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L'America di Trump

Preet Bharara
21 Marzo Mar 2017 1100 21 marzo 2017

Così Trump ha silenziato Preet Bharara, il nemico di Wall Street

Dal 2009 ha messo alla sbarra i giganti della finanza. E lanciato crociate anti-corruzione. Ora il procuratore distrettuale è stato sollevato da The Donald. Che aveva promesso di bonificare il mondo del capitalismo.

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Preet Bharara, procuratore del Distretto Sud dello stato di New York, l’uomo che aveva messo alla sbarra i giganti della finanza e aveva lanciato crociate contro la corruzione è stato licenziato lo scorso 11 marzo.

FUNZIONARI CON LE VALIGIE. La fine del suo mandato è stata imposta dall’attuale Attorney General (il corrispettivo del ministro della Giustizia) dell’amministrazione Trump, Jeff Sessions, lo stesso che ha mentito sotto giuramento a una commissione senatoriale sui suoi legami con la Russia. Il procuratore distrettuale è l’equivalente di un nostro procuratore della Repubblica: istruisce le cause e guida le indagini. Però nel sistema americano, quando si occupa di reati federali, ha nomina presidenziale. Non è quindi insolito che quando cambia l’inquilino della Casa Bianca venga chiesto a tutti i funzionari scelti dalla precedente amministrazione di fare le valige. Ma Preet Bharara non è stato un procuratore come tutti gli altri.

UMILISSIME ORIGINI. Nato in India nel 1968, a due anni si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti. Nonostante le umilissime origini, frequentò prima Harvard e poi la Law School della Columbia University. Qualche anno dopo fu preso nella squadra del Southern District, il “distretto sovrano” come viene soprannominato in gergo, e che ha competenza su Manhattan, il Bronx e una visibilità nazionale.

Wall street, la sede della Borsa americana.

Si fece le ossa come assistente procuratore nelle inchieste contro la mafia e contro le famiglie Colombo e Gambino. Consapevole dell’importanza della politica nel scegliere i ranghi della magistratura inquirente, decise di andare a Washington diventando consulente del senatore democratico Chuck Schumer. Il suo supporto fu decisivo in un’inchiesta senatoriale del 2004 contro l’allora ministro della Giustizia Alberto Gonzales, che portò alle dimissioni di quest’ultimo.

SENZA TIMORI VERSO I DEM. Nel 2009, con l'inizio dell’era Obama, Bharara fu designato nuovo capo del Southern District su indicazione di Schumer. A poche settimane dalla conferma della sua nomina dimostrò subito la volontà di non guardare in faccia nessuno e il suo ufficio mise sotto inchiesta un ricco banchiere, Hassan Nemazee, finanziatore storico del Partito democratico, vicino ai Clinton, ma anche sostenitore proprio del senatore Schumer.

INTERCETTAZIONI E TALPE. Nemazze venne accusato di frode bancaria e un anno dopo patteggiò una condanna a 15 anni. Era l’inizio di una serie di inchieste di alto profilo. Con metodi investigativi mutuati dalle inchieste contro la criminalità organizzata, utilizzando intercettazioni e talpe, Bharara mise alla sbarra alcuni “lupi di Wall Street” che si ritenevano intoccabili. Il sistema dell’insider trading, delle comunicazioni confidenziali illegali, venne scoperchiato.

Preet Bharara.

Le indagini colpirono società, banche e fondi di investimento come Galleon Group, New Castle Fund, Primary Global Research, Flextronics, Citibank, Level Global. Alcune società come la Front Point Partners, un’azienda dal valore di 7 miliardi di dollari, scomparvero dopo che le inchieste rivelarono le strategie illecite su cui avevano costruito la loro ricchezza. La sua vittima più celebre fu un immigrato indiano di prima generazione Rajat Gupta, ex Ceo della società di consulenza internazionale McKinsey &Co. che venne condannato per frode. Nel 2012 il procuratore distrettuale si guadagnò la copertina di Time. Lo spauracchio di Wall Street portò in tribunale fino al 2014 85 casi di insider trading, vincendoli tutti.

HA ISPIRATO LA SERIE BILLIONS. La sua lotta contro banchieri e miliardari era troppo ghiotta per rimanere relegata alla cronaca finanziaria. Preet Bharara diventò così l’ispirazione alla base della serie televisiva Billions del canale Showtime (in Italia la seconda serie è in onda su Sky). La fiction ovviamente mischia un po’ le carte in tavola. Il procuratore di ferro Chuck Rhoades, interpretato da Paul Giamatti, non è un immigrato, ma il figlio di un aristocratico miliardario. La sua nemesi Bobby "Axe" Axelrod, interpretato da Damian Lewis, è un personaggio ispirato a Steven Cohen, uno degli uomini più ricchi d’America (il suo patrimonio personale ammonterebbe a 13 miliardi di dollari) a capo dell’hedge fund Sac Capital Advisors.

MAXI MULTA ALLA COHEN. Nella realtà il fondo è stato oggetto di un’inchiesta per insider trading da parte del Secondo distretto, due manager dipendenti della società sono stati condannati così come alcuni dipendenti, ma alla fine non è stato possibile istruire un processo contro Cohen e la questione è stata definitivamente chiusa con maxi ammende per un totale di 1,8 miliardi di dollari.

Il cast della serie tivù Billions, ispirata alla storia di Preet Bharara.

Bharara si è conquistato il successo mediatico anche con inchieste contro la corruzione politica, indagando decine di amministratori locali (tra cui persone vicine al governatore di New York Andrew Cuomo) per malversazioni e tangenti. È stato attivo in diversi campi, dalla lotta contro il crimine organizzato e le gang al traffico internazionale di armi, coordinando anche l’accusa in alcuni processi di terrorismo e facendo condannare all’ergastolo Sulaiman Abu Ghaith, genero di Osama bin Laden, Ahmed Khalfan Ghailani, il primo detenuto di Guantanamo a essere processato da un tribunale civile, e Faisal Shahzad, l’immigrato Pakistano che architettò l’attentato, poi fallito, nel 2010 a Times Square.

NON TROPPO CORAGGIOSO? Una figura così in vista non poteva non essere oggetto di critiche e controversie. Per alcuni il grande inquisitore non è stato abbastanza coraggioso da perseguire i veri pesci grossi della finanza e i grandi gruppi bancari responsabili del collasso finanziario del 2008. Per altri il procuratore ha spinto troppo in là i suoi poteri, con tattiche investigative improprie e andando oltre l’interpretazione del reato di insider trading. Le corti d’Appello hanno inoltre ridimensionato alcune sentenze e un pronunciamento dell’ottobre 2015 della corte d’Appello del Secondo circuito degli Stati Uniti (United States Court of Appeals 2nd Circuit), passata al vaglio e lasciata intatta dalla Corte suprema, ha reso più difficile perseguire i reati finanziari.

Trump, che in campagna elettorale aveva giurato di bonificare il mondo del capitalismo finanziario, alla fine ha rimosso l’unico uomo che un po’ di pulizia l’aveva fatta

I “lupi di Wall Street” avevano quindi già iniziato a tirare un sospiro di sollievo, ma saranno anche più tranquilli ora che il loro nemico giurato ha dovuto lasciare l’ufficio. Trump, che in campagna elettorale aveva giurato di bonificare il mondo del capitalismo finanziario, alla fine ha rimosso l’unico uomo che un po’ di pulizia l’aveva fatta. Bharara ha preso congedo dal suo incarico con queste parole: «La caratteristica fondamentale della giustizia è l’assoluta indipendenza, e questo è stato il mio riferimento ogni giorno in cui ho prestato servizio».

FUTURO IN POLITICA? Che ne sarà ora di lui? Il suo prestigio lo rende ambitissimo dalle law firm americane dove potrebbe guadagnare uno stipendio a sei zeri e finirebbe per difendere proprio i suoi ex nemici. Ma tutti pensano per lui a un futuro politico. «Non ho nessun interesse ad avere un ruolo del genere. Né ora né mai», ha però detto qualche tempo fa. Ma quando si tratta di magistrati e politica, soprattutto in Italia, sappiamo bene il valore di queste dichiarazioni.

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