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20 Aprile Apr 2017 2046 20 aprile 2017

Legge elettorale, il Pd apre al premio di lista e collegi

In Commissione Affari Costituzionali della Camera il capogruppo Emanuele Fiano ha infatti dato la disponibilità del suo gruppo a un testo base diverso dal Mattarellum.

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A circa dieci giorni dall'elezione del proprio segretario, il Pd per la prima volta da mesi apre ufficialmente in Parlamento ad una legge elettorale che non sia il Mattarellum: in Commissione Affari Costituzionali della Camera il capogruppo Emanuele Fiano ha infatti dato la disponibilità del suo gruppo a un testo base diverso, anche di tipo proporzionale, ma con collegi e un premio alla lista vincente.

TESTO PRONTO NELLE PROSSIME SETTIMANE. Un'apertura che permetterà al relatore Andrea Mazziotti di lavorare a un testo che presenterà nelle prossime settimane e che potrebbe essere un punto di convergenza di tutte le varie correnti Dem; e una soluzione che prelude la ricerca di dialogo con Fi al posto di M5s. Questa nuova apertura è piaciuta Pier Luigi Bersani.

I TRE PUNTI VOLUTI DAL PD. Dalla scorsa settimana, su sollecitazione del relatore e presidente di Commissione, Andrea Mazziotti, i gruppi sono stati chiamati a esprimersi su altre proposte rispetto al Mattarellum che in Commissione aveva una strettissima maggioranza e che avrebbe rischiato nei successivi passaggi in Aula e in Senato. Nella seduta del 20 aprile si è pronunciato il capogruppo Dem, Fiano, dando la disponibilità a sostenere un testo base che abbia tre «punti centrali»: collegi uninominali con riparto proporzionale, un premio alla lista vincente e una armonizzazione delle soglie di Camera (3%) e Senato (8%), «verso l'alto».

PARTENZA DALLA MOZIONE ORLANDO. Queset aperture mostrano che il Pd ha rinunciato ai capilista bloccati dell'Italicum purché siano sostituiti non dalle preferenze bensì da collegi uninominali, seppur non maggioritari come il Mattarellum, ma con riparto proporzionale, come il cosiddetto Provincellum. L'impianto delineato da Fiano, infatti, richiama la proposta della mozione Orlando, depositata alla Camera da Gianni Cuperlo e al Senato da Vannino Chiti: la differenza sta nel premio, che la mozione Orlando vuole semmai attribuire alla coalizione e non alla lista. E d'altra parte anche la proposta di Fi, a prima firma Renato Brunetta, ha collegi uninominali proporzionali e premio alla coalizione.

CRITICA L'APERTURA L'AP. L'iniziativa consente al tutto il Pd di uscire dall'angolo e dall'accusa di bloccare la legge elettorale in attesa delle sue primarie, e di arrivare a un primo compromesso tra tutte e tre le mozioni, anche se quella di Michele Emiliano gradisce più le preferenze che non i collegi. Non ha invece apprezzato l'apertura Ap che insiste sul premio alla coalizione e con Dore Misuraca ha accusato il Pd di condurre la legge elettorale «a sbattere contro un muro».

PROSSIMA SEDUTA IL 27 APRILE. Ma lo stesso Fiano ha detto di non voler rispondere alle polemiche, chiedendo di apprezzare invece il gesto di apertura. Sta di fatto che il relatore, Mazziotti, ha detto che ora «ci sono gli elementi per lavorare a un testo base», primo passo fondamentale per far sintesi delle 30 proposte di legge finora depositate. Sui tempi Mazziotti non si è pronunciato. La prossima seduta è prevista giovedì 27 aprile, tre giorni prima delle primarie del Pd.

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