Finmeccanica
21 Aprile Apr 2017 1816 21 aprile 2017

Leonardo-Finmeccanica, Caio e Tucci possibili sostituti di Profumo

L'ad, prossimo al rinvio a giudizio, si difende. Ma spuntano già i nomi per il cambio al vertice: l'ex Poste italiane e l'esperto di Difesa. Tra Gentiloni e Renzi si va verso lo scontro. E Mattarella resta in silenzio.

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Si mette male per Alessandro Profumo, ex numero uno del Monte dei Paschi di Siena e Unicredit, da poco nominato come amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica. Quando mancano due settimane all'assemblea dell'azienda di piazzale Montegrappa, che deve confermare la nomina da parte del governo, è arrivata una nuova grana giudiziaria che potrebbe riaprire i giochi per la successione di Mauro Moretti.

A PROCESSO COME MORETTI. La decisione del gip di Milano Livio Cristofano di disporre l'imputazione coatta per i pm, nel processo dove Profumo è accusato di aggiotaggio e falso in bilancio, preannuncia un sicuro rinvio a giudizio. Il banchiere genovese andrà a processo, proprio come il suo predecessore Moretti, condannato poi a sette anni per la strage di Viareggio.

La notizia dell'incriminazione di Profumo ha portato un aumento improvviso degli acquisti su Leonardo: segno che ci si attende un cambio al vertice e che i mercati lo considerano positivo

La questione non è di poco conto. Perché come al solito si scontra con l'onorabilità dell'amministratore delegato di un'azienda che opera su mercati esteri. Del resto gli investitori internazionali oggi detengono la maggior parte del capitale del gruppo: il 90% del flottante istituzionale (cioè la metà del suo capitale) è in mano a fondi esteri, in prevalenza americani.

SECONDO RINVIO A GIUDIZIO. A questo si aggiunge che, in una Borsa di Milano in flessione, la notizia dell'incriminazione di Profumo ha determinato un aumento improvviso degli acquisti su Leonardo: segno che ci si attende un cambiamento e che i mercati lo considerano positivo. Per di più stiamo parlando del secondo rinvio a giudizio per Profumo, già imputato a Potenza per usura bancaria: il processo si apre il 23 maggio 2017 a ridosso del passaggio in assemblea.

Francesco Caio.

Secondo gli spifferi di Palazzo Chigi il nuovo macigno giudiziario starebbe convincendo il governo a riaprire la partita. Del resto le tre società di head hunting interrogata dal Tesoro, Spencer Stuart, Eric Salmon e Korn Ferry International, avevano individuato oltre a Profumo anche Francesco Caio, ex amministratore delegato di Poste italiane, e Maurizio Tucci, che rispetto agli altri candidati vanta una conoscenza approfondita del settore Difesa e del gruppo. È stato infatti a capo di numerose aziende di Finmeccanica e dispone di una vasta rete di contatti internazionali. C'è la possibilità di un avvicendamento oppure di un passo indietro dello stesso ex banchiere di Unicredit?

VERSO UN ATTRITO POLITICO. Al momento Profumo si difende: «Ho certezza delle correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia». Gli attenti osservatori del governo sostengono che le dimissioni di Profumo o una sua rimozione prima dell'assemblea potrebbe creare nuovi attriti a livello politico, soprattutto tra il premier Paolo Gentiloni e l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi.

CAIO È VICINO A LETTA... Il candidato in vantaggio alla segreteria del Partito democratico non ha mai smentito i rumor che raccontavano di un suo intervento per mettere Profumo a capo della nostra holding della Difesa. Un cambio, quindi, potrebbe rappresentare un forte smacco politico, soprattutto se venisse scelto Caio, da sempre molto vicino a un altro ex premier, cioè Enrico Letta. Del resto, guai giudiziari a parte, il governo Gentiloni ha blindato la nomina di Profumo da possibili pregiudizi di incompatibilità per guai giudiziari. Lo ha scritto nero su bianco Giuseppe Bivona, del fondo indipendente Bluebell, in una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il premier Paolo Gentiloni.

ANSA

Il 10 aprile 2017 Bivona, già autore di diverse lettere alle nostre istituzioni, come riportato da Lettera43.it, ha ricordato al capo dello Stato, nonché ex ministro della Difesa a fine Anni 90, che se «il 24 giugno 2013 il governo Letta implementò la mozione del Senato emanando una nuova direttiva che rafforzava e ampliava la precedente direttiva del governo Monti (dove si riaffermava la necessità di “garantire la correttezza, la trasparenza e la migliore funzionalità degli organi sociali”, con la conferma della causa di ineleggibilità nel caso di “notifica del decreto che dispone il giudizio” per delitti previsti “dalle norme che disciplinano l’attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari”), il 16 marzo 2017 il governo Gentiloni "cassava con un colpo di spugna la volontà del Senato e varava in tutta fretta una nuova direttiva” atta ad annullare e sostituire la precedente».

NIENTE OBBLIGO DI PARERE. In quest'ultima disposizione sono stati cancellati i requisiti di onorabilità stabiliti dalla direttiva del 24 giugno 2013, ma soprattutto è stato eliminato l’obbligo di assoggettare le nomine a un parere positivo reso da apposito Comitato di garanzia composto «da personalità di riconosciuta indipendenza e comprovata competenza ed esperienza in materia giuridica ed economica».

Il capo dello Stato Sergio Mattarella.

ANSA

La spiegazione del provvedimento è chiara. Del resto Profumo era già ineleggibile in base alla direttiva del 24 giugno 2013 già perché rinviato a a giudizio il primo marzo 2017 per un caso di usura bancaria a Potenza. E non avrebbe potuto ottenere il parere positivo di un Comitato di garanzia indipendente chiamato ad accertare l’adeguatezza dell’esperienza professionale commisurata alla natura dell’incarico.

MATTARELLA COSA DIRÀ? Scrive Bivona: «La quarantennale esperienza professionale unicamente di banchiere (da ultimo come presidente del Monte dei Paschi di Siena - incarico ricoperto su designazione della Fondazione Mps storico feudo del Partito democratico - da cui si è dimesso nel settembre 2015, lasciando una banca che oggi si ritrova ancora una volta a chiedere aiuti di Stato nel tentativo di evitare il dissesto) contrastava con i criteri indicati dalla società a cui era stato designato (Leonardo Spa) secondo cui il nuovo amministratore delegato doveva aver “maturato adeguate esperienze nell’area di uno o più business del settore dell’Aerospazio, Difesa & Sicurezza o in altri settori aventi con quest’ultimo attinenze per livello tecnologico e innovazione, caratteristiche industriali, internazionalità e rilevanza geopolitica, per ampiezza dei mercati e dimensione dei maggiori competitor e per analogie di criticità strategiche”». Mattarella non ha mai risposto. Lo farà adesso?

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