Renzi Bersani
MAMBO 15 Maggio Mag 2017 0955 15 maggio 2017

Per i partiti a sinistra del Pd c'è un'unica opzione: allearsi con Renzi

C'è chi pensa di stare da solo, chi ipotizza alleanze col M5s. Ma la sola via possibile per non disperdersi è trovare un punto di incontro con l'ex premier.

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A sinistra del Pd c’è molta roba, trascurando che nel partito c’è ancora un fronte progressista guidato da Andrea Orlando. Questo mondo deve decidere che cosa fare di sé e come affrontare questo nuovo capitolo della “questione Renzi”. C'è Articolo 1, frutto di una scissione a cui hanno partecipato Bersani, Speranza, Rossi. C’è pure D’Alema e sono della partita coloro che hanno seguito Scotto e Smeriglio. Poi c’è il partito di Vendola guidato ora da Fratoianni. C’è Civati, triste solitario y final. C’è, infine ma non ultimo, il Movimento “Campo progressista” che Giuliano Pisapia si è immaginato come polo ricostruttore di un nuovo centrosinistra per il rilancio del quale ha fatto diverse proposte a Matteo Renzi e, contemporaneamente, ha stretto forti legami con dirigenti di Articolo 1.

IL DILEMMA DELLA LEGGE ELETTORALE. Ciascuna forza se andrà da sola sarà espulsa dal parlamento nel caso prevalesse una legge maggioritaria con uno sbarramento medio-alto (anche il 4% è rischioso), ovvero avrà pochi rappresentanti alle Camere se ci sarà il sistema proporzionale. Nell’un caso o nell’altro, il tema di quanti deputati possa avere la sinistra potrebbe essere sicuramente importante ma non più importante di una scelta che precede tutto questo. Uno o più di questi partiti, o addirittura l’intero campo progressista, hanno intenzione:

a) di dare vita a piccole patrie oppure

b) a un Ulivo Old Style oppure

c) hanno capito che nella politica degli anni del populismo di destra bisogna rimettere in campo il popolo di sinistra?

È tutto qui. Se uno o più partititi vogliono solo riportare alle Camere i loro rappresentanti, magari fra quelli uscenti e non entusiasti di uscire, la vicenda si chiude qui. Si cercassero militanti e voti, eleggessero chi vogliono, e poi tutti iscritti al gruppo misto. È una storia che riguarda una piccola “casta rossa” e non il mondo della sinistra.

Un'alleanza col M5s ipotizzata da Bersani è l'ultimo esempio di una sinistra che si inchina a idee altrui

C’è in campo una variante, sollevata ciclicamente da Pierluigi Bersani e dalla sua organizzata lobby che domina Articolo1. La variante prevede l’alleanza con i 5 stelle. Una alleanza vera, non la convergenza su singoli punti concreti. Le ragioni della alleanza starebbero nel fatto che il popolo dei grillini, in gran parte di sinistra, potrebbe convincere il vertice a chiudere la fase solitaria cercando amici in Articolo1. Questa opzione bersaniana, se riuscirà nel suo intento, rappresenterà l’ultimo esempio di sinistra che si è inchinata a idee e forza altrui (trattasi di sinistre ex zapateriane, blairiste e clintoniane, oggi movimentiste nel senso grillino). Cioè assisteremmo alla trasformazione della ambizione egemonica in quella ancillare.

PISAPIA VUOLE ALLARGARE IL CAMPO. Il nuovo centrosinistra che vuole Giuliano Pisapia richiede innanzitutto che i partitini che si sono costruiti, con affollatissime assemblee (penso ad Articolo 1) si preparino a liquefarsi in un campo più largo dove crescano i cento fiori e siano accantonati i piccoli burocrati. Suggerirei, a questo proposito, a Enrico Rossi di ridare vita alla Associazione socialista, visto che lui ha sciolto la sua associazione ma le altre componenti di Articolo 1 non lo hanno fatto. Servirebbe un’Associazione di gente libera e socialista fatta con chi sta in Articolo 1 ma anche no.

Il centrosinistra è in sé una cosa antica, non è detto che si possa reinventare. Il dilemma è se bisognerà farlo con Renzi o no

Torniamo a Pisapia. Il centrosinistra è in sé una cosa antica, non è detto che si possa reinventare. Il dilemma è se bisognerà farlo con Renzi o no. Quest'ultimo è il capo indiscusso del Partito democratico. Si può dire quel che si vuole, compresa l’osservazione sul numero inferiore di partecipanti alle primarie, ma il Pd ha scelto lui. Se l'ex premier è il male assoluto e il suo partito una roba personale, chi sta fuori non deve cercare alleanze, dovrà andare da solo sperando che nel giro di 20 anni, se il vento girerà bene, Pisapia abbia ancora voglia e energie per battersi a capo di quel che c’è. Più che “Cosa rossa”, “Ospizio rosso”.

ALLEANZA A SINISTRA COL PD, UNICA OPZIONE. Se invece Renzi è un politico estraneo, con idee non condivisibili, ma che fa parte dello schieramento democratico, allora il tema della alleanza con lui è inevitabile, semmai va colpito quando lui preannuncia il rifiuto dell’alleanza con una parte della sinistra. È questa l’unica scelta sul terreno. “Campo progressista” con Giuliano Pisapia per fare o no una alleanza con Matteo Renzi da posizioni di parità. Ogni altra strategia, partitino e fiancheggiamento grillista, è subalterna.

SERVE UN NUOVO SOCIALISMO. Ma nessuna strategia può essere una buona strategia se chi la mette in pratica non sa dove vuole portare il proprio popolo e il Paese. Finora sono tutti critici delle diseguaglianze. C’è un solo modo strutturale per batterle, immaginare un'altra società, più democratica, di libero mercato ma con uno Stato come quello che invoca la Mazzuccato. Tutta questa roba io la chiamerei, con altri fondamenti ideali, nuovo socialismo. Se invece dobbiamo stare nello stesso schema di ragionamento renziano, anche se più compassionevole, come fanno molti che criticano l’ex premier, cioè una società immutata ma più compassionevole, non vale la pena fondare partiti. Bastano le parrocchie di Francesco.

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