Trump Vittoria

L'America di Trump

Colbert Late Show
12 Maggio Mag 2017 1807 12 maggio 2017

Così Donald Trump ha resuscitato gli show satirici americani

In 100 giorni 1.530 battute contro il presidente. Bill Clinton ne subì 1.717, ma in un anno. E grazie ai colpi bassi Colbert, erede di Letterman, ha fatto schizzare l'audience. Non senza polemiche. Il fenomeno.

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Quando nel 2015 Stephen Colbert prese le redini del Late Show, il talk di seconda serata sul network statunitense Cbs, occupando la poltrona che per più di 20 anni era stata il trono di David Letterman, in molti furono perplessi.

INIZI UN PO' ZOPPICANTI. Colbert proveniva dalla satira politica e per anni aveva impersonato la parodia di un giornalista ultra-conservatore nello show The Colbert Report dell’emittente via cavo Comedy Central. Gli inizi furono un po’ zoppicanti, il Late Show richiedeva non solo un’analisi politica dell’attualità, ma anche diplomazia, empatia e capacità di dialogo con gli ospiti. In televisione Colbert, 52 anni, non era mai stato se stesso, ma aveva, seppur con il suo vero nome, interpretato sempre un personaggio.

BATTUTO DAI CONCORRENTI. I limiti vennero presto a galla e lo show si vide spesso battuto, nella sfida serale, dagli altri due agguerritissimi spettacoli dei canali concorrenti: The tonight show di Jimmy Fallon della Nbc e il talk di Jimmy Kimmel trasmesso dalla Abc. Ai piani alti della Cbs si stava già pensando di sostituire Colbert con James Corden, mattatore dello spettacolo che occupa la fascia tarda delle programmazione del canale. Poi è arrivato Donald Trump.

L’elezione del magnate newyorkese per lo showman è stata sul momento una grossa delusione. «Mi sono sentito come se fosse morto qualcuno», ha detto Colbert in un’intervista. Si è rivelata in realtà una decisiva scossa di energia. Il conduttore ha iniziato a capire che quello di cui aveva bisogno il pubblico era usare la satira come catarsi collettiva del fenomeno Trump.

THE DONALD PARAGONATO A KIM. I suoi monologhi iniziali si sono trasformati in travolgenti invettive contro l’attuale amministrazione. «Così viene rielaborata l’angoscia esistenziale che il pubblico prova contro The Donald», ha scritto l’Hollywood Reporter. Il giorno dell’inaugurazione presidenziale Colbert ha detto: «Vi ricordate quando pensavamo che qualcuno potesse essere troppo stupido per diventare presidente?» e ha paragonato Trump a Kim Jong-un.

VIA CON LE FRECCIATE AL VELENO. «Va tutto molto veloce. Ogni giorno è un viaggio sulle montagne russe. E si vomita ogni volta», ha sentenziato dopo la prima settimana del miliardario alla Casa Bianca. Una battuta al vetriolo alla volta e il Late Show ha iniziato a sbaragliare la concorrenza, sorpassando il rivale Jimmy Fallon che fino ad allora preferiva una comicità non connotata politicamente (ora ha dovuto adeguarsi).

Colbert è così diventato il re degli ascolti, incarnando la voce arrabbiata dell’America metropolitana, istruita, liberale che non ha votato il presidente. Un successo televisivo nato dalla frustrazione. «Devo dirlo», ha detto il comico tracciando un bilancio dell’esecutivo, «Trump ha fatto molto per me nei suoi primi 100 giorni. Presidente, grazie per il suo servizio!».

L'AUDIENCE DELLA CBS RISALE. Il successo della satira anti-governativa è una boccata d’aria fresca in un clima molto pesante per i network storici statunitensi. La prima settimana di maggio 2017, all’inizio del periodo in cui i network annunciano a sponsor e investitori i piani per la stagione successiva, l’ascolto era in picchiata rispetto allo stesso periodo del 2016 per tutti i quattro grandi canali nazionali Abc, Nbc, Cbs e Fox. La Fox in particolare ha registrato un crollo dell’11%. A dominare in queste settimane è stata proprio la Cbs con trasmissioni come le serie Ncis, The Big Bang Theory e lo show di Stephen Colbert.

L’unica cosa che è capace di fare la bocca di Trump è essere la custodia dell’uccello di Putin

Stephen Colbert durante il Late Show

Nel momento della sua consacrazione, lo showman ha però deciso di assestare il colpo più duro a Trump. Il primo maggio, per reagire al fatto che il presidente aveva troncato stizzito l’intervista di un giornalista della Cbs, Colbert si è lanciato in una deliberata serie di insulti al commander in chief. «Ci sono più persone che marciano contro di te che contro il cancro», ha esordito. Ma la battuta che ha fatto più scalpore è stata questa: «L’unica cosa che è capace di fare la tua bocca è essere la custodia dell’uccello di Putin». La frase è stata come da tradizione “bippata”, ma è stata perfettamente chiara a tutti e i sostenitori dell’amministrazione hanno iniziato una campagna sui social invocando il licenziamento del comico, reo di avere passato il segno.

SETTE MILIONI DI VISUALIZZAZIONI. È stata invocata un’inchiesta da parte della Fcc (Federal Communications Commission), l’autorità nazionale di controllo delle comunicazioni, tuttavia la stoccata ha compattato ancora di più i fan dello show. Il video del monologo su YouTube è stavo visto quasi 7 milioni di volte e il Late Show nei giorni successivi ha avuto crescite di ascolto del 20%. Più il presidente viene umiliato e più il pubblico accorre.

TRUMP: «È UNO SPORCACCIONE». Anche Trump è andato giù duro con Colbert: «Uno sporcaccione senza talento. E lo guardano anche i bambini. Nulla di quel che dice è divertente. Costruisce solo la mia base e mi aiuta». Il presidente si è poi attribuito il merito degli alti indici di ascolto del programma: «Prima di me stava morendo, lo volevano cacciare dalla tivù. Poi ha cominciato ad attaccarmi ed è andato meglio». Colbert non si è nascosto: «Presidente Trump, non capisci una cosa dello show business. Era un anno che cercavo di farmi notare. Finalmente è successo. Ho vinto».

La satira anti-Trump infatti non solo sta facendo la fortuna di Stephen Colbert e della Cbs, ha anche rilanciato uno spettacolo che sembrava in declino come il Saturday Night Live della Nbc in cui il ruolo del presidente è affidato a Alec Baldwin o show delle televisioni via cavo come Full frontal con Samantha Bee (del canale Tbs) o la satira giornalistica di Last week Tonight con l’inglese John Oliver su Hbo.

TRUMP STRACCIA PERSINO BILL. C’è anche chi ha cercato di “pesare” la valanga di comicità che sta travolgendo la Casa Bianca. Una ricerca della George Mason University della Virginia ha contato nei primi 100 giorni della nuova amministrazione 1.530 battute contro il governo nei principali talk show serali televisivi. Il presidente che fino a oggi era stato più bersagliato era stato Bill Clinton al culmine del boccaccesco scandalo Lewinsky, quando aveva subito 1.717 battute, ma in un intero anno. A guidare la classifica dei comici è, ovviamente, proprio Stephen Colbert con 337 battute in 100 giorni. Una macchina da guerra della satira. Ma su un punto il comico è stato sempre chiaro, come ha affermato in un’intervista: «Rinuncerei volentieri agli ascolti pur di avere un buon presidente».

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