Rottamazione cartelle quasi a 350 mila
16 Maggio Mag 2017 1630 16 maggio 2017

Manovra, pressing per riaprire la rottamazione delle cartelle Equitalia

Emendamenti alla manovra presentati da Scelta civica e Movimento 5 stelle, anche per diluire i pagamenti della definizione agevolata. Il governo valuta i rischi sul gettito atteso.

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Pressing del parlamento per riaprire la rottamazione delle cartelle Equitalia, ma anche per diluire i pagamenti nel tempo, in modo da rendere più appetibile la definizione agevolata.

PIÙ TEMPO AI RITARDATARI. Gli emendamenti alla manovra che vanno in questa direzione sono numerosi. Scelta civica, con Enrico Zanetti, chiede tempo fino a fine ottobre, mantenendo le cinque rate da saldare entro giugno 2019. Il Movimento 5 stelle, invece, vuole dare tempo ai ritardatari fino a metà settembre, ma concedendo solo tre rate. Un emendamento di Forza Italia, a prima firma Palese, punta invece a riaprire i termini fino a metà ottobre, concedendo 10 rate a partire da agosto 2017.

IL GOVERNO VALUTA LE CONSEGUENZE. L'idea di ampliare l'orizzonte dei pagamenti verrebbe presa in considerazione anche dalla maggioranza e dal governo, che starebbero soppesando i rischi sul gettito atteso dalla rottamazione. L'impatto sull'incasso per il 2017, tuttavia, sarebbe residuale, perché se da un lato la diluizione dei pagamenti ridurrebbe il gettito delle prime rate, dall'altro darebbe maggiori garanzie sulle adesioni.

ADESIONE ANCORA INCERTA. Per sapere con certezza quanti contribuenti andranno avanti con la rottamazione, bisognerà comunque attendere entro il 15 giugno le comunicazioni di Equitalia e degli altri enti di riscossione sul debito effettivo da sanare. Poi occorrerà verificare quante persone inizieranno effettivamente a pagare la prima rata. Per partecipare all'operazione, chiusa lo scorso 21 aprile, hanno presentato domanda circa 900 mila persone.

L'IDEA DEI PAGAMENTI BIMESTRALI. In molti, secondo le forze parlamentari che propongono gli emendamenti, sarebbero stati frenati dal peso delle rate. Al momento la definizione agevolata ne prevede in tutto cinque, da saldare entro settembre 2018 pagando però il 70% del dovuto con le prime tre rate del 2017. Pagamenti bimestrali, ma spalmati in un lasso di tempo più lungo, potrebbero invece da una parte garantire che chi già ha fatto domanda poi aderisca realmente alla rottamazione, e dall'altra che anche chi ha rinunciato possa decidere invece di approfittare della misura.

VOUCHER TEMA CALDO. Altro tema caldo è quello dei voucher, sui quali però è arrivato l'altolà della Cgil: non si tenti di reintrodurre uno strumento per aumentare la precarizzazione del lavoro, altrimenti il sindacato è pronto a tornare alla Cassazione. «Eliminarli senza un'alternativa», ha ribattuto l'ex premier Matteo Renzi, sarebbe «una follia». Sui voucher ci sono emendamenti presentati da tutti i gruppi parlamentari e la base di lavoro potrebbe essere la proposta avanzata dai deputati dem della commissione Lavoro, che punta a introdurre un libretto famiglia per pagare prestazioni occasionali di colf, badanti, giardinieri o per le ripetizioni. Buoni che sarebbero utilizzabili solo per determinate categorie, come casalinghe, pensionati o under 25.

RITOCCATO IL REGIME DELLA VOLUNTARY-BIS. Dovrebbe essere ritoccato anche il regime delle sanzioni previste con la voluntary-bis. Tre i correttivi proposti dalla maggioranza: la possibilità di detrarre le imposte pagate all'estero, lo stop agli obblighi dichiarativi su patrimoni e immobili esteri e sanzioni leggere per chi sbaglia l'autoliquidazione.

AIRBNB E FLIXIBUS. Se ci saranno poi ritocchi alla tassa Airbnb sugli affitti brevi, diversi deputati della maggioranza puntano anche a bloccare la norma salva-Flixbus, che, se approvata, di nuovo impedirebbe alla società tedesca di operare in Italia. Tra gli emendamenti che hanno chance di passare, ci sono anche quelli che chiedono di estendere le misure per le aree colpite dal terremoto alle zone che hanno subito il maltempo di inizio anno e la gelata' di primavera. Ripescato anche quello che introduce una flat tax al 10% per i pensionati stranieri che decidono di trasferire la residenza in Italia.

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