I 400 colpi

Renzi Padoan
20 Aprile Apr 2017 0928 20 aprile 2017

Padoan e Campo Dall’Orto, i figli ripudiati da Crono-Renzi

Entrambi sulla graticola, vittime dell'ex premier che elimina tutti coloro che possono intralciare la sua remuntada.

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Ci sono due personaggi nell’avvilente panorama italiano che in questi giorni stanno scomodamente sulla graticola in attesa di conoscere il proprio destino. Sono il direttore generale della Rai e il ministro dell’Economia. Li accomuna l’essere figli del renzismo, anche se Campo Dall’Orto è figlio naturale di madre Leopolda, mentre Pier Carlo Padoan è adottivo, avendo egli ripudiato il padre vero, Massimo D’Alema, che gli aveva dato casa politica nella Fondazione ItalianiEuropei.

LA SINDROME DI CRONO-RENZI. Entrambi, il manager e il ministro, sono vittime della sindrome di Crono-Renzi che uccide le sue creature quando teme che queste possano fargli ombra, o peggio mettersi di traverso, come sta avvenendo in questi giorni, alla sua bombastica remuntada che culminerà con le primarie Pd del 30 aprile (ma qualcuno avrà già avvertito l’ex premier che vincere le primarie non equivale a vincere le elezioni).

L'AGONIA DI PADOAN. Padoan è quello che più ispira una sincera pena: il suo problema, paludato dietro un laconico «abbiamo allo studio varie ipotesi» quando qualcuno gli chiede conto di Def e manovrine, nasconde una desolante verità: il tecnico della politica non ha la più pallida idea di dove trovare i soldi per tappare i buchi dei conti pubblici, spettro che ha le fattezze del numero 42, che sono i miliardi che bisogna racimolare in due anni per evitare che scatti la trappola delle clausole di salvaguardia, ovvero l’aumento automatico delle aliquote Iva.

Li accomuna l’essere figli del renzismo, anche se Campo Dall’Orto è figlio naturale di madre Leopolda, mentre Pier Carlo Padoan è adottivo

Aliquote che in realtà il ministro aveva in animo di aumentare di suo, e di ben tre punti, per finanziare un altro mito disatteso della finanza pubblica: il taglio del cuneo fiscale, provvedimento che negli ultimi decenni di storia repubblicana appare e scompare come un fiume carsico. L’idea di Padoan è però durata lo spazio di un mattino: partorita e poi esternata il giorno di Pasqua con un’intervista al Messaggero, essa è ingloriosamente caduta il mercoledì successivo per mano di Crono-Renzi che l’ha seppellita sotto una pietra tombale. Ora il tempo stringe, l’Europa è pronta a fischiarci fallo, e il cireneo Pier Carlo dovrà di fretta inventarsi qualcos’altro.

LA RESISTENZA DI DALL'ORTO. Inventarsi come resistere è invece il problema di Antonio Campo Dall’Orto, e qui l’impresa è ardua visto il fuoco ad alzo zero che gli stanno portando i renziani dentro e fuori la Rai. Non paghi delle teste che hanno fatto rotolare, e di quelle dei sodali che hanno messo ai piani alti dell’azienda (a cominciare dai direttori di rete), ora sembrano esigere quella del direttore generale. Il quale, diciamo la verità, a parte qualche intervista pomposamente discettante sull’universo mondo della comunicazione, si è sin qui distinto per inerzia, all’insegna del quieta non movere che è la sempre valida democristiana strategia per sopravvivere in un contesto zeppo di insidie. Perché, ma questo lo sa chiunque metta piede in viale Mazzini, qualsiasi cosa tu fai scontenti qualcuno.

LA RESA DEI CONTI A VIALE MAZZINI. Adesso però, complici due puntate di Report che a Renzi non sono andate giù, siamo alla resa dei conti il cui teatro, almeno pare, sarà il consiglio d’amministrazione del 4 maggio. Dove non si punterà dritto sull’uomo, non è nello stile della casa, ma ci si darà da fare per tagliargli l’erba sotto i piedi. Il pasdaran consigliere Guelfo Guelfi (indovinate la sua zona di provenienza) ha già suonato la carica: rimprovera a Campo Dall’Orto i ritardi sul Piano dell’informazione (ma quello presentato da Carlo Verdelli e che il cda ha bocciato cos’era?) nonché la sua richiesta di trasgredire il tetto dei 240 mila euro di compensi pena l’inevitabile diaspora dei teledivi verso altri lidi. L’ex demiurgo di Mtv ha deciso di non cedere sua sponte e resistere a oltranza. Ma gli basterà nascondersi dietro la foglia di Fico per salvare la ghirba?

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