I 400 colpi

Berlusconi
21 Marzo Mar 2017 1024 21 marzo 2017

Berlusconi in politica è come il suo Milan: senza closing

Vecchio, acciaccato, ma tecnicamente immortale: B. è ancora lì che dà le carte. Col suo pacchetto di voti cruciale per arginare la deriva pentastellata. 

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C’è la centralità della politica, concetto talvolta desueto che oggi tenta con scarsi esiti di rialzare la testa. E c’è chi in politica è centrale. Matteo Renzi, Beppe Grillo, Matteo Salvini? Ma quando mai, l’unico vero centrale della storia politica degli ultimi 25 anni è Lui, Silvio Berlusconi. Vecchio, acciaccato (ancorché tecnicamente immortale), con sulle spalle una serie di disavventure che avrebbero stroncato un maratoneta, Silvio è ancora lì che dà le carte. Ha un bell’agitarsi il capo della Lega, ha voglia Giorgia Meloni a cercare di imporgli la tabella di marcia: senza il Cav, come egli stesso ama sconsolatamente ripetere, «questi non vanno da nessuna parte».

RENZI E ORLANDO LO CERCANO, EMILIANO DOVREBBE. E ancorché sia tecnicamente interdetto, per colpa della legge Severino che lo ha azzoppato, Berlusconi è più che mai presente sulla scena. I primi a essersene accorti sono proprio quelli del Pd, che tante cose non hanno capito ma una è loro ben chiara: che senza i suoi voti quella dei grillini verso Palazzo Chigi sarà una passeggiata trionfale. Lo cerca quindi Renzi, gli telefona Andrea Orlando e forse pure Michele Emiliano dovrebbe farci un pensierino, invece di cercare improbabili sponde in una sinistra che non c’è. L’uomo di Arcore è ancora accreditato di un pacchetto di voti (gli ultimi sondaggi danno Forza Italia, cioè lui da solo, poco sopra il 12%) che possono arginare l’ineluttabile deriva pentastellata.

PRESCINDERE DAI SUOI VOTI È IMPOSSIBILE. E nonostante ci sia ancora tanta confusione sotto il cielo della legge elettorale (come si voterà al Senato al momento Dio solo lo sa), per il partito di maggioranza relativa una cosa è certa: prescindere da quei voti sarà impossibile. Quindi occorre tenerlo caro, coccolarlo, proteggergli le aziende dagli agguati della concorrenza, blandirne le buone intenzioni. Sul mercato della politica l’uomo non teme imitazioni. La bolla di Renzi, indicato da tutti come il suo emulo, al confronto si è sgonfiata nello spazio di un mattino. Bisogna rassegnarsi, contraddire la legge del tempo: quella di Silvio in politica, come il closing del Milan, è una storia infinita.

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