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11 Maggio Mag 2017 0800 11 maggio 2017

Francia, la dinasty dei serpenti Le Pen all'ennesima resa dei conti

I nemici di Marine aumentano. Col padre rinnegato che la osteggia. E la nipote Marion che la detesta. Mentre nel mirino dell'ala radicale del Fn finiscono il consigliere gay Philippot e il programma troppo laico.

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Il Front national (Fn) ha una tradizione troppo lunga per fare la fine dell'Ukip, gli indipendentisti inglesi finiti a darsi botte da orbi all'Europarlamento e da un anno senza un leader solido. Però mai l'estrema destra francese che per simbolo ha preso in prestito la fiamma tricolore dell'Msi ci è stata così vicina come al giro di boa del ballottaggio perso alle Presidenziali 2017 dalla leader Marine Le Pen. Quando un grosso partito come il Fn è retto da una famiglia di veterani e quando questa famiglia di dobermann e rottweiler si sbrana da tempo e sempre di più, il rischio che alla fine il gigante crolli sotto un Atlante in mille pezzi c'è.

NEL MIRINO IL CONSIGLIERE PHILIPPOT. I lupi dell'Atlante dei Le Pen sono ormai diversi. Non solo il fondatore e patriarca del Fn Jean-Marie, fatto fuori dalla pirotecnica terzogenita Marine, a detta del padre meno dobermann di lui eppure capace di citarlo in tribunale ed espellerlo nel 2015 dal partito, dopo aver piazzato alla vice presidenza e come suo spin doctor un gollista gay. Per il giovane Florian Philippot, Marine ha sempre stravisto: con lui si consiglia dall'ascesa alla presidenza del Fn nel 2011, a lui viene imputata la strategia di «sdemonizzazione» del partito di Le Pen figlia. Un colpo al cuore per il padre e per l'ala più radicale e tradizionalista omofoba del partito che, più che mai dopo la sconfitta del 7 maggio, vorrebbe il 36enne Philippot al rogo.

Con lo spin doctor gay Philippot.

GETTY

Con il vecchio Jean-Marie e contro il pupillo e stratega di Marine c'è anche la nipote 28enne Marion Le Pen: famosa per essere stata, a 22 anni, la più giovane deputata nella storia del parlamento francese ma soprattutto rilanciata come candidata alle Amministrative del 2015 e spinta tra i quadri del partito dopo il siluramento del nonno per fargli, da ultra-tradizionalista, sponda.

TRA LE DUE RAPPORTI PESSIMI. Tra Marine e Marion i rapporti sono pessimi: pluridivorziata e laicista, quanto evasiva sull'attacco agli omosex la prima; cattolica e omofoba come il nonno 89enne, a dispetto dell'appeal a volte scanzonato la seconda. Cacciato il padre per la greve battuta sulle camere a gas naziste «dettaglio della storia», Marine e Philippot hanno estromesso Marion da incarichi dirigenziali, fino a farla capitolare dopo il voto della discordia.

DESIDERIO DI CAMBIARE VITA. Per adesso ha avuto la meglio Marine. Chiusa la corsa presidenziale dei Le Pen – dopo una foto a 2 anni col nonno in campagna elettorale, la corsa a sindaco per il Fn a 18 anni, l'ingresso in parlamento nel 2012 e le candidature alle Amministrative – Marion ha comunicato il suo ritiro dalla politica per «scelta personale» e «desiderio di cambiare vita» in modo da dedicarsi alla «bambina di 3 anni», ma anche, ha aggiunto sommessamente, per «ragioni politiche».

Marine deve aver brindato molto, magari in una delle sue solite grandi feste nelle magioni di famiglia: «Come leader politico mi rammarico profondamente della decisione di Marion. Ma purtroppo, come mamma, ho capito» ha twittato riguardo a Marion. Le avrebbe anche detto di «rispettare» la sua scelta, poiché «conosce i sacrifici della politica».

Marion vs Marine Le Pen.

GETTY

Marine ha carattere, ma per fare il presidente servono anche altre qualità

Jean-Marie Le Pen

Ma per una nipote che molla, un patriarca la richiama all'onore delle armi. Il nonno Jean-Marie ha esortato Marion a tornare sui suoi passi per la «delusione» suscitata: «Senza motivi seri il suo ritiro è una diserzione, era una speranza per molti attivisti ed elettori del Front national», ha dichiarato. Da Le Pen figlia e Philippot la nipote viene dipinta come una pedina: oppressa per anni dal nonno, ora «vuole godersi la figlia piccola e conoscere qualcosa di diverso».

FRIZIONI EVIDENTI NELLE FOTO. E certo nelle foto accanto a Marine raramente Marion appariva contenta. Ma pure lo stratega Philippot è in una posizione scomoda: l'ala più a destra del partito di veterani e tradizionalisti ne chiede la testa per la brutta campagna elettorale di Marine che, specie al ballottaggio, le ha fatto perdere diversi punti dalle Europee del 2014 e dalle successive Amministrative.

MARINE «DECISIONISTA E DILETTANTE». Ce n'è per una dinasty. Seccato dalla presenza continua di Philippot accanto a Marine sarebbe anche l'ultimo suo compagno Louis Aliot, avvocato ed esponente del Fn relegato dal duo politicamente nell'ombra: tentato, si vocifera, dall'avvicinarsi alla vecchia guardia del partito. A Marine Le Pen il côté politico del padre recrimina il pressappochismo dimostrato nei duelli con il vincitore Emmanuel Macron e in generale nelle argomentazioni della propaganda, figlio una sua tendenza al comando fondata sul dilettantismo e sulla prevaricazione: decisioni prese a spron battuto, dicono, senza ascoltare tutte le voci del partito e sua scarsissima attitudine all'autocritica. «Ha carattere», ha chiosato Jean-Marie in un'intervista al vetriolo alla vigilia del ballottaggio, «ma per fare il presidente servono anche altre qualità».

Marine amante dei gatti. GETTY

Con il padre Marine non si parla né si vede da tempo. Le Pen senior le aveva concesso un'apertura di credito, dichiarando ai media, dopo il primo turno, che l'avrebbe rivotata al ballottaggio: «Ho un cuore di padre. Posso subire molte villanie, e perdonare», aveva affermato, raccontando anche di averle scritto «brava!» per mail. Nessuna risposta da Marine e allora giù l'affondo del «non è all'altezza» sulla stampa internazionale alla figlia «ingrata».

COME CANE E GATTO... Per l'occasione Jean-Marie ha rievocato anche un aneddoto su una lite tremenda tra i due, neanche tanto lontano. Nel 2014 nella loro tenuta di Montretout uno dei suoi dobermann sbranò uno dei gattini bengalesi di Marine: lei sbatté furibonda la porta di casa e se ne andò, nella sua dependance traslocò poi Marion con la famiglia.

TROPPO POCO DI DESTRA. Non è solo questione di politica. La stroncatura di Le Pen padre per le Presidenziali di Marine è l'ultimo atto di un rapporto da sempre ostile. Piantagrane per la vita godereccia e festaiola da ragazza, per le diverse liaison (anche con fedelissimi di partito del padre) sfociate in rotture prima che in imbarazzanti divorzi per una famiglia conservatrice e nazionalista, imbracciate le redini del partito Marine ha preso a disfare la creatura del padre. Jean-Marie lo ribadisce continuamente: non comprende cosa ci sia da «sdemonizzare nel Front national» e una fetta significativa del partito esce dal silenzio d'accordo con lui. Le Pen figlia avrebbe dovuto guardare meno ai delusi di sinistra e ai temi dell'economia e insistere su sicurezza e valori cristiani, le si rimprovera. Mentre lei, come sempre, tira dritto e non molla.

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