Borghezio condannato a risarcire Kyenge
18 Maggio Mag 2017 1135 18 maggio 2017

Insulti razzisti, Borghezio condannato a risarcire Cecile Kyenge

L'europarlamentare della Lega Nord, giudicato colpevole dal tribunale di Milano per diffamazione aggravata dall'odio razziale, dovrà versare 50 mila euro. E fa la vittima: «Sarei costretto a vendermi la casa».

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L'europarlamentare Mario Borghezio è stato condannato per diffamazione aggravata dall'odio razziale, a causa degli insulti rivolti contro l'ex ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge nel corso di una telefonata alla trasmissione radiofonica La Zanzara, andata in onda nell'aprile del 2013.

CONCESSE LE ATTENUANTI GENERICHE. I giudici hanno stabilito in sede penale una multa di mille euro, ma il risarcimento chiesto e ottenuto in sede civile da Kyenge è ben più alto: 50 mila euro. Il Tribunale di Milano ha concesso a Borghezio le attenuanti generiche, riqualificando il reato da propaganda di idee fondate sull'odio razziale in diffamazione aggravata dalla finalità dell'odio razziale.

BORGHEZIO CONSAPEVOLE DELLA DISCRIMINAZIONE. Borghezio, come sottolineato dal pm Piero Basilone nella sua requisitoria, «era perfettamente a conoscenza della portata discriminatoria» delle sue parole. Il senso complessivo del suo ragionamento era che «l'ex ministro Cecile Kyenge fosse inadeguata a fare il ministro» in ragione delle sue origini congolesi e il suo scopo era «attirare adesioni a quelle idee».

LE FRASI INCRIMINATE. Cosa aveva detto esattemente Borghezio ai microfoni di Giuseppe Cruciani? «Gli africani sono africani e appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra», «Kyenge fa il medico, le abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano», «Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo», «la parola 'negra' in Italia non si può dire, ma solo pensare», «verrebbe da chiedere la carta di identità del Congo perché almeno là non fanno ministri così. Mi sembra una brava casalinga, non un ministro del governo» (l'audio originale è disponibile qui).

IL CONDANNATO FA LA VITTIMA. Il parlamento europeo, dove Borghezio siede dal 2001, in relazione a questa vicenda aveva deciso di togliergli l'immunità, dietro la quale evidentemente sperava di potersi rifugiare. Mentre Kyenge, attraverso il suo legale di parte civile, l'avvocato Gian Andrea Ronchi, aveva chiesto un risarcimento di 140 mila euro, poi rideterminato dai giudici. Borghezio ha commentato così la sentenza: «Per la condanna penale pronunciata dal tribunale di Milano nei miei riguardi ho il rispetto dovuto. Ben diversa la questione del risarcimento di eccezionale importo chiesto e ottenuto dall'onorevole Kyenge, spalleggiata in sede di parlamento europeo dal suo partito. Un risarcimento che mi costringerebbe a vendermi casa. Se i garantisti del Pd pensano di tapparmi la bocca in questo modo, sbagliano. D'ora in poi, occhio per occhio».

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