Consip
17 Maggio Mag 2017 1854 17 maggio 2017

Consip e le intercettazioni di Renzi: scontro aperto tra Pd e Mdp

Orfini: «Intercettazioni attacco alla democrazia». Speranza: «Stessi argomenti che usava il Cav». La stoccata di Napolitano: «Ipocrita chi lamenta abusi».

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«Credo sia un errore parlare di gogna mediatica, perché qui c'è qualcosa di più profondo dell'aggressione al Pd e al suo segretario. Qui c'è qualcosa che riguarda il funzionamento della democrazia italiana e che dovrebbe allarmare tutti quanti. Un attacco alla democrazia», le parole del presidente del Pd Matteo Orfini, dopo l'intercettazione della telefonata di Matteo Renzi con il padre, hanno dato subito il là a una polemica con gli scissionisti di Mdp.

SPERANZA: «STESSI ARGOMENTI DI BERLUSCONI». «Il Pd ormai usa gli stessi argomenti che usava Berlusconi qualche anno fa: c'è una strana convergenza tra le affermazioni di autorevoli esponenti Pd e quelle che un tempo faceva Berlusconi», ha dichiarato Roberto Speranza, «la storia che abbiamo vissuto e pensavamo fosse chiusa, di chi denunciava accanimento delle procure e attacchi alla democrazia, sembra tornare nelle dichiarazioni di Orfini su Consip. È sorprendente e dimostra com'è cambiata la natura del Pd».

L'ACCUSA DI NAPOLITANO. Sul punto è intervenuto anche il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Tutti adesso gridano contro l'abuso delle intercettazioni e l'abuso della pubblicazione. È un'ipocrisia paurosa perché è una questione aperta da anni e anni, con sollecitazioni frequenti e molto forti da parte delle alte istituzioni. Io personalmente ho messo il dito in questa piaga e non c'è mai stata una manifestazione di volontà politica per concordare provvedimenti che mettessero termine a questa insopportabile violazione della libertà dei cittadini, dello stato di diritto e degli equilibri istituzionali».

NO A DECRETI SULLA LEGGE ELETTORALE. Napolitano ha detto la sua anche sull'eventuale ricorso a un decreto per approvare la nuova legge elettorale: «Questa soluzione, anche come arma estrema per uscirne tra qualche settimana, credo sia alquanto abnorme. Non è questo che ha suggerito la Corte Costituzionale».

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