Galliani Adriano
VISTI DA VICINISSIMO 10 Aprile Apr 2017 1452 10 aprile 2017

Galliani tenta il blitz in Lega calcio, ma i club non lo vogliono

L'ad del Milan punta alla poltrona che fu sua dal 2002 al 2006. Inter, Napoli, Fiorentina, Bologna, Sampdoria e Roma fanno muro. Nel mirino il conflitto di interessi con Mediaset sui diritti tivù. Pure Silvio è perplesso.

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Adriano Galliani, come Silvio Berlusconi, sogna di rientrare in gioco e punta a diventare presidente della Lega calcio, ma la gran parte di squadre di Serie A vuole sbattergli la porta in faccia per il suo conflitto di interessi con Mediaset. La sorpresa però è che neppure l'ex Cavaliere lo supporta soprattutto se, come tutto lascia prevedere, arriverà nel week end il closing con i cinesi di Mr. Li per la vendita della sua squadra del cuore, il Milan.

A CACCIA DI UNA POLTRONA. Galliani, "patron" del club rossonero fino a che con l'arrivo di Barbara Berlusconi era stato messo in un angolo salvo poi essere riabilitato, vuole rimanere attaccato a una poltrona del mondo del calcio e tenta di farsi votare con un blitz nell'assemblea prevista per il 13 aprile 2017 a Milano.

FU DEFERITO E SQUALIFICATO. Ma la sola eventualità ha mandato in bestia almeno otto club che pare stiano addirittura preparando un duro comunicato ricordando quando è già stato a capo della Lega dal 2002 al 2006. La sera del 22 giugno 2006 si dimise dopo la notizia del suo deferimento a opera del procuratore federale Stefano Palazzi. La Corte federale lo condannò poi in secondo grado a una squalifica di 9 mesi, ridotta a 5 mesi più una multa dall'arbitrato del Coni.

ll fronte anti-Galliani si sta ingrossando e per adesso pare ne facciano già parte Inter, Napoli, Fiorentina, Bologna, Sampdoria e Roma. Uno dei king maker, Claudio Lotito, sta negoziando una sua personale posizione prima di decidere come muoversi. Molte società considerano non opportuna la candidatura di Galliani principalmente per il conflitto che si creerebbe per la trattativa con Sky per la grande torta, oltre 1 miliardo di euro, per il rinnovo dei diritti tivù.

«TROPPO SMACCATAMENTE MEDIASET». Il ritornello di queste ore è sempre il solito: «Non può essere un uomo così smaccatamente Mediaset a poter gestire questo business». Ed è il motivo per cui lo stesso Berlusconi ha fatto riservatamente sapere di non gradire Galliani in Lega perché aprirebbe ancora una volta l'annosa questione del conflitto di interessi dal quale sta cercando di uscire per presentarsi lindo e puro alle elezioni politiche del 2018.

TAVECCHIO FARÀ IL COMMISSARIO? Se, come tutto lascia prevedere, le aspirazioni di Galliani verranno bloccate è probabile che si vada a una nuova Assemblea che potrebbe votare un presidente di transizione. Altrimenti il capo della Federcalcio Carlo Tavecchio sarà costretto a nominare un commissario che potrebbe essere lui stesso, anche se sono in troppi a non vedere di buon occhio tanto potere nelle mani di una stessa persona.

(*) Con questo “nom de plume” scrive su Lettera43.it un protagonista e osservatore delle più importanti partite del potere politico ed economico-finanziario italiano.

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