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21 Aprile Apr 2017 1132 21 aprile 2017

Rai, Maggioni e Rizzo Nervo per il dopo Campo Dall'Orto

Con una gestione pragmatica del caso Report, la presidente si candida per il posto da direttore generale. Ma l'incaricò sarà a tempo. Col rinnovo di tutto il cda in pole c'è l'ex consigliere. I rumor di Viale Mazzini.

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Il destino, molto spesso, si diverte a tracciare sul nostro percorso curve e tornanti che nessuno è in grado di prevedere. A volte va male e si finisce dentro un tunnel, ma altre si esce a braccia alzate, come un ciclista sul traguardo dopo uno sprint. Volata finale e vittoria. Pressappoco questo è ciò che è toccato in dote al presidente della Rai, Monica Maggioni, nel bel mezzo della crisi provocata dal servizio sui vaccini mandato in onda la sera di lunedì 17 aprile 2017 da Report, lo storico programma d’inchiesta di RaiTre finito nel mirino della politica.

MONICA IN RAMPA DI LANCIO. Per caso la Commissione di Vigilanza sulla Rai mercoledì 19 aprile aveva in agenda l’audizione della Maggioni e del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, ma quella che doveva essere una pura formalità si è trasformata nella rampa di lancio della presidente verso la possibile sostituzione dell’attuale direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, nel caso in cui questo venga sfiduciato.

La presidente Rai Monica Maggioni e il n.1 della Commissione Vigilanza Roberto Fico.

Non è sfuggito a nessuno la Maggioni che la presidente davanti ai membri dell’organo bicamerale abbia parlato più da amministratore delegato dell’azienda che da presidente di garanzia del board aziendale, ponendo le basi per quell’avvicendamento al vertice che molti danno per scontato. E stata lei a smentire la chiusura di Report, ipotesi contro la quale gli esponenti del Movimento 5 stelle sono pronti a fare le barricate, ed è stata sempre lei, con toni pragmatici, a ribadire che la Rai deve fare inchieste rispettando, però, le regole del gioco.

UNA SOLUZIONE PONTE. Insomma, un cerchiobottismo doc, ma necessario per sminare il campo dagli ordigni piazzati ovunque dagli esponenti renziani del Pd e dai grillini. Certo, la sua ascesa al vertice della Rai sarebbe condizionata e non a lungo termine, almeno per il momento, pur avendo il sostegno del consiglio di amministrazione. Nel caso di uscita anticipata di Campo Dall’Orto, alla Maggioni sarebbe stata prospettata una soluzione ponte, un anno al massimo, in modo da portare al termine naturale il mandato del cda, evitando di far fibrillare troppo la politica, molto attenta alle questioni legate alla campagna elettorale permanente.

Nino Rizzo Nervo, già consigliere Rai.

Solo nella fase successiva, quando è destinata ad aprirsi la partita per il rinnovo completo del vertice aziendale, la Maggioni diventerebbe un competitor come gli altri. A quel punto potrà far valere le sue aderenze politiche, consolidate e rinnovate in questi due anni da presidente. I rumor Rai parlano di Vincenzo Novari, ex ad di H3g, gradito a Renzi e non sgradito a Berlusconi, come possibile nuovo manager. Ma soprattutto di Nino Rizzo Nervo, ex uomo Rai e attuale vice segretario generale di Palazzo Chigi. Quest’ultimo viene considerato il vero consigliere per gli affari televisivi del premier Paolo Gentiloni, uno dei pochi capaci di leggere in anticipo le mosse dei renziani, a partire dal deputato del Pd, Michele Anzaldi, e contenerne gli effetti.

STILE CHE PIACE AL COLLE. Un lavoro tutt’altro che facile, dicono i frequentatori del Nazareno, considerata la sensibilità dell’ex premier su quanto propone la Rai. Rizzo Nervo, però, sarebbe disposto a tornare a Viale Mazzini solo con un mandato pieno e non a tempo. Per questo sta alla finestra, evitando di entrare in campo. Uno stile, quello del pontiere siciliano, che piace molto anche al Quirinale. Del resto sia Mattarella sia Gentiloni hanno la stessa visione del ruolo Rai che, prima di tutto, deve essere servizio pubblico a tutto tondo.

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