EUCARESTIA
20 Aprile Apr 2017 0800 20 aprile 2017

M5s e vescovi, le ragioni dietro un flirt reciproco

I convenevoli con la Cei fanno parte del percorso di autolegittimazione dei 5 stelle. Trasversali e abili nell'intercettare le inquietudini, anche dei cattolici. Per governare però non basta. Il politologo De Sio a L43.

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La presa di Palazzo Chigi non prevede strategie, ma è il risultato di un «auspicabile fenomeno naturale, generato da gente decisa a 'scendere sulla terra'», dice Beppe Grillo in una intervista ad Avvenire. «Sono tanti i cattolici che partecipano alle iniziative del Movimento. Se guardiamo ai grandi temi (dal lavoro alla lotta alle povertà), nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità», commenta al Corriere della Sera Marco Tarquinio, direttore del quotidiano dei vescovi. Uno scambio di cortesie che fa pensare a un avvicinamento tra M5s e un certo mondo cattolico rappresentato dalla Conferenza episcopale. E poco importa che il Blog da sempre porti avanti la battaglia contro il finanziamento pubblico all'editoria di cui Avvenire è uno dei principali beneficiari (4.190.335 euro di contributi pubblici ricevuti per il 2015).

MONDO CATTOLICO DIVISO. Un mondo cattolico però che è tutt'altro che monolitico, visto che a stretto giro a Tarquinio ha risposto Famiglia Cristiana. «Il problema è capire», scrive l'editorialista Francesco Anfossi ne Il Vangelo secondo Grillo, «cosa c'è dentro quell'ultimo quarto in cui questa sensibilità è assente o è addirittura anticristiana». Dalle visioni apocalittiche di Gianroberto Casaleggio in Gaia - «All’inizio del XXI secolo il fato del mondo è ancora in mano a gruppi massonici, finanziari e religiosi» - fino alle battaglie contro la scuola privata, per fare pagare l'Imu alla Chiesa, e le posizioni su fine vita e testamento biologico. Sulle unioni civili, invece, sappiamo com'è andata: la libertà di coscienza concessa ai portavoce dai vertici ha evitato all'ultimo una presa di posizione precisa sull'argomento.

Beppe Grillo.

L'apertura di credito dei vescovi nei confronti del M5s comunque resta. «Più che di endorsement», spiega a Lettera43 Lorenzo De Sio, professore della Luiss e socio fondatore del Centro italiano studi elettorali, «è un annusarsi reciproco». Da una parte il M5s mantiene la sua trasversalità, dialogando con un elettorato anche conservatore, dall'altra il mondo dei vescovi riconosce «un fenomeno elettoralmente rilevante». I dati parlano chiaro: il M5s dal 2013 ha mantenuto il consenso elettorale e ancora oggi, almeno nelle intenzioni di voto, veleggia tra il 28 e il 30%, a testa a testa con il Pd. Il feeling col mondo cattolico in realtà non soprende, anche alla luce del voto sulle unioni civili. Non solo, la stessa apparizione di Davide Casaleggio in tivù, continua De Sio, rientra in un «percorso di autolegittimazione dei 5 stelle come potenziale forza di governo».

LA STRATEGIA DELLA VAGHEZZA. Anche l'estrema vaghezza delle dichiarazioni di Grillo ad Avvenire è strategica. «I nuovi partiti», fa notare il professore, «puntano su due o tre temi base mentre sugli altri restano silenti per evitare divisioni interne». I 5 stelle hanno trovato la loro riconoscibilità nella generica polemica anti-establishment. Da un lato, è il ragionamento di De Sio, Il Movimento propone ricette «non sempre verosimili, come sul reddito di cittadinanza su cui non emergono ancora coperture finanziare credibili»; dall'altro «intercetta la crescente inquietudine sulle trasformazioni della nostra epoca, con posizioni non ortodosse sulla globalizzazione economica» dal libero scambio ai flussi finanziari e umani. Non a caso argomenti sensibili e «punti deboli del Pd di Matteo Renzi che nell'agenda di governo aveva puntato addirittura su trattati come il Ttip, mentre l’opinione pubblica appare sempre più inquieta rispetto a queste scelte». In questo il Movimento è abilissimo a «trovare un denominatore comune col mondo cattolico, su temi come il diritto al riposo domenicale dei lavoratori, restituendo importanza all'impatto sulla persona, sull'uomo delle trasformazioni economiche contemporanee».

L'"eucarestia" dei grilli secchi a Torino, aprile 2016.

Il Movimento poi si è sempre definito post-ideologico. «Un'idea non è di destra né di sinistra. È un'idea, buona o cattiva», postulava Casaleggio senior, aforisma finito anche nei "santini" promemoria distribuiti alla fine della convention di Ivrea. Resta da vedere, sottolinea De Sio, se sia possibile governare concretamente attuando scelte eterogenee, slegate da una ideologia precisa. «È una scommessa», aggiunge. Lo scetticismo sta nella sua realizzabilità. Perché le idee camminano sulle spalle degli uomini, ed è questo al momento il punto interrogativo del M5s: la classe dirigente e il personale politico. «Per adesso emerge un chiaro esempio positivo a Torino, dove il sindaco Chiara Appendino appare seria e preparata», suggerisce il professore. Lo stesso non si può dire per Roma dove sono andati in scena balletti di assessori e dimissioni a catena di funzionari e dirigenti.

«PAPA FRANCESCO? È GRILLINO». Per ora questa trasversalità gioca a favore del partito di Grillo. E anche l'annusarsi reciproco con la Cei non allontanerà la base più di sinistra e laica dei 5 stelle. Questo perché «l'elettorato pentastellato», spiega De Sio, «dà segni crescenti di stabilizzazione. Non è più spinto solo dalle emozioni, ora si identifica di più col Movimento». Vescovi o non vescovi. Non solo. Al netto delle tensioni interne alle cose vaticane, una Chiesa guidata da papa Francesco agli occhi dei supporter 5 stelle è perfettamente grillina. «Noi siamo i pazzi di Dio», aveva tuonato il comico prestato alla politica nell'aprile 2013 dal palco di un comizio a Grado. «San Francesco l’avevamo anticipato noi. Papa Francesco è un grillino, glielo vorrei dire». Infatti «come statuto siamo nati il 4 ottobre, giorno di San Francesco, il pazzo di Dio». Per arrivare durante l'ultima campagna elettorale a distribuire come un sacerdote pagano a mo' di ostia grilli secchi ai propri portavoce. Tutti tranne Appendino che si era rifiutata di ricevere il "corpo del leader" con la scusa dell'allattamento.

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