Zoro Gazebo
20 Maggio Mag 2017 2004 20 maggio 2017

Alfano annuncia querela contro Gazebo: «Consueta diffamazione»

Comunicato del presidente di Alternativa popolare contro gli attacchi del programma Rai di Zoro «perpetrati da parte del servizio pubblico con i soldi degli italiani - due milioni e mezzo di euro per il 2017!!!».

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Alfano contro Gazebo. E questa volta lo scontro finisce in tribunale. Un comunicato infatti ha annunciato: «Ieri (venerdì 19 maggio 2017, ndr), con i soldi degli italiani - due milioni e mezzo di euro per il 2017!!! - si è consumata la consueta diffamazione. Quel che è più grave è che essa è stata perpetrata da parte del servizio pubblico. Il presidente di Alternativa popolare, Angelino Alfano, annuncia, dunque, di avere dato mandato ai propri legali per denunciare autori e conduttori di Gazebo in sede civile e in sede penale». È dunque entrata nel vivo quell'operazione bavaglio che il ministro degli Esteri stava progettando da mesi contro il programma di Zoro e Nemo di Lucci, come raccontato da Lettera43.it a fine marzo.

«UNA CAMPAGNA DURATA TRE ANNI». Ma quali sono le ragioni di questa reazione? «Alfano allegherà i riferimenti diffamatori a lui rivolti durante gli ultimi tre anni di puntate televisive di Gazebo, per dimostrare ciò che sarà facile dimostrare: non si è trattato di un singolo atto diffamatorio - che sarebbe stato comunque grave -, ma di una intera campagna diffamatoria durata anni a spese del contribuente e con una pervicacia diffamatoria che rende plateale il dolo, l'intenzionalità, la tenace volontà di creare un danno alla persona e all'area politica che rappresenta», si legge nella nota.

«SPROPORZIONE TRA AREE POLITICHE». E ancora: «Il punto è reso ancor più grave dall'enorme sproporzione che vi è, all'interno del servizio pubblico, tra lo spazio dedicato alla diffamazione da questa trasmissione e lo spazio dedicato alla informazione, in altre trasmissioni Rai, sulla medesima area politica e sulla stessa persona che la rappresenta. Infine, è stata la stessa RaiTre, pochi giorni fa, a sottolineare che tale trasmissione è un mix tra informazione e satira, con questa frase contenuta nella nota che era stata diffusa e che riportiamo qui fedelmente: "... programma caratterizzato dal mix di satira e informazione che ne definiscono l'identità..."».

«RAI COMPLICE DELL'AZIONE DOLOSA». Quindi, prosegue il comunicato, «se è già stato ampiamente superato il confine della satira traducendosi in diffamazione, a maggior ragione tutto ciò nulla ha avuto a che fare con l'informazione. Ultima considerazione amara: questa diffamazione non può che essersi svolta con la azione o la dolosa e persistente omissione di una intera catena di comando che, dalla Rete sino ai vertici massimi, ha consentito questi abusi. Anche costoro, nei limiti del legalmente consentito, saranno, da Alfano, chiamati a rispondere sia nel giudizio civile che nel giudizio penale. Alfano fa presente, infine, di essere giunto a questa amara determinazione dopo tre anni di paziente sopportazione di questo scempio che ha fatto il servizio pubblico, nella speranza che vi fosse un operoso ravvedimento nella diffamazione».

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