Poletti, probabile voto prima jobs act
11 Gennaio Gen 2017 1918 11 gennaio 2017

Jobs act, tempi e modalità del referendum

Si andrà alle urne in primavera: tra il 15 aprile e il 15 giugno. Ma un intervento del legislatore può cambiare le carte in tavola.

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Una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Rinvio di un anno in caso di elezioni anticipate. Stop se fosse predisposta una nuova norma che risponda al quesito referendario. È su questa strada che si muove il referendum sul Jobs act, da qui in poi. La Corte Costituzionale, infatti, ha sì 'bocciato' il quesito sull'articolo 18, ma ne ha ammessi altri due, sui voucher e la responsabilità appaltante-appaltatore. Per la primavera, quindi, si prospetta una consultazione referendaria. Ma con diverse incognite. Perché se le norme fossero modificate, il quadro cambierebbe.

I TEMPI: UNA FINESTRA DI DUE MESI. Incassato il via libera della Consulta - le sentenze devono essere depositate entro il 10 febbraio, ma arriveranno senz'altro prima - spetta al governo, attraverso il Consiglio dei ministri, deliberare la data del referendum, che deve cadere in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno: quest'anno la prima 'finestra' utile cade il 16 aprile, l'ultima l'11 di giugno. Il referendum deve a quel punto essere indetto con un decreto del presidente della Repubblica.

L'INCOGNITA VOTO ANTICIPATO. Una delle incognite sul tappeto, che potrebbe "neutralizzare" i referendum, sono le elezioni anticipate. Come previsto dalla legge 352 del 1970, infatti, in quel caso la consultazione referendaria verrebbe sospesa e rinviata a 365 giorni dopo il giorno delle elezioni, per evitare una sovrapposizione delle campagne elettorali per le politiche e per il referendum. Ma questa ipotesi, per lo meno guardata in relazione al referendum, sarebbe stata molto più concreta se fosse passato il quesito sull'art.18.

MODIFICA DELLE NORME. Se prima del referendum, le norme oggetto dei due quesiti su voucher e appalti, venissero modificate, i referendum cadrebbero, ma le nuove disposizioni legislative dovrebbero prima essere sottoposte all'Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione per valutare se siano in linea col quesito referendario. In caso contrario, il referendum sarà trasferito sulle nuove leggi, integrando il quesito, e il referendum si terrà nella data fissata dal decreto presidenziale.

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