Affonte
11 Gennaio Gen 2017 1147 11 gennaio 2017

M5s, l'eurodeputato Affronte lascia e passa ai Verdi

È il primo eletto grillino ad andarsene dopo il tentativo fallito di aderire al gruppo Alde e il "ritorno" con Nigel Farage. Lo segue Marco Zanni entrato nell'Enf di Salvini-Le Pen.

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Prime defezioni grilline in Europa. L'eurodeputato Marco Affronte, biologo marino, è uscito dal gruppo e ha deciso di aderire ai Verdi di Angelo Bonelli. Marco Zanni ha invece scelto il gruppo euroscettico dell'Enf, che vede Matteo Salvini tra i suoi ranghi.

A partire da oggi entro a far parte, come indipendente, del Gruppo al Parlamento Europeo "Verdi - Alleanza Libera...

Geplaatst door Marco Affronte op woensdag 11 januari 2017

TAMBURRANO E AIUTO RESTANO. Il tentativo fallito da parte del Movimento 5 stelle di aderire al gruppo Alde e la successiva decisione di restare nella formazione euroscettica guidata da Nigel Farage hanno lasciato strascichi e malumori. In un primo momento si erano ventilate anche le defezioni di Dario Tamburrano e di Daniela Aiuto. Quest'ultima ha smentito categoricamente il passaggio ai Verdi con un tweet. Dopo però che i Verdi avevano votato a favore del suo ingresso.

AFFRONTE: «DECISIONE SOFFERTA». Affronte ha parlato di una «decisione sofferta», ha aggiunto di non sapere quanti altri seguiranno la sua strada e di non temere di dover pagare la penale prevista dal codice etico del M5s per i cambi di casacca. Rischiava fino a 250 mila euro, nell'ipotesi in cui il suo comportamento fosse stato ritenuto «gravemente inadempiente». E così è stato.

GRILLO: «SI DIMETTA O PAGHI». Beppe Grillo ha parlato, come di consueto, attraverso il blog: «Affronte ha deciso di lasciare il MoVimento 5 Stelle e passare ai Verdi. Gravi inadempienze al rispetto del codice di comportamento prevedono la richiesta di pagamento della sanzione di 250 mila euro prevista dal codice comportamento per i candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni europee e per gli eletti al Parlamento europeo che lui e tutti gli europarlamentari eletti del MoVimento 5 Stelle hanno firmato». Poi l'affondo: «Affronte dovrebbe dimettersi immediatamente dal Parlamento europeo e lasciare spazio a un eletto del MoVimento 5 Stelle. Se questo non avverrà, con i soldi della sanzione di Affronte, che gli sarà notificata non appena saranno svolte le procedure burocratiche, aiuteremo i terremotati delle Marche e dell'Umbria». Resta però da capire se la multa sia o meno impugnabile. Mentre Affronte ha già fatto sapere che quel Codice «vale meno della carta straccia».

PENALE? IPOTESI REMOTA. L'ipotesi del pagamento di una penale per gli europarlamentari del M5s che non volessero dimettersi è infatti «estremamente remota», spiega l'avvocato Lorenzo Borrè, difensore dei pentastellati di Roma espulsi e poi riammessi dal tribunale, «in quanto contrastante con il principio di autonomia del mandato». Anzi, potrebbe persino rivelarsi un boomerang per Grillo. «Se violazione del codice di comportamento c'è stata», ha continuato l'avvocato, «questa sarebbe casomai ascrivibile a chi ha deciso di costituire un gruppo politico in seno al parlamento europeo con partiti che non condividono i valori fondamentali del M5s», come nel caso dell'Alde. Inoltre è controverso anche il passaggio che dovrebbe portare al versamento dei 250 mila euro previsti dalla penale ai terremotati perché il comitato promotore costituito per le elezioni europee a cui dovrebbe essere versata la "multa" risulta in «procinto di scioglimento». O meglio non dovrebbe esistere già più visto che risultava «in procinto di scioglimento» già nella relazione al Rendiconto del Comitato del 2015». Insomma, l'impegno stretto dagli eurodeputati «non è vincolante», conferma Borrè a Lettera43.it, «come non lo è il contratto fatto firmare a Virginia Raggi».

AIUTO CONVINTA DA GRILLO. In privato Grillo si è invece adoperato per convincere Daniela Aiuto a non lasciare il Movimento per i Verdi. «Le sue parole mi hanno scaldato il cuore. Non si scende dalla nave ma si combatte per cambiarla», ha annunciato l'eurodeputata. Il caso europeo, tuttavia, sembra aver provocato ferite non marginali nel M5S, minando anche l'autorità di Davide Casaleggio (che ha deciso la trattativa) e facendo piombare i parlamentari in un imbarazzato silenzio sui social. Dove in serata, alla fine, Manlio Di Stefano prova il rilancio: «Gli errori si fanno e alcuni sono più pesanti da digerire di altri ma la tempesta passa e per questo vi chiedo di essere tolleranti, comprensivi, di far forza ai nostri europarlamentari».

ANDIAMO AVANTI Abbiamo così tante cose da fare per il nostro Paese e per questa Europa massacrata dal capitalismo...

Geplaatst door Manlio Di Stefano - M5S op woensdag 11 januari 2017

AFFRONTE VOLEVA RESTARE NELL'EFDD. Sui social network, intanto, fioccano le accuse di incoerenza nei confronti di Affronte, che domenica 8 gennaio aveva dichiarato di voler restare nell'Efdd. «Per noi un gruppo vale l'altro», scriveva l'eurodeputato su Facebook, «finché manteniamo la nostra autonomia di voto. L'Alde è a favore del Ttip e molto pro-establishment, tanto per dire. Io ho votato per restare in Efdd soprattutto per le modalità con cui si è arrivati a questa votazione e per la possibilità che ci dà Efdd di poter lavorare su più dossier».

La decisione del voto di oggi è stata presa all'oscuro di tutti gli eurodeputati. Detto questo, per noi un gruppo vale l...

Geplaatst door Marco Affronte op zondag 8 januari 2017
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