Consip Sistema Romeo

Caso Consip

Tiziano Renzi E Renzi
16 Maggio Mag 2017 0848 16 maggio 2017

Consip, Renzi al telefono col padre: «Non dire bugie, non ti credo»

Un'intercettazione  pubblicata nel libro Di padre in figlio svela l'apprensione alla vigilia dell'interrogatorio di Tiziano: «Hai visto Romeo una o più volte?» L'ex premier su Fb: «Confermata la mia serietà».

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«Non dire bugie, non ti credo. Hai visto Romeo una o più volte?». La telefonata tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, indagato nell'ambito dell'inchiesta Consip, è del 2 marzo 2017, il giorno prima dell'interrogatorio del padre dell'ex premier da parte dei giudici romani. È l'anticipazione del Fatto Quotidiano contenuta nel nuovo libro di Marco Lillo Di padre in figlio.

«DEVI DIRE LA VERITÀ». In quella telefonata, intercettata dai pm, l'ex premier incalza il padre: «Devi dire tutta la verità ai magistrati, non puoi dire che non conosci Mazzei perché è l'unico che conosco anche io». L'ex premier appare molto preoccupato dall'interrogatorio al quale il padre sarà sottoposto e gli intima: «Devi ricordarti tutti i nomi e tutti i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorie».

«ANDRAI A PROCESSO, CI VORRANNO TRE ANNI». E ancora: «Devi dire nomi e cognomi», «Mazzei è l'unico che conosco anche io». «È vero che hai fatto una cena con Romeo?», è la domanda dell'ex premier. E i carabinieri - riporta il quotidiano - annotano: «Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda, ma i bar no». Quindi Matteo Renzi: «Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato». E ancora: «Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie, non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco».

Questa mattina Il Fatto Quotidiano pubblica con grande enfasi delle intercettazioni tra me e mio padre. Risalgono a...

Geplaatst door Matteo Renzi op dinsdag 16 mei 2017

LA REPLICA DI RENZI: «RIBADITA LA MIA SERIETÀ». L'ex premier ha subito risposto con un lungo post sulla sua pagina Facebook: «Nel merito queste intercettazioni ribadiscono la mia serietà visto che quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: "Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità"».

«GOGNA MEDIATICA, MA NON SONO IL PRIMO». «Politicamente», aggiunge il segretario del Pd, «le intercettazioni mi fanno un regalo. La pubblicazione è come sempre illegittima. Ma non ho alcun titolo per lamentarmi: non sono il primo a passare da questa gogna mediatica. Anzi: ad altri è andata peggio. Qualcuno si è tolto la vita, qualcuno ci ha rimesso il lavoro».

«CHI HA SBAGLIATO PAGHERÀ». E ancora: «Chi ha sbagliato pagherà fino all'ultimo centesimo, comunque si chiami. Spero che valga anche per chi - tra i giornalisti - ha scambiato la ricerca della verità con una caccia all'uomo che lascia senza parole. Possono costruire scandali o pubblicare prove false quanto vogliono. Noi crediamo nella giustizia. Ci fidiamo delle istituzioni italiane».

APERTO UN FASCICOLO A ROMA. Intanto, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale.

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