Fazio Vespa
21 Aprile Apr 2017 2128 21 aprile 2017

Rai, il Mise salva i compensi delle star

Una lettera del sottosegretario Antonello Giacomelli accoglie la tesi dell'Avvocatura dello Stato, secondo cui i contratti di natura artistica non sono inclusi tra quelli che la legge sottopone al limite di 240 mila euro annui.

  • ...

In una fase di forte tensione attorno ai vertici della Rai, con il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto che, nonostante l'assedio della politica e gli attacchi dei consiglieri, assicura di voler andare avanti, è il ministero dello Sviluppo economico, che vigila sugli adempimenti previsti dal contratto di servizio della Rai, a tendere una mano alla tivù pubblica sul tema del tetto ai compensi degli artisti. Una mina sul punto di esplodere, destinata a creare ulteriori fibrillazioni a Viale Mazzini, che ora potrebbe essere disinnescata.

LA LETTERA DI GIACOMELLI. Una lettera del sottosegretario Antonello Giacomelli, infatti, accoglie la tesi dell'Avvocatura dello Stato, secondo cui i contratti di natura artistica non sono inclusi tra quelli che la legge sottopone al limite di 240 mila euro annui, invitando ora la Rai a definire quali figure possono essere escluse e i meccanismi di determinazione delle retribuzioni. «La lettera, ad una prima lettura, sembra consentire di trovare una soluzione positiva», ha detto Dall'Orto, «la vicenda però dovrà essere discussa in cda ed è in quella sede che si prenderanno le decisioni».

APPUNTAMENTO DECISIVO IL 4 MAGGIO. Nella riunione del 4 maggio, dunque, spetterà a presidente e consiglieri trovare la quadra, ma appare già chiaro a diversi di loro che sarà più facile 'salvare' le retribuzioni di conduttori come Carlo Conti o Fabio Fazio, già dati in partenza verso altri lidi, rispetto a quelle dei giornalisti. Tra questi, secondo quanto precisa lui stesso, non può essere però incluso Bruno Vespa, che dal 2001 ha contratti per «prestazioni artistiche», con contributi Enpals.

SIDDI: «DAL MISE ELEMENTO DI CHIAREZZA». «Mi pare che ci sia un significativo elemento di chiarezza da parte del ministero», ha precisato il consigliere Franco Siddi, che tuttavia avverte: «Nessuno può immaginare compensi fuori misura». Insomma, la strada è indicata, ma non è detto che sarà una passeggiata, anche perché l'opposizione resta in trincea. «Non basta certo una letterina per eludere la norma», ammonisce Forza Italia con Renato Brunetta, «la maggioranza, se vuole mantenere questi maxi stipendi amorali, approvi una legge».

M5S: «ESECUTIVO IN PIENA DERIVA». La vicenda, secondo il Movimento 5 stelle, dimostra invece «l'incapacità di un esecutivo in piena deriva». In ogni modo la mossa del Mise, che sia o meno volta a sostenere il direttore generale, può consentire a Campo Dall'Orto di risolvere una grana in grado di rendere ancora più impervio il suo cammino. «Finché ci sono le condizioni per portare avanti il mio progetto, io vado avanti», ha assicurato l'interessato all'indomani dell'ennesimo sgambetto del cda, con una lettera corale ai giornali che scarica su di lui le responsabilità per la mancata approvazione del piano dell'informazione, chiesto a gran voce dal governo.

CAMPO DALL'ORTO IN BILICO. Sono ormai diversi i consiglieri che si dicono pronti a sbarrare la strada al manager ed è chiaro che, se lo faranno davvero, sarà difficile per lui restare in sella. Anche perché non passa giorno, ormai, senza attacchi anche dal Pd. A guidare l'ultima offensiva, non certo la prima, è il segretario della commissione di Vigilanza Michele Anzaldi: «Perché i tre canali generalisti Rai non hanno cambiato programmazione dopo l'attentato di Parigi? È opportuno che l'azienda dia spiegazioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati