Partito Democratico
MAMBO 17 Maggio Mag 2017 0940 17 maggio 2017

Il mio de profundis affettuoso per il centro-sinistra

Senza alleanze il Pd è destinato alla sconfitta. Ma da togliattiano dico che rifarsi le ossa stando all'opposizione sarebbe salutare.

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Che cosa diciamo o indichiamo quando scriviamo “centro-sinistra”? Possiamo indicare un solo partito, il Partito democratico, che nacque come formazione unitaria che raggruppava tutto lo schieramento, toglieva il trattino, aveva la vocazione maggioritaria e avrebbe potuto allearsi con un cespuglio di destra o di sinistra, al bisogno. Possiamo indicare una alleanza che comprende un partito centrale, il Pd, che cerca di stabilire un rapporto con un’area della sinistra purché da questa area siano allontanati soggetti ritenuti infrequentabili. Possiamo anche intendere una alleanza sempre col famoso partito centrale, ancora il Pd, purché l’area di sinistra sia rassicurata che il segretario di questo partito non sia il leader della coalizione, meglio ancora se si toglie dalle scatole.

L'ULIVO AVEVA IL SUO POPOLO, IL PD NO. Ecco queste tre ipotesi avrebbero bisogno di volontari in “maglietta gialla” che le riversino nel primo cassonetto dove si mette il materiale non riciclabile (aggiungerei un sacchetto in cui metterei la tesi bersaniana che il 5 stelle sono un partito di centro). Scrivo questo perché l’Ulivo è finito. L’Ulivo ha una lunga storia, ha ben governato con tutti i suoi premier, D’Alema compreso, ma non ha né dato la svolta epocale al Paese né lo ha messo in sicurezza. Tuttavia, dal punto di vista politico, l’Ulivo è stata una cosa gigantesca perché ha messo insieme mondi lontani, ha creato un “popolo ulivista”, ha fatto sognare. Anche l’avversario ha sognato al punto che, facendogli la scimmia, ha fatto il suo Ulivo di destra chiamandolo nei vari modi in cui Berlusconi ha scelto.

Qualunque sia la legge elettorale, nel voto o dopo il voto, la forza maggioritaria dell’ex centro-sinistra non potrà fare da sola

Poi questo Ulivo divenne Pd e lo divenne - attenzione! - nel tempo del suo declino, trasferendo sulla nuova creatura i suoi difetti e malanni più che la sua virtù. Quei difetti e malanni ne impediscono oggi la ricostruzione. Tuttavia c’è un dato ineliminabile. Qualunque sia la legge elettorale, nel voto o dopo il voto, la forza maggioritaria dell’ex centro-sinistra non potrà fare da sola. Non potrà farlo se la legge sarà prevalentemente proporzionale. Non potrà farlo se premierà le coalizioni. Non potrà farlo neppure nel caso un premio di maggioranza gratificasse il partito che arriva primo perché un conto è avere la maggioranza dei deputati altra è avere contro la maggioranza dei cittadini.

SENZA ALLEANZE I DEM DESTINATI A PERDERE. Per non parlare del caso di sconfitta, ipotesi fra le più vicine alla realtà, che richiederebbe opposizioni collegate fra loro. Tutto questo per dire che piaccia o no, il tema delle alleanza (lo dico così perché sono un vecchio togliattiano) esisterà sempre e chi gli si oppone proponendo veti sulle persone è un povero Cristo destinato a far perdere la propria parte. Nessun veto su Renzi, nessun veto su Bersani o D’Alema. Posso dirlo? Mettere veti è da cretini, è infantilismo politico.

RITORNA L'IPOTESI DI UNA SALUTARE OPPOSIZIONE. Pd e sinistre possono non incontrarsi. Nel senso che il Pd può scegliere pervicacemente di fare da solo costringendo la sinistra a fare un rassemblement a parte. È una disgrazia ma non casca il mondo. Chi come il sottoscritto non pensa che sia obbligatorio andare a qualunque costo al governo, accetta l’idea di una sinistra che si rifà le ossa all’opposizione, riprendendo i legami sociali e dandosi l’obiettivo di essere partito maggioritario o perno di una alleanza non più di centro-sinistra ma di sinistra-centro.

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