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4 Aprile Apr 2017 1635 04 aprile 2017

Morto il politologo Giovanni Sartori

La scomparsa a 92 anni è stata annunciata da un tweet vicedirettore del Corriere della Sera Antonio Polito. Era considerato il padre in Italia della scienza politica come disciplina accademica.

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È morto all'età di 92 anni il professor Giovanni Sartori, politologo e sociologo di fama internazionale, padre in Italia della scienza politica come disciplina accademica. Ad annunciarne la scomparsa per primo è stato Antonio Polito, vicedirettore del Corriere della Sera, quotidiano del quale da anni Sartori era editorialista.

A lungo considerato tra i massimi analisti della politica italiana, Sartori ha tenuto insegnamenti in prestigiose università internazionali, scrivendo libri tradotti in decine di lingue.

L'INIZIO CARRIERA A FIRENZE. Era nato a Firenze il 13 maggio del 1924 e dal 1956 era stato titolare della cattedra di Scienza della politica a Firenze, per poi diventare preside della facoltà di Scienze politiche negli anni a cavallo tra il 1968 e il 1971, in piena contestazione studentesca.

L'INSEGNAMENTO NEGLI USA. Successivamente aveva insegnato nelle più prestigiose università statunitensi, diventando professore emerito della Columbia University.

OTTO LAUREE HONORIS CAUSA. Sartori ha scritto di democrazia, di partiti e di sistemi di partito, di teoria politica e di analisi comparata, di ingegneria costituzionale. È stato insignito di otto lauree honoris causa e nel 2005 ha ricevuto il prestigioso Premio Principe delle Asturie, considerato il Nobel delle scienze sociali.

INVENTORE DI MATTARELLUM E PORCELLUM. Dal 1979 al 1994 ha ricoperto la prestigiosa cattedra Albert Schweitzer professor in the humanities alla Columbia university ed era professore emerito di Scienza politica all'Università di Firenze. Al Sartori costituzionalista vanno ascritte le definizioni Mattarellum e poi Porcellum affibbiate alle legge elettorali, oltre alla strocatura della la riforma ideata da Renzi. «È un sistema spagnolo 'bastardo', con un doppio turno che non si capisce a cosa serva e un premio di maggioranza troppo alto (il 35% è scorrettissimo) - La questione delle preferenze, poi: abolite a furor di popolo causa corruzione, oramai mi è venuto il vizio e così provo ancora. Italicum proprio non mi va. Sa di treno. Al momento proporrei Bastardellum. Ma si intende che si può trovare di meglio».

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