Ferragni
LA TRUMPIANA 10 Maggio Mag 2017 1138 10 maggio 2017

Ferragni e Di Maio, due facce opposte dell'intraprendenza italica

Entrambi invitati ad Harvard: Chiara spigliata, sicura di sé, ammirata; Luigi freddo e senza entusiasmo. Ricchezza contro debito pubblico, imprenditoria contro politica. In America il confronto è stato impietoso.

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Chiara for President. Era solo l'ora di pranzo, domenica 7 maggio, e a chi le chiedeva come si sentisse il giorno dei suoi 30 anni, la più famosa fashion blogger italiana rispondeva: «Me ne sono già scordata». In effetti la vita di Chiara Ferragni va veloce come un treno. Alla sua età fattura già 10 milioni di dollari l'anno, ha più di 20 dipendenti, oltre 9 milioni di persone che seguono ogni sua mossa e gira il mondo come una trottola, capace di toccare tre continenti in una settimana.

A BOSTON PER RACCONTARSI. La sua storia è diventata un "case study", come si dice nelle università americane, e per due volte è andata a Boston a raccontarla, con annesse pubblicazioni della Harvard Business Review. Ma proprio quando Chiara Ferragni ha compiuto 30 anni ed è stata chiesta in sposa sul palco dell'Arena di Verona dal fidanzato Fedez durante un concerto, un altro italiano ha varcato la soglia di Harvard per portare la sua testimonianza di vice presidente della Camera dei deputati: Luigi Di Maio, che di anni ne compie 31 a luglio ma che in confronto alla blogger ha l'esperienza di un poppante.

Chiara e Luigi: stessa età, due mondi diversi. Quello di chi viaggia per allargare le vedute e quello di chi non accetta confronti neanche in tivù

Ad Harvard questa distanza si è vista in maniera plastica: Chiara spigliata e sicura di sé, accolta in una delle più belle aule dell'Università da ragazzi numerosi e festanti, mentre Luigi ha letto freddamente un discorso scritto in inglese in una stanzetta con tavolo di legno e pochi studenti annoiati. Niente lustrini, certo non ce li aspettavamo. Ma un po' di enfasi, un po' di entusiasmo, un po' di emozione sì. Invece ha reso quell'aula di Harvard ancora più sorda e grigia di quella di Montecitorio.

DI MAIO SI DEVE SVECCHIARE. Stessa età, due mondi diversi. Quello dinamico dell'impresa da un lato, quello stanco delle istituzioni dall'altro. Quello che crea ricchezza e quello del debito pubblico. Quello di chi viaggia per allargare le vedute e quello di chi non accetta confronti neanche in tivù. Viva i giovani intraprendenti e coraggiosi come Chiara, che sono tanti anche se appaiono meno di lei. E Di Maio si svecchi un po': siamo Millennial.

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