Trump Vittoria

L'America di Trump

Trump Media
3 Marzo Mar 2017 1215 03 marzo 2017

Usa, tutti i media messi all'indice da Trump

Il New York Times è la sua bestia nera. Poi la Cnn. Ma anche il Washington Post non risparmia colpi. The Donald accetta solo media ultraconservatori e tivù popolari. La black list della Casa Bianca.

  • ...

I media maltrattati gli hanno reso merito. «Sette spettatori su 10 dicono che Donald Trump ha spinto all'ottimismo nel suo discorso al Congresso», ha titolato la Cnn. Il vituperato New York Times ha aperto con le news del giorno con un «Trump che smorza i toni nel delineare i suoi obiettivi». Altra musica rispetto all'«età dell'ignoranza di Trump» (sui cambiamenti climatici), «sul muro dell'ignoranza» in costruzione, «sulla forza dell'ignoranza» di Trump, citando solo una minima parte dei commenti sul nuovo presidente degli Usa del prestigioso quotidiano americano.

CNN, LA TV PIÙ ODIATA. La grande emittente televisiva statunitense non era apparsa più tenera riportando tutte le «mobilitazioni anti-Trump», sin dalla sua osteggiata candidatura e campagna presidenziale, e “The Donald” non le mandava certo a dire all'organo (a suo avviso) di propaganda di Hillary Clinton. Già nel novembre 2016, il neo eletto alla Casa Bianca in attesa dell'insediamento si toglieva sassolini dalle scarpe, in teoria off the record, con i giornalisti: «Odio il tuo network, ognuno alla Cnn è un bugiardo e si dovrebbe vergognare!», inveì Trump.

Sgozzatore della libertà.

DER SPIEGEL

Da due testate credute più amiche, il New York Post e Politico, trapelò poi lo sfogo confidenziale «fottutamente oltraggioso» del 45esimo presidente degli Usa e da allora anche i due fogli figurano nel gruppo dei poco, o per nulla, graditi a Trump. Lo schiaffo collettivo ai media «nemici del popolo», come li ha apostrofati lui, è arrivato con il bando eclatante al briefing del 24 gennaio 2017 alla Casa Bianca a Cnn, New York Times, Los Angeles Times, Politico, The Hill e BuzzFeed. Una mossa che ha fatto il giro del mondo.

AMMESSI I MEDIA CONSERVATORI. L'altolà ha escluso dalla conferenza stampa anche note testate straniere come i britannici Bbc, Guardian e Daily Mail. Bene accetti, al contrario, i media di deciso orientamento conservatore quali il Washington Times, l'One America News Network e il controverso sito d'informazione di estrema destra Breitbart, del quale il Rasputin della Casa Bianca Steve Bannon, capo stratega con alcuni suoi aiutanti, era il direttore. Anche le reti tivù popolari Fox News, Cbs, Abc e Nbc, alle quali Trump rilascia volentieri interviste, sono entrate.

il magazine moderato The Atlantic, al quale Obama concedeva interviste, ha appaltato a un luminare della psicologia un lungo profilo su "narcisismo, sgradevolezza e grandiosità" della mente di Trump

Ammesse erano pure la rivista Time e l'agenzia di stampa Associated Press, rimaste però fuori per «solidarietà». Mentre le concorrenti Reuters e Bloomberg, con il Wall Street Journal hanno deciso di partecipare, mantenendo un profilo neutrale. Ma la cornice della stampa critica sulla nuova Amministrazione Usa non si esaurisce nell'elenco degli umiliati dal tycoon: un'altra grande testata americana, il Washington Post dei memorabili reporter del Watergate che alla conferenza stampa non aveva mandato neanche un inviato, non risparmia dardi a Trump.

ANCHE BUSH CONTRO. L'autorevole quotidiano conservatore ha scritto che il presidente americano «diserta i briefing d'intelligence» e «ignora la politica estera». Stessa tesi tra l'altro anche di alcuni repubblicani ostili a Trump della cerchia del predecessore George W. Bush, il quale in un'intervista a The Hill ha di recente dichiarato: «Non mi piace il razzismo». Mentre il bel magazine moderato The Atlantic, al quale Barack Obama concedeva interviste, ha appaltato a un luminare della psicologia un lungo profilo su «narcisismo, sgradevolezza e grandiosità» della «mente di Trump».

Trump e Bannon.

In Europa il tedesco der Spiegel pubblica articoli e commenti sempre molto duri sul curriculum e sul programma di governo del nuovo presidente degli Usa, al quale ha riservato una copertina choc. Eletto Trump, in Israele Haaretz ha lanciato un appello sulla «minaccia molto concreta per la libertà d'espressione», all'interno del Paese e negli «Stati Uniti», dove il «giornalismo indipendente e critico è sotto attacco». Scrive ai lettori il quotidiano liberal che «forze si oppongono ai valori liberali e progressisti» e che cresce la «preoccupazione per la tendenza all'antisemitismo, alla xenofobia, al razzismo e all'intolleranza».

TUTTI BUGIARDI. Il Bannon ex patron del sito suprematista, antisemita e islamofobo ha preconizzato «relazioni peggiori con i media di giorno in giorno»: «Un fottuto plotone d'esecuzione», ha attaccato Trump. Salvo poi venire a più miti consigli per il suo discorso di inizio Amministrazione, conciliante col Congresso: «Abbiamo fatto davvero un grande lavoro finora», ha rilanciato, «ma medio nel comunicarlo». In effetti dal suo account personale su Twitter “The Donald” non fa altro che inveire, a caratteri cubitali, contro le «FAKE NEWS».

La crociata dai toni accesi contro le «NOTIZIE FALSE» è, se possibile, ancora più aggressiva e sguaiata della sua guerra contro gli 007 «pro Clinton» della Cia e dell'Fbi: «Peggio di Nixon», commentano i media Usa. Bestia nera di Trump, che ha anche disertato la cena dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca – sul piede di guerra per il bando agli ingressi – è, manco a ribadirlo, il «New York Times in fallimento, diventato una barzelletta come la Cnn. Triste!». E non solo per la Casa Bianca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati