Francia

Elezioni francesi

Dibattito Francia Presidenziali
FRONTIERE 20 Aprile Apr 2017 1634 20 aprile 2017

Sarà la legge elettorale a salvare la Francia dall'incertezza

Elettorato ondivago e indeciso come in tutta Europa. Ma le urne garantiranno comunque un vincitore certo e 5 anni di governo stabile. L'Italia impari

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Commentatori impazziti il 19 aprile dopo la pubblicazione dell’ultimo sondaggio di Le Monde che apre a tutti gli scenari, perché tutti e quattro i candidati eleggibili sono all’interno della stessa «forbice statistica» (più, o meno il 3% di errore), sicché può accadere di tutto: un ballottaggio Le Pen contro Macron, ma anche un ballottaggio Le Pen contro il gauchista Melanchon, o un ballottaggio Le Pen contro Fillon, ma anche un ballottaggio Macron contro Fillon, o un ballottaggio Fillon contro Le Pen e forse addirittura un ballottaggio –questo però veramente improbable- tra Macron e Melanchon.

ANCORA TANTE INCERTEZZE. Insomma: una baraonda di incertezze. Nello specifico, Le Monde dà Macron al 23% (in calo), la Le Pen al 22,5% (anche lei in calo), Fillon al 19,5% e Melenchon al 19%. La tendenza è dunque una perdita netta di punti dei due candidati sinora avvantaggiati (Macron e Le Pen sono stati per mesi attorno al 27%, ma ora stanno crollando). In aumento inoltre –e questo rende tutti i giochi possibili- gli incerti.

LE PEN-MELANCHON, PREVISIONE DA BRIVIDO. Il problema è che questo sondaggio, oltre a essere a cura dell’attendibilissimo Le Monde, è stato condotto su una enorme campionatura di 11 mila interviste (i sondaggi che scaldano la politica italiana non arrivano a 2 mila interviste, spesso si fermano a 1.500), quindi ha tutti i crismi della attendibilità. Fa tremare i polsi, naturalmente l’ipotesi di un ballottaggio Le Pen contro Melanchon: estrema destra contro estrema sinistra, ambedue anti europeisti (anche se Melanchon ha messo acqua nel suo vino), con una polarizzazione delle estreme che di per sé stessa getterebbe la Francia fuori dell’orbita di Bruxelles e segnerebbe la fine dell’asse Parigi-Berlino.

La quadri-polarizzazione ha bloccato per più di un anno la formazione di un governo in Spagna e in Grecia. Oggi tocca alla Francia e domani all’Italia

Il dato interessante per noi italiani è che – esattamente come da noi - i quattro candidati si dividono quasi equanimemente i favori dell’elettorato (anche se in Italia i concorrenti sono tre) con un patrimonio di favori tra il 20% e il 25%. Nel complesso poi, è d’obbligo prendere atto di una instabilità estrema dell’elettorato che diventa il tratto distintivo di un’Europa ormai privata per sempre della Gran Bretagna. Non va dimenticato infatti che la quadri polarizzazione ha bloccato per più di un anno la formazione di un governo in Spagna e anche –per quel che vale, in Grecia. Oggi tocca alla Francia e domani all’Italia. Un fenomeno che è di per sé stesso sintomo di un andare ondivago dell’Europa, di una sua fragilità strutturale nelle politiche di consenso che moltiplica la sua innata incapacità di politiche comuni dei governi, che non siano la pura e semplice gestione della moneta unica.

UNA LEGGE ELETTORALE SAGGIA. Ultima osservazione: in Francia, questo ondivagare dell’elettorato, garantirà comunque un vincitore certo e 5 anni di governo stabile, grazie – solo ed unicamente - a una legge elettorale che prevede il ballottaggio dentro una dinamica di repubblica presidenziale (grazie alla saggezza strategica della riforma voluta nel lontano 1958 dal generale De Gaulle). Un miraggio per l’Italia che non sa e non vuole fare le riforme istituzionali e pasticcia con quelle elettorali…

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