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Caso Consip

Renzi Tiziano 140919112415
inchiesta consip 16 Febbraio Feb 2017 1952 16 febbraio 2017

Inchiesta Consip, indagato il padre di Renzi

L'ipotesi di reato è traffico di influenze. L'inchiesta, partita dalla procura di Napoli, coinvolge il cosiddetto Giglio magico dell'ex premier. Tiziano si difende: «Mia condotta assolutamente trasparente».

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Tiziano Renzi.

Tiziano Renzi, padre dell'ex premier Matteo, è indagato a Roma nell'inchiesta sulla Consip. L'ipotesi di reato è traffico di influenze. I pm di piazzale Clodio intendono sentirlo a breve, forse già la prossima settimana.

COINVOLTI MINISTRI E CARABINIERI. Le indagini, partite dalla procura di Napoli, riguardano la società che fornisce servizi alla pubblica amministrazione e coinvolgono diversi esponenti del cosiddetto Giglio magico, tra cui il ministro dello Sport Luca Lotti. Indagati anche il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, e il comandante della legione Toscana dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia. Le accuse nei loro confronti sono rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento, perché avrebbero avvertito i vertici della Consip (l'inchiesta spiegata in cinque punti).

IN COSA CONSISTE IL TRAFFICO DI INFLUENZE. Quello all'attenzione dei pm romani è uno stralcio dell'inchiesta napoletana, inviata a Roma per competenza territoriale, come nel caso di Luca Lotti. Il reato di traffico di influenze, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, è stato introdotto nel codice penale nel 2012 e mira a colpire anche il mediatore di un accordo corruttivo, al fine di prevenire la corruzione stessa.

L'AVVOCATO: «NON CONOSCIAMO I FATTI». L'avvocato del padre dell'ex premier, Federico Bagattini, ha confermato la ricezione dell'invito a comparire in procura: «Il fatto è totalmente incomprensibile», ha aggiunto, «perché nell'invito è riportato solo il numero della norma che si presume violata. Prenderemo contatto con i magistrati per capire quali siano i fatti contestati».

TIZIANO RENZI: «IGNORAVO PERFINO L'ESISTENZA DI QUESTO REATO». Lo stesso Tiziano Renzi ha definito la propria condotta «assolutamente trasparente»: «Ho ricevuto questa mattina un avviso di garanzia dalla procura di Roma in cui si ipotizza il traffico di influenze. Ammetto la mia ignoranza, ma prima di stamattina neanche conoscevo l'esistenza di questo reato, che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati - cui va tutto il mio rispetto - potranno verificare. I miei nipoti sono già passati da una vicenda simile tre anni fa e devono sapere che il loro nonno è una persona perbene. Il mio unico pensiero in queste ore è per loro».

L'AMICIZIA CON CARLO RUSSO. La figura di Tiziano Renzi aveva attirato l'attenzione degli investigatori per i suoi legami d'amicizia con Carlo Russo, imprenditore toscano del settore farmaceutico legato a sua volta a uno dei personaggi-chiave dell’inchiesta napoletana: l'imprenditore Alfredo Romeo. Russo è accusato di essere, con Tiziano Renzi, il «facilitatore» di Romeo nell’aggiudicazione delle commesse Consip.

LA COMMESSA FM4. Secondo il Corriere della Sera, tutto ruoterebbe attorno a una serie di appalti tra i quali spicca il cosiddetto Fm4, la gara di facility management del valore di 2,7 miliardi di euro bandita nel 2014 e suddivisa in più lotti. Dalle carte dell'inchiesta emergerebbero «colloqui intercettati tra Romeo e il suo collaboratore Italo Bocchino (ex parlamentare di Alleanza nazionale, ndr)», nel corso dei quali i due avrebbero «passato in rassegna e descritto con dovizia di particolari facendo nomi e cognomi i soggetti espressione della cosa pubblica con i quali hanni intrattenuto rapporti».

DI MAIO ATTACCA: «RENZI SAPEVA?». La notizia dell'avviso di garanzia è stata rapidamente "cavalcata" su Twitter dal Movimento 5 stelle, attraverso Luigi Di Maio e Roberto Fico.

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