Renzi
10 Maggio Mag 2017 0800 10 maggio 2017

I salotti romani aspettano Renzi al varco

Il segretario Pd a gamba tesa sulla questione rifiuti. Tanto cara all'élite capitolina. Un tentativo di ricucire? Dal Circolo Aniene a casa Federici: mappa della galassia social-mondana che muove i fili della città.

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Il passo dalla cena chic con Barack Obama alla ramazza per pulire Roma non è affatto breve. Dopo avere partecipato all'evento milanese che ha visto l'ex presidente americano protagonista, il 14 maggio Matteo Renzi sarà a Roma con la gente comune per discutere, almeno nelle intenzioni, di igiene urbana e pulizia ambientale. Nel giro di pochi giorni, il segretario del Pd ha rilanciato in grande stile l’operazione pulizia dell’Urbe. «Domenica 14 maggio le Magliette Gialle (il simbolo del Pd che sta sul territorio, ndr) sbarcheranno a Roma», ha scritto nella sua E-news, «con la città invasa dai rifiuti e nell’incapacità dell'amministrazione comunale di dare risposte, il Pd romano presenterà le proprie idee sulla gestione dell’emergenza dei rifiuti ma lo farà dopo che per una mattinata saremo stati a pulire la città».

DA OBAMA ALLA RAMAZZA. Da Obama alla ramazza, dunque. Ma sullo sfondo di questa operazione di propaganda, come molti l’hanno già definita, c’è un interrogativo che nessuno vuole affrontare: se Renzi ha deciso di occuparsi di Roma, Roma dovrà occuparsi di lui? Ovvero, quei famosi salotti romani che ha messo sempre all’indice lo accoglieranno a braccia aperte dopo questa iniziativa? I primi a mettere sotto accusa la giunta pentastellata guidata da Virginia Raggi per la sporcizia della città sono stati proprio i cosiddetti salotti romani, i circoli culturali e mondani che muovono anche la corrente. Quanti vip con scopa e paletta si sono fatti immortalare davanti a casa per pulire il marciapiede o per rendere meno appariscente il cassonetto stracolmo? Tanti, e tutti con grande seguito.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò.

A Roma stare nella corrente significa stare dalla parte di chi viene trasportato e non di chi rema. Insomma, di chi fa tendenza. Certo, dal 2009 (anno in cui è scomparsa Maria Angiolillo) molto è cambiato, tanto che si può parlare di due epoche distinte. Ma l’influenza dei salotti romani nel costruire o demolire correnti di pensiero è ancora forte. Nella casa della vedova del fondatore del quotidiano Il Tempo, Renato Angiolillo, sono stati fatti e disfatti governi. Da casa Angiolillo, «il santuario che vale più dei Palazzi ufficiali», il salotto bipartisan della Seconda Repubblica ma attivo da ben prima, da quasi un quarantennio, sono passati ospiti illustri: da Giulio Andreotti a Massimo D’Alema, da Gianni Agnelli al cardinale Agostino Casaroli. E poi Gianfranco Fini, Francesco Rutelli, Bruno Vespa, Carlo Rossella, Fabrizio Del Noce, Pier Luigi Bersani, Giulio Tremonti e Altero Matteoli. E ancora: Gianni Letta, Walter Veltroni, Umberto Bossi. Senza dimenticare Silvio Berlusconi e Romano Prodi.

CASA ANGIOLILLO, LA QUARTA CAMERA. Se la trasmissione della Rai Porta a Porta è considerata quasi all’unanimità la Terza Camera del parlamento, il salotto romano della signora Maria Angiolillo è passato alle cronache, almeno a maggioranza qualificata, come la Quarta Camera. Quello di Maria Girani è stato senza dubbio il salotto più famoso e ambito ma anche il meno accessibile, un «salotto del potere», dove si facevano e disfacevano alleanze politiche e si affrontavano questioni (e forse affari, si sussurra) ad altissimi livelli. Se Maria fosse ancora viva, probabilmente anche Renzi sarebbe passato da lì. La storia con i se, però, lascia il tempo che trova.

IL CIRCOLO ANIENE DI MALAGÒ. Oggi i salotti romani sono vari e non riconducibili a un unico centro di gravità. Ma proprio perché questo universo social-mondano è composto da mille galassie è ancor più influente di prima, avendo creato le correnti. Appartenere, per esempio, all’ambitissimo circolo Aniene, presieduto dal presidente del Coni Giovanni Malagò, vuole dire stare in prima fila. Sulla terrazza che affaccia sulla piscina e allunga lo sguardo sui campi da tennis si fanno ancora affari e si tessono trame che spostano carriere. Non solo romane. Renzi è molto amico di Malagò e i due, pare, si sarebbero visti pure qualche volta al circolo, frequentato da ministri e sottosegretari. Più che un salotto una super suite.

Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

ANSA

Nei circoli capitolini le connessioni con il potere sono sempre state molte strette, come sa bene il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che attraversa con naturalezza tutti i mondi romani avendo avuto stretti rapporti con la galassia del cinema. E a proposito di celluloide uno dei salotti in è quello di Maria Carolina Terzi. Il Foglio l’ha definita la «signora cinematografara». Il suo accogliente terrazzo, in piazza Farnese, è un luogo di ritrovo dove Benedetta Rizzo, organizzatrice per 10 anni della convention VeDrò, e altri amici dai volti noti conversano. Carolina Terzi, sposata da 15 anni con Mauro Luchetti, fondatore di Hdrà, società di comunicazione, vive a Roma dentro il mondo del cinema. Roberto D’Agostino e sua moglie Anna sono loro amici. Sulla terrazza passano le serate, tra gli altri, Sandro Veronesi e Teresa Ciabatti, candidata alla vittoria del Premio Strega, e direttori del calibro di Tommaso Cerno. Insomma, cultura d’élite.

IL CENTRODESTRA NEL SALOTTO RIZZOLI. Nel solco della tradizione, invece, il salotto di Marisela Federici. La nuova regina dei salotti romani, in occasione delle festività pasquali, ha organizzato un brunch nella sua dimora, sull’Appia Antica, al quale sono accorsi un po’ tutti. Defilato, ma non per questo meno importante, il salotto di Sandra Carraro, che ha "preso il posto" di Maria Angiolillo. Nella loro splendida casa romana gli inviti sono sempre molto riservati, cosi come i colloqui che animano le serate. E poi ci sono gli appuntamenti mondani a casa di Melania Rizzoli, dove le firme del giornalismo fanno a gara per essere invitate. Qui, in particolare, si muove l’area del centrodestra che dialoga con la parte liberal del Pd.

RENZI CAMBIA APPROCCIO? Renzi, sino a oggi, si è tenuto lontano da questi ambienti, ma non del tutto. Qualcuno dei suoi, anche se con discrezione, si sarebbe aggirato nei salotti anche solo per capire l’aria che tira, mentre Maria Elena Boschi - sussurra chi lo bazzica - non disdegnerebbe affatto il mondo radical mondano della Capitale. Perché quando decidi di stabilirti davvero a Palazzo Chigi, anche se governi il Paese, non puoi ignorare Roma. Altrimenti Roma finisce che ti ignora. E partire dalla pulizia delle strade potrebbe essere un buon inizio.

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