Trump Vittoria

L'America di Trump

Super Bowl
PURPLE BRAIN 6 Febbraio Feb 2017 1609 06 febbraio 2017

Il Super Bowl sembra il Super Trump: l'incubo dell'eterna rimonta

Vai a letto coi Patriots che sono sotto 28 a 3, ma il mattino dopo ti svegli e scopri che hanno vinto 34 a 28. Come Donald, come la Brexit. Ora sarà Frexit? E poi Italiexit? Calma, calma. È stata solo una partita. Forse.

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Ti svegli e ha rivinto Trump. Un’altra volta. Quelli che in Italia si affacciano alle cose americane davanti alla tivù e per questioni di fuso poi a una certa si addormentano hanno di nuovo avuto il risveglio in senso opposto. Come la Brexit, come Trump, come i Patriots che li lasci sotto 28 a 3 e il mattino dopo scopri che hanno vinto 34 a 28.

L'OSCURO FOOTBALL USA. Intendiamoci, in Italia il Super Bowl non è Juve-Inter, le regole del football americano sono un po’ come uno statuto non statuto, oggetto misterioso ai più. Il Super Bowl è il concertone a fine primo tempo, Al Pacino con la voce di Giancarlo Giannini che urla negli spogliatoi «la nostra vita è in quel centimetro! O risorgiamo adesso come squadra o saremo annientati individualmente, è il football ragazzi!», sono gli spot milionari di Pepsi contro Coca Cola, i milioni di banconi dei bar americani che ci immaginiamo con la birra sopra e la televisione accesa, è Bono Vox che canta nel 2002 davanti ai nomi dellle vittime dell’11 settembre, è Michael Jackson, Madonna, Katie Perry sulla tigre, Beyoncé, i Coldplay del 2016 e Lady Gaga nel 2017, è lo stupore per un centrocampo che diventa un’astronave per 15 minuti e poi scompare, è chiedersi come hanno fatto a montare una roba simile durante una pubblicità.

VINCERE NONOSTANTE TUTTO. Il Super Bowl è l’America degli italiani. E questa volta, esattamente come a novembre, ha rivinto Trump. Nonostante il vantaggio dei Falcons che sembrava cosa fatta, nonostante i messaggi dem in cima al mondo di Lady Gaga in mezzo a un cielo di droni. Ha vinto Trump, ha vinto la squadra di Trump e ha vinto secondo il pronostico di quache ora prima di Trump.

MALA "TRUMPORA" CURRUNT? Più che un Super Bowl un Super Trump, restando in musica. La rimonta che non ti aspetti. Che ti fa pensare «e ora?», e allora in primavera sarà Frexit? E poi Italiexit? E i Trump che sono in noi conquisteranno il mondo? Mala "trumpora" currunt? Calma, calma. È solo una partita. Va tutto bene. E poi ora c’è Sanremo, il nostro Super Bowl. Con Maria, la nostra Coca Cola. E la riscossa del nostro gladiatore, del nostro Tom Brady senza casco, Al Bano.

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