TORTURA
9 Maggio Mag 2017 1603 09 maggio 2017

Senato, la legge sulla tortura si avvicina al traguardo

Intesa di maggioranza su due emendamenti. Verso lo sblocco dell'impasse. A metà maggio potrebbe arrivare il via libera al testo.

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Si avvicina a un approdo la legge contro la tortura dopo due anni di spola tra Camera e Senato. È ripresa a Palazzo Madama la discussione del ddl che sembra aver finalmente raggiunto un accordo tra Camera e Senato. Ad annunciarlo è stato uno dei relatori Enrico Buemi: «C'è l'intesa sui due emendamenti che abbiamo messo a punto con D'Ascola e che sono stati appena presentati. Ora il provvedimento potrebbe venire rinviato alla prossima settimana per dar tempo ai gruppi di presentare i loro subemendamenti».

L’ok al testo, che trasformerebbe in norma il divieto previsto già da diversi atti internazionali, dovrebbe arrivare la settimana prossima. Tra gli emendamenti già presentati, quello che alza da tre a quattro anni la pena minima prevista per il reato di tortura e quello che definisce meglio la fattispecie di reato commessa dai pubblici ufficiali. Il ddl tornerà poi alla Camera per la sua quarta lettura parlamentare.

La difficoltà principale nel trovare l’accordo tra partiti in seconda commissione stava nella definizione del reato e nel ruolo svolto dalle forze di polizia nell’ambito della legittimità delle loro funzioni. La quadra sarebbe stata raggiunta durante una riunione tra i partiti che avrebbero anche deciso di eliminare dal testo la frase «salvo che il fatto non costituisca diverso reato».

Difficoltà risolta distinguendo tra l’azione di un pubblico ufficiale nell’ambito della legittimità delle sue funzioni e l’effettivo abuso di potere che comporterebbe invece un’aggravante. Non un reato specifico, commesso cioè solo da pubblico ufficiale come prevedono le convenzioni internazionali, ma come reato comune; in questo modo anche un privato cittadino può essere accusato di reato di tortura.

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