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16 Febbraio Feb 2017 1735 16 febbraio 2017

Dai socialisti al Pd: le mille scissioni della sinistra italiana

Con la rottura di Livorno, nel 1921, nacque il Partito comunista d'Italia. Dalla svolta della Bolognina al battesimo del Partito democratico: le divisioni che hanno spaccato il campo progressista.

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La più famosa è quella di Livorno, datata 1921, che ha battezzato la nascita del Partito comunista d'Italia. La maledizione che tormenta la sinistra nel nostro Paese si chiama scissione. Da quasi un secolo, fatte le dovute proporzioni, i suoi esponenti sembrano ancora dividersi attorno all'antica dicotomia tra riformismi e massimalismi che attanaglia l'area progressista.

Antonio Gramsci, ultimo segretario del Partito comunista d'Italia.

E se fu dalla scissione della mozione di sinistra al 17esimo congresso del Partito socialista italiano (Psi) che nacque il Partito comunista d'Italia, sempre da una costola dei socialisti nacquero anche i socialdemocratici (Psli, poi Psdi), quando nel 1947 a Palazzo Barberini si consumò la scissione della corrente guidata da Giuseppe Saragat contro Pietro Nenni, accusato di essere troppo "filocomunista".

Giuseppe Saragat in conferenza stampa, 1° gennaio 1947.

Nel 1964 fu la volta del Partito socialista italiano di unità proletaria (Psiup), voluto dalla sinistra del Psi, che a sua volta si auto-sciolse nel 1972 decidendo di confluire nel Pci. Non per intero, però: l'ala guidata da Vittorio Foa costituì il Partito democratico di unità proletaria (Pdup), che a sua volta si fonderà con il gruppo del Manifesto.

Vittorio Foa, leader del Pdup.

Da Livorno a Rimini: qui, durante il XX congresso del Pci, si concluse definitivamente l'esperienza cominciata nel 1921 e si aprì la nuova avventura della sinistra italiana. Dal Partito comunista nacque il Partito democratico della sinistra (Pds) guidato da Achille Occhetto, che aveva iniziato le grandi manovre con il congresso della Bolognina.

Achille Occhetto, primo segretario del Pds.

La svolta fu contestata da Cossutta, Salvato, Libertini, Serri e Garavini che fondarono così il Movimento per la rifondazione comunista, che poi diverrà il Partito della rifondazione comunista. Nel 1995, in occasione della fiducia al governo tecnico guidato da Lamberto Dini, i gruppi parlamentari di Rifondazione si spaccarono ancora: 14 deputati votarono la fiducia e diedero vita a una nuova formazione, quella dei Comunisti unitari. Tra riunificazioni e scissioni si arriva all'11 ottobre 1998, quando in concomitanza con la crisi del governo Prodi, Rifondazione comunista (che appoggiava il governo) si spaccò in due: l'ala vicina al segretario Fausto Bertinotti e quella più governativa legata al presidente Armando Cossutta.

Fausto Bertinotti e Armando Cossutta nel 1998.

E sempre nel 1998 la sinistra italiana perse una "p": dal Pds ai Ds, i Democratici di sinistra. L'obiettivo, dopo decenni di scissioni, era l'inclusione. Ma passato un decennio circa, ecco un'altra scissione, in occasione dalle elezioni europee. A farne le spese fu ancora una volta Rifondazione comunista: a Chianciano, nel 2009, nacque Sinistra ecologia e libertà (Sel).

Il simbolo di Sinistra ecologia e libertà.

L'ultimo atto, almeno finora, porta a Firenze. Dove nel 2007 si chiuse l'esperienza dei Democratici di sinistra e partì quella del Partito democratico (Pd).

Romano Prodi, nel 2007, ha proclamato Walter Veltroni segretario del Partito democratico.

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