I 400 colpi

Federico Ghizzoni Manager 150416133806
10 Maggio Mag 2017 0925 10 maggio 2017

Caso Boschi-Etruria, se Unicredit tace parli Ghizzoni

Dopo le rivelazioni di De Bortoli, l'ex amministratore è l'unico che può far chiarezza per confermare o smentire l'ex direttore del Corsera.

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Riassunto delle puntate precedenti. Lunedì 8 maggio questo giornale anticipa un capitolo dell’atteso libro di Ferruccio De Bortoli sui Poteri forti (o quasi) tra poche ore in libreria. È il racconto dei suoi non facili rapporti con Matteo Renzi nel periodo in cui il giornalista dirigeva il Corriere della sera, culminati in una famoso editoriale in cui maliziosamente insinuava il suo operare in odor di massoneria.

RENZI STATISTA? NO, ARRAMPICATORE. Sono pagine ruvide ma circostanziate, in cui De Bortoli non gliele manda certo a dire, e ne fa una descrizione impietosa: l’ex premier è ossessionato dalla comunicazione social, bulimico di potere, sgradevole nei modi e oltremodo vendicativo. E giù con una sequela di esempi, molti dei quali vissuti in prima persona, in cui i succitati tratti dell’uomo emergono in tutta la loro evidenza. Insomma, non lo statista cui Renzi ambisce a essere ma un cinico arrampicatore il cui unico obiettivo è piazzare suoi fedelissimi nel posti chiave dove il famigerato connubio tra politica e affari trova linfa.

Etruria è per la Boschi quel che il fantasma di Banco era per Macbeth, un incubo

Tra cose risapute e gustosi inediti (gli sms che l’ex premier gli mandava) a un certo punto De Bortoli piazza la bomba e lo fa tirando in ballo la persona che nel Giglio magico siede alla destra del capo, ovvero Maria Elena Boschi. La quale, quando era ministro dei rapporti col parlamento, avrebbe chiesto a Federico Ghizzoni, allora amministratore delegato di Unicredit, di salvare la Banca popolare dell’Etruria di cui il papà era vice presidente. Argomento sensibilissimo, se è vero che da quando è esploso il caso della disastrata banca aretina, Etruria è per la Boschi quel che il fantasma di Banco era per Macbeth, un incubo.

IL SILENZIO DI GHIZZONI. Apriti cielo. La ministra smentisce sdegnata, i grillini ne chiedono la testa, il Pd la difende, il governo anche, pur lasciando trapelare qualche imbarazzo, Unicredit prima tace poi fa dire a un suo portavoce che l’istituto esamina dossier bancari sua sponte e non certo perché qualche politico glielo chiede. Smentita di circostanza e non circostanziata, che non dissolve l’arcano. Solo una persona potrebbe farlo. Ma sinora la sua voce non si è fatta sentire. Ghizzoni infatti tace. Uscito da Unicredit nel maggio del 2016, ora siede nel cda di società come Alitalia e il fondo Clessidra, da poco proprietà della famiglia Pesenti. Non sappiamo se abbia ancora legami con la banca milanese, in ogni caso non è più l’uomo che la rappresenta. Quindi ha le mani libere per confermare o smentire la versione di De Bortoli. Sarebbe bene lo facesse di sua iniziativa prima che sia un magistrato a chiederglielo. Sempre che la Boschi dia seguito al suo annuncio di querela.

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