L. elettorale: non va in aula il 27/03
SPACCATURA 11 Maggio Mag 2017 2047 11 maggio 2017

Legge elettorale, si parte dall'Italicum bis

Fallisce la mediazione del Pd, che puntava a un modello tedesco corretto. Esteso al Senato il premio al 40%. Ma i dem: «Non è detto che la voteremo».

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È un "Italicum bis" il primo testo di riforma della legge elettorale. Il relatore Andrea Mazziotti presenta in commissione alla Camera il testo base, che sarà il punto di partenza della discussione tra i partiti. E sceglie di estendere al Senato l'Italicum, la legge della Camera così come corretta dalla Consulta. Un proporzionale quasi puro, che piace a M5s e Fi, riuniti in un insolito asse, ma viene bocciato dal Pd, che fino all'ultimo aveva spinto per una correzione maggioritaria. «Il nostro voto non è scontato», dichiara il capogruppo Ettore Rosato. E Matteo Renzi dichiara scetticismo sulle chance della riforma di arrivare in porto: «Grandi manovre di chi a parole chiede una legge ma non la vuole e perde tempo».

PREMIO DI MAGGIORANZA AL 40%. Il testo base, che dovrà essere emendato con l'obiettivo di arrivare in Aula il 29 maggio, arriva alle 8 di sera, al termine di una giornata convulsa, di scontro acceso tra i partiti. E disegna un sistema proporzionale, con soglia di sbarramento al 3% (al Senato su base regionale) e premio di maggioranza per la lista che raggiunga il 40%. Con la possibilità, però, che un partito ottenga il premio in una sola delle due Camere e dunque comunque non possa governare da solo. I capilista saranno bloccati, gli altri se la giocheranno con le preferenze.

IL PD POTREBBE DIRE NO. Ora saranno gli emendamenti a segnare le posizioni dei partiti ma il Pd potrebbe dire no al testo base - anche se in passato si era detto favorevole all'Italicum corretto - perché se si parte da qui sarà difficile correggere la legge in senso maggioritario. Il testo piace a Fi, perché va sulla linea data in mattinata da Silvio Berlusconi, durante una riunione con i suoi: proporzionale e contrarietà netta a ogni tipo di «correttivo maggioritario» o a sostituire i capilista bloccati con le preferenze. Una linea che fa infuriare il Pd: «Berlusconi vuole un nuovo Porcellum» - afferma Matteo Richetti - «su questo non ci può essere intesa. Non pensavamo che la Prima Repubblica tornasse così in fretta».

FALLISCE LA PROPOSTA DI UN SISTEMA TEDESCO. I dem, che non nascondono l'irritazione verso il relatore Mazziotti, restano sulla loro proposta di un sistema sul modello tedesco (o una sorta di Mattarellum corretto): seggi assegnati per il 50% col proporzionale e per il 50% col maggioritario, con soglia di sbarramento al 5%. I collegi sarebbero assegnati a candidati di coalizione: un dettaglio studiato in chiave di dialogo con Giuliano Pisapia, che infatti promuove la proposta Dem, mentre Pier Luigi Bersani e i suoi lo bocciano. Il testo Pd piace alla Lega e ad Ala ma gli altri partiti lo bocciano (M5s è contrario ai collegi e Fi teme di essere sfavorita al Nord). E in commissione si registra una singolare convergenza anti-Pd tra M5s e Fi: non è - sostengono - un sistema tedesco, ma il «Verdinellum", sistema voluto da Denis Verdini. I Cinque stelle denunciano «l'inciucio» e fanno un nuovo appello al Pd perché sostenga l'estensione al Senato della legge della Camera. Alla fine è proprio la linea dell'Italicum corretto a passare: M5s e Fi promuovono il testo base, il Pd lo mette "sub iudice". Ma non farà ostruzionismo e lavorerà per cambiare il testo: «Siamo responsabili», dichiara Emanuele Fiano.

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