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20 Aprile Apr 2017 1034 20 aprile 2017

L'Anpi di Roma sta tradendo la storia della Resistenza

Che errore preferire la delegazione palestinese alla Comunità ebraica. Così l'associazione degli ex partigiani snatura il 25 aprile.

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La rinuncia a partecipare alle celebrazioni romane della Liberazione - ma solo romane? - da parte delle Comunità ebraica è un fatto doloroso. La Brigata ebraica fu costituita nel ’44 e , inquadrata nell’esercito britannico, svolse importanti azioni militari anti-naziste sul territorio italiano. È parte costituente del movimento di Liberazione dal fascismo e dal nazismo. Gli ebrei dettero con questi militari un contributo decisivo alla salvezza dell’Europa e del nostro Paese. Per onorare la memoria e la verità sarebbe bene ricordare sempre due eventi di portata diversamente eccezionale: da un lato la Shoa con il tentativo di estirpare dalla faccia della terra un popolo e dall’altro il contributo anche militare degli stessi ebrei alla salvezza del Continente.

SENZA LA COMUNITÀ EBRAICA FESTA DIMEZZATA. Tutto ciò basterebbe a dire che senza la partecipazione della Brigata ebraica e degli esponenti delle Comunità ebraiche il 25 aprile è una festa dimezzata. Anzi è una festa falsificata. Invece da molti anni la partecipazione di associazioni filo-palestinesi trasforma il 25 aprile in una saga, spesso violenta non solo a parole, di antisemitismo. Anche in questo caso è bene ricordare che la gran parte del mondo arabo a cui queste associazioni fanno riferimento era in quel drammatico periodo della storia mondiale dalla parte di Hitler. Ha ragione Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, a sollevare scandalo per questa situazione e ad affermare dolorosamente che sarà un 25 aprile senza gli ebrei. Per quello che conta sarà anche un 25 aprile senza di me.

Il 25 aprile è festa di chi liberò l’Italia non di chi stava con i nemici dei partigiani

Il senatore Miguel Gotor che, come me, ha favorito la nascita di Articolo 1 di cui è, se capisco le dinamiche interne, un dirigente di primo piano, sostiene invece che è legittimo che ci siano le associazioni palestinesi, che il mondo offeso è quello dell’Anpi dopo il diniego del Pd a partecipare alle iniziative del 25 aprile e che farebbero bene le Comunità ebraiche a stare nella partita sentendosi garantite che non saranno attaccate. Sono sbalordito anche perché sono le affermazioni di uno storico. Il 25 aprile è festa di chi liberò l’Italia non di chi stava con i nemici dei partigiani. Il tema del conflitto israeliano-palestinesi nulla ha a che vedere con il tema del 25 aprile e se l’Anpi confonde le due questioni rende un cattivo servizio alla Resistenza e opera una falsificazione storica inaccettabile.

SI TRADISCE LA STORIA DELLA RESISTENZA. Il senatore Gotor critica la decisione del Pd di non partecipare alle celebrazioni come sintomo di una collocazione a destra di questo partito. Io ho molte ragioni di polemica col Pd ma affermare che il 25 aprile deve dare un riconoscimento, quello che gli spetta, ai rappresentanti delle Comunità ebraiche è puro rispetto della verità storica. L’eredità storica è una combinazione di dati oggettivi e soggettivi. È giusto che ciascuno di noi possa ricollocare quegli ideali nel presente, ma non può farlo falsificando la storia e considerare le associazioni radical filo-palestinesi come aventi più diritto ad essere nel 25 aprile delle Comunità ebraiche è una forzatura violenta della storia. L’Anpi merita rispetto ma deve guadagnartelo. Se tratta così le comunità ebraiche non se lo merita.

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