Boldrini, non delegittimare Parlamento
16 Maggio Mag 2017 2130 16 maggio 2017

Legge elettorale, ritirato l'Italicum bis

Tutto da rifare in commissione Affari costituzionali. Il presidente Andrea Mazziotti: «Mi riservo fino al 17 maggio se mantenere il ruolo di relatore». Pd, Lega Nord e Ala vogliono un sistema più maggioritario.

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Il testo base della legge elettorale, preparato dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti, è stato ritirato senza essere votato. «Non ho intenzione di portare avanti un testo che il Partito democratico non approva, perché non sono un incosciente», ha spiegato Mazziotti.

TUTTO DA RIFARE. Contro la proposta, ribattezzata Italicum bis, oltre ai dem si sono espressi anche Lega Nord, Ala e Svp, mentre Mdp e Sinistra italiana erano per l'astensione. «Sul tema del ruolo di relatore, mi riservo fino a domani (mercoledì 17 maggio, ndr) per una valutazione che farò anche assieme ai colleghi», ha aggiunto Mazziotti, annunciando la convocazione dell'ufficio di presidenza della commissione e lasciando intendere che potrebbe rinunciare all'incarico. Intanto, però, per la legge elettorale è tutto da rifare. E sarà inevitabile uno slittamento dei tempi, con il testo che non arriverà in Aula entro il termine previsto del 29 maggio.

MAGGIORITARIO «RISCHIOSO». Mazziotti ha provato a guardare avanti, affermando «come parlamentare» di essere «favorevole al maggioritario». Tuttavia, portare avanti questa proposta significherebbe «cambiare impostazione». E sarebbe rischioso: «Se la legge elettorale si farà, e io farò di tutto perché si faccia», ha detto infatti l'esponente di Scelta civica, «chi avanza questa proposta si deve assumere la responsabilità del rischio».

ASSE TRA I DEM E I VERDINIANI. La riunione della commissione che si è svolta il 16 maggio è iniziata con il Pd che ha ufficializzato il suo no all'Italicum bis, attraverso il capogruppo Emanuele Fiano: «Non siamo favorevoli al testo presentato, mentre proponiamo come testo base la nostra proposta di un sistema al 50% collegi e al 50% proporzionale, il cosiddetto Rosatellum». Subito dopo anche i verdiniani di Ala hanno comunicato la loro contrarietà.

LE ACCUSE DEL MOVIMENTO 5 STELLE. Immediata la reazione del Movimento 5 stelle, con il grillino Toninelli: «Il Pd sta imponendo, insieme a partiti che non sono mai stati votati dai cittadini come Ala, uno schifo di legge elettorale spacciandolo per tedesco. È un'offesa al parlamento, dite che volete la legge elettorale che favorisce voi e i vostri alleati, Alfano e Verdini».

COSA PREVEDEVA IL TESTO RITIRATO. Mazziotti aveva proposto un testo minimalista, che estendeva l'Italicum dalla Camera al Senato. Un sistema sostanzialmente proporzionale, seppure con un premio alla lista in grado di superare il 40%. A favore si sono schierati M5s, Forza Italia e Area popolare.

IL PD VUOLE UNA LEGGE PIÙ MAGGIORITARIA. Il Pd, però, vuole una legge più marcatamente maggioritaria. Una sorta di Mattarellum corretto, con il 50% dei deputati eletti in collegi uninominali e il restante 50% con metodo proporzionale. Sono d'accordo Lega Nord, Ala, Svp e DirIt: in tutto 26 voti su 49 in commissione Affari costituzionali.

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