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11 Gennaio Gen 2017 1402 11 gennaio 2017

Forza Italia, dietro il debole disgelo tra Berlusconi e Parisi

Il Cav dà timidi segnali di riavvicinamento con Mr.Chili. Complici pure i rapporti sempre più deteriorati con Lega e Fdi. Mentre lavora per riportare in Forza Italia illustri ex Azzurri.

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Mentre il gelo non dà tregua all’Italia, sul cielo di Stefano Parisi fa capolino un tiepido sole invernale. Le recenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi sembrano, infatti, un timido disgelo teso a indicare una diversa strategia rispetto al passato, volta a concedere una nuova chance all’uomo che, solo l’estate scorsa, il Cav aveva individuato per riorganizzare Forza Italia. Non è un caso se, negli ultimi giorni, più di un complimento è stato tributato a Mr.Chili, complice, forse, anche il rapporto sempre più deteriorato con l’ala destra dell’alleanza rappresentata da Lega e Fratelli d’Italia.

PARISI COGLIE LA PALLA AL BALZO. A quest’apertura di credito lo stesso Parisi non intende rinunciare, incredulo di poter rientrare in un gioco forse più grande di lui e ingolosito dalla prospettiva di una nuova sintonia con il leader storico del centrodestra, nell’ottica di «federare quell’area liberale e popolare di cui Forza Italia resta il punto di riferimento». Nella recente intervista rilasciata dall’ex candidato sindaco di Milano al quotidiano la Repubblica, le convergenze con il pensiero berlusconiano appaiono totali. Dalle (eventuali) primarie separate dalla parte sovranista e identitaria della coalizione, passando dall’esigenza di una nuova legge elettorale (che definirà il perimetro delle alleanze), preferibilmente di stampo proporzionale e, per finire, da un maggior radicamento europeo all’interno dell’area che si richiama ai valori del Ppe.

IL NODO DELLA LEADERSHIP. Eppure, solo un paio di mesi fa, riecheggiavano forti le parole del leader azzurro contro Parisi. Intervistato da Giovanni Minoli, all’interno della trasmissione Mix24, il primo azionista di Mediaset aveva gentilmente (e ironicamente) scaricato il “rivale”: «Gli auguro di avere successo. È senza quid? Per ora è senza voti». Nel ventennale gioco della leadership, Berlusconi è noto per incarnare il ruolo di Urano, abile nell’orchestrare trame utili a tenere prigionieri i propri “figli” per paura di essere spodestato. Resta da capire se il fondatore di “Energie per l’Italia” sarà in grado di interpretare il ruolo di Crono solo con il sostegno di una parte, al momento minoritaria, di Forza Italia. Al di là delle buone intenzioni e dei reciproci tornaconti, il nodo gordiano da sciogliere riguarderà la futura conduzione dei moderati.

Il presidente azzurro non vuole abdicare soprattutto nella speranza di un pronunciamento favorevole da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo contro la decadenza da senatore. Una riabilitazione che lo vedrebbe rientrare sulla scena politica dalla porta principale. Anche Parisi però, come detto, vuole essere della partita. Seguendo i consigli di Berlusconi è misurato nelle dichiarazioni, attento a non rovinare il dialogo e indica come prioritario lo sforzo per risolvere le emergenze che attanagliano il Paese: «I leader», sostiene non troppo convinto, «vengono dopo».

IL CAV FA SCOUTING. Intanto l’ex presidente del Consiglio non ha intenzione di agitare le acque, anzi, utilizzando una metafora calcistica, si muove sornione come un navigato direttore sportivo, impegnato (com’è) a riportare a casa molti di quei parlamentari che per ragioni diverse hanno, negli anni, intrapreso percorsi differenti: Nunzia De Girolamo, Gaetano Quagliariello e l’ex presidente del Senato, Renato Schifani, sono solo i primi di una lunga lista che potrebbe riservare sorprese. Il fondatore di Forza Italia non rinuncia al progetto di rinnovare il partito per recuperare i consensi smarriti negli anni, con l’obiettivo dichiarato di riportare il movimento ben oltre la soglia del 20%.

UN PROGETTO AMBIZIOSO. Progetto ambizioso per una macchina che richiede un tagliando e la sostituzione delle parti più usurate, ma non sembra pronta a rimpiazzare il pilota. Berlusconi resta il riferimento del voto moderato, detentore delle chiavi del forziere elettorale, utile per riproporsi come valida alternativa alla guida del Paese. Per Parisi potrebbe essere la volta buona per dimostrare le proprie capacità senza spingersi troppo in avanti, verificando, come più volte richiesto da Berlusconi, una “conta” sul territorio partendo dalla presentazione di liste nei Comuni al voto in primavera. Spetta, dunque, a Mr.Chili verificare di possedere il quid, che a queste latitudini ha una certa importanza, e non essere considerato alla stregua di un novello a cui i media danno spazio solo durante i periodi di vacanza, tra un tuffo d’estate e una camminata in montagna durante l’inverno.

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