Andrea Dell'orto Assolombarda
8 Maggio Mag 2017 1944 08 maggio 2017

La rivincita di Dell'Orto in Assolombarda

Lo sconfitto alla presidenza strappa un posto da vice e piazza il suo uomo Fontana. Bonomi conferma diversi fedelissimi di Rocca nel comitato di presidenza. Ma non mancano le critiche.

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I problemi che escono dalla porta poi rientrano spesso dalla finestra. Si può riassumere così la vittoria di Carlo Bonomi in Assolombarda contro Andrea Dell'Orto. Perché lo sfidante sconfitto il 12 aprile diventerà vice presidente di diritto, merito della vittoria venerdì 5 maggio alla Confindustria di Monza e Brianza: qui l'imprenditore dei motori ha strappato 23 posti su 35 a quello di Synopo, azienda impegnata nella sanità.

LA BRIANZA PESERÀ MOLTO. Ma non finisce qui. Perché nello stesso organigramma che martedì 9 maggio Bonomi deve presentare per il comitato di presidenza si preannunciano delle sorprese. La compagine brianzola potrebbe avere un notevole peso in via Pantano. Sono dettagli che pare abbiano fatto innervosire i grandi sponsor di Bonomi, tra cui Gianfelice Rocca, patron di Techint e Humanitas.

Ci saranno 12 membri nominati, gli altri entreranno di diritto. Tra questi dovrebbe esserci Giuseppe Fontana dell'azienda omonima, molto vicino a Dell'Orto e legato al mondo confindustriale di Monza e Brianza

Del resto parte della vecchia squadra di Rocca viene di fatto riconfermata anche a questo tornata, a ribadire l'impronta sulla candidatura di Bonomi. In ogni caso ci saranno 12 membri nominati, gli altri entreranno di diritto. Tra questi dovrebbe esserci Giuseppe Fontana dell'azienda omonima, molto vicino a Dell'Orto e legato al mondo confindustriale di Monza e Brianza.

CONFERMATI BENASSO E CALABRÒ. Il resto dei nomi è invece di rappresentaza di Bonomi e di Rocca. Di sicuro saranno riconfermati Fabio Benasso di Accenture e Antonio Calabrò, ex Pirelli, che hanno avuto entrambi il ruolo di saggi durante l'elezione di Bonomi alla presidenza di via Pantano.

DA BAYER A VODAFONE A IBM. Poi Mauro Chiassarini, presidente di Bayer Italia spa, leader nel settore della farmaceutica. Quindi Guido Pietro Guindani, presidente di Vodafone, Carlo Ghezzi, presidente di Ferrovie dello Stato, Enrico Cereda di Ibm, Stefano Venturi di Hp Italia, Massimiliano Spada di Vrv, Fabrizio Di Amato, presidente di Tecnimont.

Dov'è finito il manifatturiero?, si domandano in tanti. Quella Assolombarda da sempre espressione della grande imprenditoria meneghina e nazionale non sembra esserci più

E ancora Carlo Ferro, di St Italia e Elena Zambon, sempre leader della farmaceutica. Nel comitato di presidenza ci sarà pure di diritto Mattia Macellari, dei Giovani di Assolombarda. Resta fuori dalle poltrone invece Alvise Biffi, che era già nei progetti di Rocca-Bonomi come candidato a prendere il posto di Alberto Baban, presidente uscente della Piccola Industria di Confindustria e storico sostenitore di Enzo Boccia, numero uno di viale dell'Astronomia.

SOLO RIBALTA PER FARE BUSINESS? Ma intanto iniziano a circolare le prime critiche. Sono infatti tutti manager. «Dov'è finito il manifatturiero?», si domandano in tanti. Quella Assolombarda da sempre espressione della grande imprenditoria meneghina e nazionale non sembra esserci più. Che Confindustria stia diventando ormai la ribalta di rappresentanza di tanti piccolissimi imprenditori ed esponenti del terziario per fare business nel sistema associativo?

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