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19 Marzo Mar 2017 0900 19 marzo 2017

Leonardo, Profumo e procure

Il nuovo ad arrivato per finire il lavoro di Moretti. Ma su piazzale Montegrappa pesa una inchiesta che vede 82 manager - ex e in carica - indagati. L'ex banchiere avrà mani libere. E scheletri da affrontare.

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Per capire la nomina di Alessandro Profumo ad amministratore delegato del gruppo Leonardo/Finmeccanica non si può a fare a meno di ricordare una notizia di solo pochi giorni fa, passata relativamente in sordina. Stiamo parlando dell'inchiesta della procura di Roma, coordinata dalla Guardia di Finanza, che ha messo sotto indagine 82 persone tra attuali ed ex dirigenti dell'azienda di piazzale Montegrappa per appropriazione indebita. I nomi degli indagati, accusati di aver realizzato un'evasione di imposta localizzando all'estero una società del gruppo per non pagare oltre 135 milioni di tasse nel periodo che va dal 2010 al 2015, rappresentano gli ultimi dieci anni di gestione Finmeccanica, a partire dai tempi di Pierfrancesco Guarguaglini, passando per Giuseppe Orsi fino a Mauro Moretti, l'ultimo amministratore delegato da poco messo alla porta.

L'INCHIESTA SPIANA LA STRADA A PROFUMO. L'inchiesta della procura, quindi, getta pesanti accuse sui quadri dirigenti delle gestioni passate e spiana la strada a Profumo, un banchiere da sempre vicino al mondo politico di centrosinistra, che ha poca dimestichezza con il settore industriale della Difesa, ma che è abituato a sedersi sui tavoli internazionali che contano. La prima mossa di Profumo sarà quella di trovare un nuovo direttore generale, ruolo che Moretti ricopriva come amministratore delegato. È una partita fondamentale, perché ad affiancare il banchiere dovrà essere un esperto del settore. Per questo motivo si fanno i nomi degli interni Andrea Biraghi e Fabrizio Giulianini, oppure del generale Claudio De Bertolis.

Secondo attenti osservatori, infatti, l'ex Mps e Unicredit sarebbe arrivato in Leonardo per finire il lavoro di Moretti, cioè affinare ancora di più la gestione finanziaria per poi vendere asset industriali a competitori internazionali di livello, come Airbus. È evidente che per farlo avrà bisogno di avere le mani libere. E l'inchiesta della procura mette una pietra sopra alle cosiddette «bande» che negli ultimi anni hanno governato Leonardo.

IL CERCHIO DELL'EX IMPERATORE GUARGUAGLINI. Molti manager coinvolti nell'inchiesta facevano riferimento all'«imperatore» Guarguaglini e alla moglie Marina Grossi, quest'ultima ex numero uno di Selex. Tra gli indagati ci sono Roberto Alatri, Simone Bemporad, ora in Generali, Giorgia Angelucci, Angiola Chioccolone, Alessandro Menna, ex responsabile cybersecurity, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Selex Sema e già coinvolto più volte in inchieste della magistratura. Sono tutti esponenti vicini all'ex Relazioni esterne Lorenzo Borgogni, la gola profonda che fece scoppiare l'inchiesta su Orsi, arrestato nel 2013 e poi sostituito da Alessandro Pansa come amministratore delegato.

PANSA E I SUOI UOMINI. Il lavoro dei magistrati su Finmeccanica Finance Sa, sede in Lussemburgo ma gestita in Italia, mette in difficoltà anche Pansa, che risulta indagato, e molti suoi uomini nella passata gestione. Da Giampiero Cutillo, attuale direttore finanziario di Leonardo, a Bargiacchi l'ex internal audit che doveva sorvegliare le operazioni o ancora Luigi Calabria, Maurizio Brunetti, Valentina D'Addario. Poi ci sono i fidatissimi di Maglione, da Paola Assorgia a Claudio De Giovanni, già president della Cassa Previdenza dirigenti. Infine c'è il gruppo che arriva da Alenia, con in testa Giovanni Bertolone e Alessandro Toci, quest'ultimo capo dello staff ai tempi di Orsi che fu beccato dagli inquirenti con un lista di giornalisti prezzolati nell'indagine sulla tangente indiana del pm Eugenio Fusco.

GLI SCHELETRI DI PIAZZALE MONTEGRAPPA. L'inchiesta pone delle domande su cui lo stesso Profumo dovrà confrontarsi. Molti dirigenti, da Maglione fino a Bargiacchi, hanno lasciato il gruppo dopo l'arrivo di Moretti. Ma hanno restituito i prestiti che sono oggetto di indagine della magistratura? E, ancora, Leonardo-Finmeccanica ha avvertito il Mef sulla posizione di Maglione, che da indagato ha partecipate con la società cacciatrice di teste incaricata di trovare i nuovi vertici delle società partecipate. Del resto ogni società di head hunting dovrebbe presentare i profili dei suoi consulenti prima di una ricerca. Come mai il ministero dell'Economia ha scelto una società dove lavora un ex Leonardo-Finmeccanica? Profumo, in sostanza, si ritrova un lavoro non da poco nella holding della Difesa. Perché gli scheletri nell'armadio di piazza Montegrappa sono tanti.

Giorgia Angelucci scrive a L43 e rettifica

Il mio nome è stato impropriamente accostato a quello del top management di Finmeccanica e inoltre sono una dipendente che è stata assunta nel marzo del 2013.

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