Raggi Di Battista Roma
17 Maggio Mag 2017 1100 17 maggio 2017

Il Pd ha trovato il modo per attaccare il M5s: farlo in stile grillino

La risposta virale alla gaffe di Di Battista sui vaccini e le magliette gialle per ripulire Roma: così i dem hanno usato la comunicazione pentastellata contro il Movimento. Abbandonando il politicamente corretto.

  • ...

La forza del Movimento 5 stelle è sempre stata nella sua comunicazione. Uno stile dal messaggio aggressivo e semplificato in grado di arrivare a tutti, trasmettendo indignazione e con una buona dosa di politicamente scorretto e populismo. Tutti gli ingredienti per rendere un contenuto virale. Questo metodo è stato inizialmente promosso da Beppe Grillo nei suoi spettacoli, successivamente tramite il suo blog e infine replicato dalla comunicazione dei pentastellati in parlamento. Un sistema ben congegnato in grado di superare ampiamente il potenziale comunicativo di qualsiasi partito italiano.

I POPULISTI SI BATTONO COL POPULISMO? Quel che per anni i partiti non hanno capito del M5s è che la loro forza sta nel loro messaggio. Rispondendo sempre in modo "corretto" agli attacchi grillini, i partiti non sono stati in grado di pararsi dai loro attacchi. Forse solo oggi iniziano a rendersi conto che la grande forza del Movimento è anche la sua stessa debolezza. Nessuno infatti, in questi anni, ha dimostrato di aver trovato una qualsiasi strategia per contenere le offensive. I partiti hanno semplicemente subito la comunicazione perdendo consensi sotto i colpi del populismo, senza capire che nemmeno i cinque stelle erano sprovvisti di un sistema che li difendesse da contro-attacchi populisti.

AVVERSARI COLPITI E RIDICOLIZZATI. Era sufficiente ribaltargli addosso la loro stessa comunicazione. Era necessario capire che anche i grillini sono vulnerabili se colpiti allo stesso modo di come loro stessi facevano con gli altri: video denigratori nei confronti degli avversari, volti a ridicolizzare gli errori televisivi dei rappresentanti dei partiti a loro avversi, con un montaggio dinamico che attinge a contenuti della cultura nazional popolare attraverso cui accostare il personaggio oggetto dell'invettiva.

Ora forse il Pd ha capito come contrastare il M5s, intuendo che l'unico modo per combattere chi fa del politicamente scorretto il proprio marchio di fabbrica è il politicamente scorretto

Ma ora forse il Partito democratico ha capito come contrastare il M5s, intuendo che l'unico modo per combattere chi fa del politicamente scorretto il proprio marchio di fabbrica è il politicamente scorretto. Per dimostrarlo bastano due esempi: il caso dei vaccini e quello della spazzatura a Roma.

UN TWEET DIVENTATO PRESTO VIRALE. Nel dibattito sui vaccini il deputato del M5s Alessandro Di Battista ha pronunciato a Piazza pulita una frase divenuta presto una gaffe di dimensioni colossali, sostenendo che «in Italia ci vorrebbero vaccini gratuiti per tutti». Scivolone sul quale si è subito avventata il ministro della Salute Beatrice Lorenzin rispondendo con un tweet virale: «Volevo informarvi che con il Piano nazionale vaccini in Italia i vaccini sono già gratuiti».

Questa figuraccia di Di Battista, che in passato sarebbe stata oggetto solo dell'attenzione dei media, è invece stata ripresa dall'account Facebook del Partito democratico tramite un video che accostava l'episodio a una scena di Pinocchio, dandogli esplicitamente del “somaro”. Per poi affiancarlo a esperti del campo medico che promuovevano il piano gratuito di vaccinazioni, concludendo con un tipico messaggio populista in stile cinque stelle: «Condividi se pensi che sia uno scandalo che quest'uomo prenda 10 mila euro al mese e neanche conosca le leggi!».

Un comportamento aggressivo volto a ridicolizzare il leader pentastellato su un'uscita infelice avuta in diretta tivù che è stata abilmente sfruttata per lederne l'immagine pubblica, arrivando perfino ad attaccarlo su ciò a cui il cinque stelle tiene di più: i soldi. Lo stesso schema che avrebbe usato il M5s a parte invertite. Il Movimento, in tutta risposta, non ha avuto alcun tipo di reazione e ha semplicemente incassato il colpo. A oggi il Pd non si era mai spinto così in là nei riguardi degli avversari politici. Ma c'è di più.

PD "MOVIMENTISTA" E DI GOVERNO. Il Pd si è improvvisamente scoperto "movimentista" (pur essendo il partito di governo) arruolando semplici iscritti e deputati per pulire Roma dai rifiuti sparsi per la Capitale. Esattamente quello che il M5s faceva agli albori, ossia tappare le buche per le strade del proprio comune o rifare la segnaletica stradale a proprie spese. E il M5s come ha reagito? Proprio come faceva il Pd all'epoca in cui i grillini, non ancora in parlamento e dallo spirito esclusivamente movimentista, scendevano per le strade risolvendo i problemi che l'amministrazione non riusciva a gestire.

AUTO-CELEBRAZIONE DEI RISULTATI. Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha infatti risposto stizzita con un video dal messaggio poco efficace in cui accusava il Pd di «sporcare da 20 anni», scordandosi che dal 2008 al 2013 la città è stata governata dalla destra di Gianni Alemanno, prestandosi facilmente alle risposte tranchant di Orfini: «Mi sarei aspettato un grazie». E ancora: «Roma non è mai stata così pulita», si legge sui social da parte di molti sostenitori dem, auto-giudicando la buona riuscita dell'operazione prima che i giornali ne decretassero il risultato. Tipica strategia grillina.

Ma c'è anche un'altra considerazione: il Pd ha utilizzato un'azione tipica da campagna elettorale al di fuori del periodo di campagna elettorale. A Roma infatti non sono previste elezioni. Forse non ci si rende più conto della differenza tra un'azione politica svolta a ridosso del voto e in periodo di “tregua” perché il Movimento 5 stelle ci ha abituati, dal suo ingresso in parlamento, a una campagna elettorale permanente mai vista in Italia.

LA TATTICA ROMANA HA FUNZIONATO. Il Pd ha deciso, con questa azione, di stare al gioco e di utilizzare le stesse strategie grilline per colpirli. E sembra che il risultato sia stato ottenuto. Complice anche la fretta con la quale la Giunta Raggi si è adoperata per togliere la spazzatura dai luoghi in cui il Pd aveva annunciato che si sarebbe recato all'indomani.

È in atto una “provincializzazione” della campagna elettorale nazionale: sfruttare il caos di Roma per colpire il M5s alle elezioni politiche del 2018

In ultimo si può ipotizzare che il nuovo cambio di marcia del Pd, movimentista e votato all'attacco del M5s nella città in cui sono più in difficoltà, nasconda in realtà una strategia di lungo periodo in cui potrebbe verificarsi, per la prima volta, una “provincializzazione” della campagna elettorale nazionale. Se il voto locale è stato “nazionalizzato”, ossia si è portato il dibattito su temi nazionali (mentre le elezioni erano Comunali o Regionali), adesso potrebbe verificarsi il contrario: sfruttare il caos di Roma per colpire il M5s alle elezioni politiche del 2018.

STILE DENIGRATORIO E AGGRESSIVO. Oggi il Pd non solo ha dimostrato di essere partito al contrattacco del M5s e di farlo con gli stessi sistemi usati dai pentastellati, ma anche di avere, per la prima volta, una strategia. E sembra essere la stessa del M5s. Una comunicazione aggressiva e denigratoria volta ad amplificare le gaffe e le incoerenze dei pentastellati, una dose di movimentismo pur essendo partito di governo (nella città un cui al governo ci sono i pentastellati) e un piano di medio-lungo non più difensiva, ma votato all'attacco del M5s.

*Ex attivista e collaboratore parlamentare alla Camera per il Movimento 5 stelle

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso