Case Abusive
17 Maggio Mag 2017 2014 17 maggio 2017

Abusivismo, primo sì tra le polemiche alla legge sulle demolizioni

Le procure dovranno dare la precedenza agli edifici non ultimati e non abitati. Per gli ambientalisti è un condono mascherato. 

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Le opere abusive non sono tutte uguali. Ci sono quelle che devono essere demolite prima e quelle che possono essere demolite dopo. A stabilire la "graduatoria", indicando le priorità per l'abbattimento alle procure, è il disegno di legge approvato dal Senato (142 sì, 51 no e 7 astenuti), primo firmatario il verdiniano Ciro Falanga. Un testo che ha fatto discutere a lungo e che ha scatenato la protesta degli ambientalisti, delle opposizioni e di Mdp, che hanno parlato di «condono perpetuo» e di «regalo alla criminalità». Mente i Verdi hanno costruito una casetta di legno "abusiva" al Pantheon, che «purché abitata verrà salvata».

NUOVO PASSAGGIO ALLA CAMERA. Il testo, che è stato sostenuto invece da Forza Italia, Ala e Pd, dovrà tornare alla Camera perché aggiornato in alcune sue parti. In sostanza, è stato tolto ogni riferimento al 2016 ed è stato modificato lo stanziamento per il Fondo demolizioni, che comprendeva anche la quota per l'anno passato. «Ma se il provvedimento non verrà messo in calendario alla Camera entro 20 giorni ed approvato in tempi rapidi», avverte Falanga, «sarò costretto a dimettermi da senatore perché vorrà dire che non sono riuscito a risolvere i problemi dei miei conterranei». Ovvero dei campani.

FORZA ITALIA APPOGGIA IL PROVVEDIMENTO. Minaccia di dimissioni che porta il pentastellato Maurizio Buccarella a ironizzare: «Una ragione in più per non votare il ddl», ma che viene respinta con decisione da Forza Italia. «Falanga non avrà bisogno di dimettersi», ha detto Francesco Nitto Palma, «perché il testo ora è nella responsabilità del Pd. Spetta a loro licenziarlo definitivamente alla Camera. E se ciò non dovesse accadere, si scopriranno i trucchi e gli elettori anche campani potranno capire bene chi è dalla loro parte».

LE PRIORITÀ STABILITE DAL DDL. Il ddl stabilisce che le procure dovranno far demolire per primi gli immobili di rilevante impatto ambientale costruiti su aree demaniali, protette o soggette a vincoli. Poi quelli che costituiscono un pericolo per l'incolumità pubblica e privata. Infine quelli che sono nella disponibilità di condannati per mafia. Ma si darà sempre e comunque la precedenza a quelli non ultimati e non abitati. Un ordine di priorità che, secondo Mdp e Sinistra italiana, lascerebbe intatti gli edifici "fuori legge" abitati.

MULTA PER I FUNZIONARI CHE NON SI ATTIVANO. I comuni potranno ricorrere a imprese private per gli abbattimenti e ogni anno dovranno comunicare al prefetto l'elenco di opere non sanabili e non demolite. La legge istituisce un Fondo di circa 40 milioni di euro per integrare le risorse degli enti locali e crea una banca dati sull'abusivismo. Il funzionario che non immette i dati o lo fa con ritardo pagherà mille euro di sanzione. Ogni anno il ministro delle Infrastrutture dovrà presentare una relazione.

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