. «Un segnale per questi ambienti», ha avvertito il ministro dell'Interno tedesco Thomas De Maizière, sottolineando che la stretta non blocca il diritto dei musulmani alla fede e al proselitismo. Ma i fondamentalisti violenti che rifiutano i valori occidentali.

  • I predicatori della rete salafita bandita in Potsdamer Platz a Berlino (Getty).


La loro presenza era significativa in Germania già prima del fenomeno dell'Isis e dell'ondata di migranti dell'estate 2015, per la quale è sul banco d'accusa la cancelliera Angela Merkel.
Ma nell'ultimo lustro i salafiti sono più che raddoppiati, per la propaganda e il flusso di combattenti reduci dal Medio Oriente: dai circa 4 mila nel 2012 i servizi segreti tedeschi ne calcolavano 7 mila nel 2015.
Ora 9.200, 1.200 dei quali «pericolosi».
Un trend significativo per comprendere quanto dalle Primavere arabe proceda veloce la radicalizzazione nei mobili confini dell'Ue.

Tra Colonia e Francoforte il cuore della galassia salafita tedesca

Più che lo stop al «burka» afghano dei talebani (in Europa una rarità) la cancelliera Merkel, dicono i critici, avrebbe dovuto proibire i niqab, la copertura integrale della donna - di uso preislamico - con visibili solo gli occhi che, quella sì, dagli Stati fondamentalisti del Golfo si va diffondendo tra i salafiti in tutto il Vecchio continente.
A SCUOLA COL NIQAB. Adesso il dibattito sul niqab è esploso sui media tedeschi, dopo i casi in aumento di ragazzine mandate a scuola con il volto coperto.
Il dilemma è che non tutti i salafiti sono terroristi, incluso il predicatore radicale di origine tedesca Pierre Vogel.
Ma tutti i terroristi islamici sunniti (da al Qaeda all'Isis, ad altre reti) dell'ondata attuale sono di corrente salafita.

Il leader della rete salafita accusata di reclutare jihadisti, Abu Nagie.


Specialmente i distretti industrializzati del Centro e del Nord della Germania sono da tempo, come le periferie francesi, un loro incubatore: gli attacchi dell'11 settembre 2001 furono pianificati da una cellula di Amburgo, diversi imam salafiti sono stati poi indagati, nel 2012 sono esplose guerriglie urbane nei centri del Nord-Reno Vestfalia.
E infine gli attacchi compiuti e tentati nel 2016.
SALAFITI SUL RENO. Il nucleo della galassia salafita tedesca risiede nel cuore finanziario e industriale tra Francorte sul Reno e il distretto della Ruhr: solo nell'Assia si sono svolte 65 perquisizioni tra appartamenti, uffici della rete fondamentalista e moschee, nell'ultima operazione anti-terrorismo.
Da cinque anni tra Colonia, Düsseldorf, Bonn e altri centri del Nord-Reno Vestfalia, con ramificazioni a Nord verso la Bassa Sassonia e le città anseatiche, e ormai anche a Berlino e al Sud, il predicatore salafita Ibrahim Abu Nagie, palestinese con la cittadinanza tedesca, ha iniziato a divulgare materiale per 25 milioni di copie sull'estremismo islamico.
IL RECLUTATORE DELL'ISIS. Nonostante diversi procedimenti e inchieste a suo carico, il fondatore de La vera religione ha continuato la campagna Lies! (leggi, ndr) costata decine di migliaia di euro, fino all'odierna censura.
Nagie, 52 anni, ha sempre negato le accuse di assoldare jihadisti per l'Isis ma agli investigatori la sua organizzazione salafita risulta aver inviato almeno 140 combattenti in Siria e in Iraq.

Germania, Francia, Scandinavia e Balcani: le reti in Europa

Uno di loro, al rientro da pentito, ha segnalato il 32enne Abu Walaa come il «numero uno dell'Isis in Germania», quest'autunno tra i cinque reclutatori arrestati, attivi sopratutto tra il Nord Reno Vestafalia e la Bassa Sassonia, dove la moschea di Hildesheim era un hub a livello nazionale.
In Germania da più di 30 anni, il leader salafita Abu Nagie ha abusato di quasi 54 mila euro di sussidi statali spacciandosi (si è poi appurato) per un disoccupato indigente.
PROPAGANDA IN 15 PAESI. Soldi che tuttavia non gli sono bastati per la massiccia propaganda de La vera religione, lanciata non soltanto nei Land tedeschi dove per gli 007 contava una sessantina di sedi e centinaia di iscritti.
Dalle rivolte arabe del 2011, campagne simili sono state organizzate in una quindicina di Paesi: in Gran Bretagna, Francia, Svezia e Austria in Europa, e in diversi altri Stati nel mondo tra i quali il Bahrein e il Brasile.

Il reclutatore salafita arrestato in Germania Abu Walaa (youtube).


Oltralpe il salafismo ha radici antiche, soprattutto per l'immigrazione di vecchia data da ex colonie africane come l'Algeria, e con l'emergere del terrorismo islamico si è cementato nelle banlieue parigine e in diverse altre città, di pari passo con la mancata integrazione delle seconde e terze generazioni di immigrati.
IN FRANCIA DA DECENNI. Marsiglia, Avignone, risalendo verso Nord anche Lione e una miriade di centri dell'entroterra sono le roccaforti dei radicali sunniti wahhabiti, da decenni foraggiati dall'Arabia saudita e successivamente anche dagli altri Stati del Golfo.
Difficile anche quantificarli, una situazione fuori controllo come in Belgio, dai salafiti sono originate al Qaeda e Isis: «Stanno vincendo la battaglia», ha ammesso il premier francese Manuel Valls.
INGENTI RISORSE ECONOMICHE. Hanno più denaro delle altre reti musulmane, possono costruire moschee e anche villaggi, che stanno sorgendo anche in Svezia, Olanda, in alcuni quartieri di Londra e soprattutto nei Balcani dilaniati dalla guerra, tra Bosnia, Albania e Montenegro.
Da lì, come dal Nord Africa, arriva anche il flusso di salafiti in Italia, come hanno ricostruito le indagini e i blitz antiterrorismo di quest'anno.

Twitter @BarbaraCiolli

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