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Resa dei conti nel Pd

Renzi Gentiloni
MAMBO 21 Marzo Mar 2017 0929 21 marzo 2017

Le 'nuove idee' del Pd di Renzi sono quelle di Grillo e Salvini

Per ottenere consenso nell'elettorato di destra il Partito democratico snatura il modello del centro-sinistra. Che si arricchisce solo con riforme che non dimentichino mai la parte della popolazione vittima delle diseguaglianze. Il resto è fuffa.

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Per come si stanno mettendo le cose, il centro-sinistra, a meno di un miracolo, si sta preparando a saltare un giro. La partita per il primato dopo le prossime elezioni politiche si giocherà fra 5 Stelle e la federazione di centro-destra ispirata da Silvio Berlusconi. È vero che il primato nel sistema proporzionale non porta alla guida del governo, tuttavia dà diritto al primo incarico da parte del presidente della Repubblica e aiuta l’incaricato a cercarsi i voti in parlamento. Operazione che potrà fare il rassemblement berlusconiano, difficilmente farà il partito di Beppe Grillo. Fuori gara Matteo Renzi, che ha sfasciato ciò che ha trovato e ciò che altri faticosamente hanno in lunghi anni costruito.

ART. 1 CON IL M5S? IPOTESI PER DISTRARRE A SINISTRA. Per distrarre da questa amara verità alcuni intellettuali legati a Renzi, dopo aver abusato del termine “scissionisti”, che tuttavia resta saldamente nelle mani delle “Rondoline”, ora stanno lanciando l’idea di un affiancamento fra il partito dell’Art.1 e il mondo grillino. Si tratta di un tentavo di distrarre la pubblica opinione di sinistra dal fallimento dell'ex premier, essendo del tutto evidente che il nuovo partito degli ex Pd, come annunciato, lavora per un centro-sinistra con più incisivi contenuti riformatori.

RENZI CERCA ANCORA ALLEANZE A DESTRA. Mentre a chi sta dando vita al nuovo partito è chiaro che è iniziata una nuova lunga marcia che - a meno di circostanze favorevoli e imprevedibili, ad esempio il crollo degli antagonisti populisti o di destra -, porta alla possibilità di successo non nell’immediato, il partito di Renzi si crogiuola nella finzione di essere ancora in corsa per il primato addirittura rinunciando a politiche di alleanze se a non a quella con il centro-destra. Alleanza, quest’ultima, che a Berlusconi non interesserà una volta che avrà compensato e rabbonito Matteo Salvini. Questo stato dell’arte dovrebbe spingere sia il partito di Renzi sia le altre formazioni di centro-sinistra a lavorare su contenuti che sgonfino la bolla elettorale grillina e neo-berlusconiana.

Il Pd si crogiuola nella finzione di essere ancora in corsa per il primato addirittura rinunciando a politiche di alleanze se a non a quella con il centro-destra

Il primo tema è quello di uscire dalla rappresentazione che a sinistra ci sono i partiti dell’establishment. Non si esce da questa condizione con urla populiste ma con politiche sociali. Bisogna avere amica la parte della popolazione vittima delle diseguaglianze e avere nemici sociali. Quest’ultimo concetto è particolarmente rilevante in politica, soprattutto se vige il proporzionale. Bisogna avere una politica che contrasti la xenofobia comunque si manifesti.

LE IDEE VUOTE DI MINNITI. Ad esempio, l’idea che il ministro Minniti propaga che «la sicurezza è una parola di sinistra» contiene una falsa rappresentazione della realtà. Anche attraversare la strada sulle strisce è di sinistra e ancora più di sinistra è non passare col rosso. Frase vuota. Soprattutto se è accompagnata dall’idea che per il decoro urbano bisogna multare chi occupa suolo pubblico (qui scappa da ridere). Dovremmo mandare il ministro dell’Interno a San Francisco per mostrargli come possono convivere una straordinaria città con la più popolosa folla di clochard e con writers fantasiosissimi che arredano la città. La vera riforma di sinistra sarebbe prendere una parte del Pil e destinarlo alle forze di sicurezza per avere più personale su strada, più mezzi, più benzina, stipendi più umani. Il resto è fuffa.

UN VERO CENTRO-SINISTRA DEVE RIDARE VALORE ALL'EUROPA. Chi vuole contrapporsi a queste “nuove” idee, che raccolgono e legittimano sentimenti di destra, deve fare l’operazione di sostenere le richieste strutturali delle forze dell’ordine e di non cedere di un millimetro sull’idea di città accoglienti. L’unico limite deve essere il reato. Inoltre, ma i temi sono davvero tanti, spetta alle forze di centro-sinistra rirendere in mano la bandiera dell’Europa, nel senso dell’Europa guidata da rappresentanti eletti di popoli.

SULLE NOMINE SERVE TRASPARENZA CONCRETA. C’è, infine, la necessità che la politica, quando interviene sull’economia e sulle aziende, lo faccia con trasparenza e rinunciando a imporre propri nomi. È di queste ore, raccontano alcuni giornali, lo scontro sul presidente dell’Agenzia del farmaco la cui nomina è bloccata perché Luca Lotti, sì proprio lui, vuole imporre un proprio nome. È di ieri la sfilata di nomine, sulle quali non ho personalmente nulla da dire. Credo anche che Matteo Del Fante, neo amministratore delegato di Poste presentato come renziano di ferro, che conosco ed è in carriera da prima di Renzi, sia un bravo manager indipendente. Vorrei però sapere le ragioni per cui Caio non andava più bene. Chi governa deve spiegare. Sempre.

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