Fiano
17 Maggio Mag 2017 1612 17 maggio 2017

Legge elettorale, Fiano nuovo relatore

L'esponente del Pd è stato nominato dal presidente della commisione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti, che manterrà le funzioni di garanzia. Occhi puntati sul Rosatellum. Renzi: «In Aula il 29 maggio».

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Emanuele Fiano, capogruppo del Partito democratico in commissione Affari costituzionali, è il nuovo relatore della legge elettorale. Lo ha nominato il presidente Andrea Mazziotti, durante l'ufficio di presidenza. «Ringrazio tutti i gruppi parlamentari che mi hanno chiesto di rimanere come relatore», ha spiegato Mazziotti, «ritengo però che il Pd si sia assunto la responsabilità di portare avanti la propria proposta con altri gruppi».

IL RITIRO DELL'ITALICUM BIS. L'esponente di Scelta civica manterrà «le funzioni di garanzia» che spettano al presidente della commissione, «e quelle continuerò a esercitarle con rigore. Il relatore, invece, dev'essere espressione di chi produce e sostiene la proposta. Confermo quindi la mia decisione». Il cambio del relatore arriva all'indomani del ritiro del testo base della legge elettorale che Mazziotti stesso aveva preparato, e rispetto al quale Pd, Lega Nord e Ala hanno fatto mancare il proprio appoggio.

AVANTI CON IL ROSATELLUM. La proposta di legge che il Pd, invece, ha portato in commissione è il cosiddetto Rosatellum, dal nome del capogruppo dem a Montecitorio, Ettore Rosato, primo firmatario del testo. Il sistema prevede 303 deputati eletti in collegi uninominali e altri 303 eletti con metodo proporzionale, senza meccanismo di scorporo, in circa 80 circoscrizioni sub regionali, all'interno di listini bloccati di quattro nomi (in fondo la scheda con le caratteristiche del sistema).

RENZI PREME SULL'ACCELERATORE. «Legge elettorale. Dopo mesi di rinvii, la Camera ha deciso di andare in aula il 29 maggio. Questo permetterà - per regolamento - di avere tempi contingentati e di approvare la nuova legge nei primi giorni di giugno. Come Partito Democratico lanciamo un appello a tutti gli altri: per favore, non perdete altro tempo. Diteci dei no o dei sì, fate emendamenti, avanzate controproposte. Ma non rinviate ancora la data del 29 maggio», ha scritto Matteo Renzi su facebook.

Dura la reazione del Movimento 5 stelle alle accelerazioni del Partito democratico: «Il Pd vuole un Anticinquestellum per fare delle accozzaglie elettorali tipiche della Prima Repubblica. Non gli interessa la migliore legge elettorale per il Paese, ma solo una norma-porcata contro il M5s. Avevamo anche aperto a dei correttivi di governabilità sul Legalicum, ma ai dem non interessa, hanno forzato la mano in commissione, bocciando il testo base».

TESTO DEPOSITATO IN COMMISSIONE. Fiano, però, tira dritto. Il nuovo testo base della legge elettorale è già stato depositato in comissione. I tempi dell'iter parlamentare saranno decisi il 18 maggio, in una nuova riunione dell'ufficio di presidenza.

UN GRUPPO INEDITO AL SENATO? Intanto si moltiplicano le indiscrezioni secondo cui a Palazzo Madama, dove il Pd è destinato a incontrare le maggiori difficoltà a far passare la legge elettorale, sarebbe sul punto di nascere un nuovo gruppo parlamentare, al preciso scopo di favorire l'approvazione del testo. «Ci sono voci ricorrenti che in Senato stia per nascere un nuovo gruppo parlamentare, per favorire l'approvazione della legge elettorale», dice ad esempio Rocco Palese, deputato di Direzione Italia, il nuovo partito di Raffaele Fitto.

TONINELLI: «CESPUGLI AMICI DI RENZI». Voci accreditate anche da Danilo Toninelli, del Movimento 5 stelle: «Il Pd si appresta a far approvare il Verdinellum con l'appoggio di quei cespugli che dice di voler eliminare. Si sa che sta nascendo in Senato un nuovo gruppo di voltagabbana, pronti ad appoggiare la legge elettorale voluta da Renzi». Quanto alla soglia di sbarramento, che nel testo del Pd è al 5%, Toninelli non ha dubbi: «In Senato la abbasseranno al 3% per salvare i cespugli amici di Renzi».

  • Come funziona il Rosatellum

La legge elettorale proposta dal Pd è molto diversa dal sistema tedesco, cui inizialmente era stata accostata. Fa parte di quei sistemi che hanno una netta separazione tra parte maggioritaria e parte proporzionale. Il mix del Rosatellum riguarda 606 seggi della Camera su 630. Prevede 303 deputati eletti in collegi uninominali maggioritari e altrettanti eletti con metodo proporzionale in circa 80-100 circoscrizioni, con liste bloccate di due-quattro nomi. Restano immutati, e quindi fuori dal meccanismo, i 12 seggi esteri (solo proporzionale) e i 12 seggi di Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta (solo collegi uninominali).

CIRCOSCRIZIONI PICCOLE E NUMEROSE. Nella parte proporzionale il Rosatellum prevede quindi listini bloccati senza voto di preferenza. La Corte Costituzionale, bocciando il Porcellum, ha affermato che le liste bloccate sono ammissibili solo se sono corte, perché in tal caso permettono la conoscibilità dei candidati. Di qui la scelta di limitarle a due-quattro i nomi. Il numero esiguo dei candidati in lista ha come conseguenza che le circoscrizioni del Rosatellum sono più piccole e più numerose di quelle del Mattarellum, che erano 23. Saranno invece tra le 80 e le 100, con una popolazione di circa 600 mila abitanti. La proposta del Pd prevede una delega al governo per disegnarle.

NESSUNO SCORPORO. L'altro aspetto che accentua la separazione tra maggioritario e proporzionale è l'assenza dello scorporo, che invece era presente nel Mattarellum: questo meccanismo toglieva (scorporava) ai partiti che vincevano nei collegi una parte dei voti proporzionali, così da favorire i partiti più piccoli, che raramente riescono a vincere in un collegio. Nel Rosatellum il proporzionale è puro: nessuna compensazione verso chi non è abbastanza grande da vincere in un collegio uninominale. Anche nella soglia di sbarramento non ci sono occhi di riguardo per i piccoli: il Rosatellum la prevede al 5% su base nazionale, mentre nel Mattarellum era al 4% e nell'Italicum al 3%. La scheda che riceverà l'elettore sarà unica, in questo uguale alla scheda tedesca: sulla sinistra si dovrà barrare il nome dei candidato del collegio uninominale e sulla destra apporre una croce sul simbolo del partito per la parte proporzionale.

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