Boldrini, non delegittimare Parlamento
11 Maggio Mag 2017 1351 11 maggio 2017

Legge elettorale, il Pd propone il sistema tedesco corretto

I dem intendono presentare in commissione un testo in parte proporzionale e in parte maggioritario. La Lega apre, ma Berlusconi si schiera per il proporzionale puro. Critico il M5s: «È il progetto di Verdini».

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Il Partito democratico intende proporre in commissione Affari costituzionali una legge elettorale che istituisca un meccanismo al 50% proporzionale e al 50% maggioritario. Si tratterebbe di una sorta di sistema tedesco "corretto", già ribattezzato Verdinellum da Forza Italia e Movimento 5 stelle. Il sistema dovrebbe prevedere collegi, un principio maggioritario e una soglia di sbarramento media, non troppo ardua da superare per i piccoli partiti, sia alla Camera che al Senato.

BERLUSCONI VUOLE IL PROPORZIONALE PURO. Silvio Berlusconi, però, si è schierato per il proporzionale puro: «Occorre una legge elettorale che consenta un'effettiva corrispondenza fra il voto espresso dagli italiani e la rappresentanza in parlamento, evitando correttivi maggioritari». Forza Italia, inoltre, ribadendo la necessità di leggi elettorali «omogenee e fra loro coerenti» per Camera e Senato, dice no al voto di preferenza («da evitare in ogni caso») e chiede che «il rapporto fra elettori ed eletti sia garantito attraverso strumenti chiari e realmente efficaci».

FORZA ITALIA: «IL PD RICALCA IL VERDINELLUM». Decisamente contrario alla proposta del Pd anche il capogruppo degli azzurri in commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto: «Adottare la legge elettorale fatta da Verdini e Renzi in Toscana è troppo». Mentre secondo altri parlamentari di Forza Italia la proposta non può nemmeno essere definita un sistema tedesco, perché «non è del tutto proporzionale e ricalca piuttosto il Verdinellum».

COSA AVEVA PROPOSTO VERDINI. Con questo nome s'intende quel sistema «simil-tedesco» che, prima del referendum del 4 dicembre, il leader di Ala aveva suggerito per superare l'Italicum: 100, al massimo 150 collegi piuttosto piccoli, ciascuno dei quali eleggerebbe tre deputati. La rimanente quota di parlamentari verrebbe selezionata con il proporzionale (soglia di sbarramento al 3%) e in più, alla lista o alla coalizione vincente, sarebbe attribuito un premio di maggioranza.

M5S: «SISTEMA CONFUSIONARIO». Il nome di Verdini è stato evocato pure dal Movimento 5 stelle, che ha stroncato sul nascere l'iniziativa del Pd attraverso Danilo Toninelli. Secondo il deputato pentastellato, infatti, «il Pd butta la palla in tribuna con un sistema confusionario e adotta la proposta fatta a suo tempo da Verdini. Usciremo da qui dicendo che il Pd ha fatto l'accordo con Verdini». La proposta dei dem, a giudizio di Toninelli, costringerebbe a ridisegnare i collegi e dimostrerebbe che il Pd non vuole andare ad elezioni anticipate dopo l'estate.

LA LEGA APRE ALLA PROPOSTA DEM. L'unica reazione positiva, finora, è quella della Lega Nord, espressa del deputato Giancarlo Giorgetti: «A noi va bene il Mattarellum, la proposta del Pd somiglia al Mattarellum e quindi può andare». Però, ha sottolineato l'esponente del Carroccio, «vogliamo fare presto», premendo per tempi di discussione rapidi.

TESTO BASE IN ARRIVO. Il presidente della commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti, sembra determinato a premere sull'acceleratore. Lui stesso ha infatti annunciato che presenterà il testo base della legge elettorale entro la serata di giovedì 11 maggio, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti sarà fissato a martedì 16 maggio, alle ore 10.

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