Elena Cattaneo
20 Maggio Mag 2017 1500 20 maggio 2017

La senatrice-scienziata Cattaneo: «L'Italia fa ribollire il sangue»

Siamo il Paese di Stamina. In bilico fra bufale e ricerca. «E in cui i governi chiudono sugli Ogm per stupidi pregiudizi. Ecco perché bisogna sbattere i pugni sul tavolo». L'intervista durante Roma InConTra.

  • Marco Dipaola
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Quegli occhiali da professoressa sono sempre gli stessi, come la voce ferma e roca, che analizza con metodo prima di definire. Nessun sussiego, nessuna spocchia. I tre anni a Palazzo Madama non sembrano aver cambiato - se non per averla resa ancor più determinata - Elena Cattaneo, tra i massimi esperti a livello mondiale di cellule staminali e malattie neurodegenerative che dal 30 agosto 2013 è senatore - o senatrice, come lei preferisce - a vita per mano di Giorgio Napolitano. È la persona più giovane che mai sia stata gratificata di quella carica.

UNA PARLAMENTARE "ANOMALA". Ospite di Enrico Cisnetto a Roma InConTra, conquista il pubblico che le tributa applausi scroscianti, specie quando il conduttore del talk che ama andare controcorrente se ne esce con un sospiro «ah, se tutti i parlamentari fossero come lei…». In realtà, la quotidianità trascorsa tra gli scranni parlamentari ha mutato alcune convinzioni iniziali della professoressa Cattaneo.

«IN AULA SI INCONTRA DI TUTTO». Il senso di questa esperienza, che l’ha allontanata qualche giorno a settimana dal suo amato centro di ricerca milanese in cui cura le cellule staminali e le malattie neurodegenerative, è raccontata in un libro, Ogni giorno. Tra scienza e politica, edito da Rizzoli, che consente di scoprire di che pasta è fatta. «Il parlamento se lo aspettava così, oppure è rimasta delusa?», è la provocazione pronti-via di Cisnetto. E lei: «Lì dentro si scopre di tutto. Si incontrano eccellenti filosofi, giuristi, storici, pochi scienziati e anche qualcuno che una professione non l’ha mai avuta…».

Stamina è la palese dimostrazione di come si possa rompere la cinghia di trasmissione tra fatti, cittadini e politica

ELENA CATTANEO

Ma è sul significato del suo ruolo a Palazzo Madama che la senatrice a vita insiste con orgoglio: «Il Senato per me è un lavoro, non è una medaglia, ho sempre pensato che essere scienziato volesse dire impegnarsi anche al di fuori del laboratorio, nella vita pubblica». Ed è così che si scopre che libertà e responsabilità sono le sue stelle polari, che si traducono nel non avere paura di denunciare risposte eccessivamente semplificatorie alle grandi tematiche oggetto dei suoi studi, dagli Organismo geneticamente modificati (Ogm) alle malattie genetiche come il morbo di Parkinson e quello di Huntington. La senatrice scienziata riconosce la supremazia della politica, ma nelle decisioni di carattere scientifico la conoscenza diventa un obbligo.

«VANTIAMO I MIGLIORI RICERCATORI». «Il nostro è un Paese in bilico tra competenze e finzione», sostiene la senatrice prendendo per esempio il tema delle cellule staminali, «l’Italia vanta i migliori studiosi in questo ambito, come Michele De Luca dell’Università di Modena-Reggio Emilia e Luigi Naldini del San Raffaele di Milano, eppure», e qui il tono diventa severo, «questo è il Paese di Stamina, palese dimostrazione di come si possa rompere la cinghia di trasmissione tra fatti, cittadini e politica».

«STATO DI ALLERTA CONTINUA». Eppure i fatti esistono, come esistono le evidenze scientifiche che separano le speranze dalle bufale, i competenti dai venditori di fumo, gli scienziati dagli imbonitori. Sono proprio queste le vicende che fanno «ribollire il sangue» a Elena Cattaneo, che vive in «uno stato di allerta continua», così lo definisce, sempre pronta a scagliarsi contro le anomalie e i «fatti alternativi» che vengono proposti sulla scena pubblica.

Elena Cattaneo intervistata da Enrico Cisnetto.

«Il sangue mi ribolle abbastanza frequentemente», confida Cattaneo a Cisnetto, «sul tema degli Ogm, quando vedo la chiusura totale dei nostri governi, sia di destra sia di sinistra, sulla base di stupidi pregiudizi senza fondamento. I fatti non possono essere manipolati per esigenze di consenso. Questo significa ingannare i cittadini».

RISULTATI CONTRO IL PARKINSON. Rigore ed enfasi, due ingredienti che si miscelano alla perfezione nel racconto della professoressa di Milano, specie quando affronta temi tabù, come l’uso delle cellule staminali embrionali, il cui studio sta consentendo di ottenere importanti risultati sul morbo di Parkinson, o le sperimentazioni animali, che definisce necessarie ai fini della ricerca.

Mi piace raccontare la scienza, rivendicando il diritto di conoscere, studiare ed esplorare ogni ambito del sapere

ELENA CATTANEO

Una scienziata con un’innata predisposizione sociale, insomma, che l’ha portata fino a far incontrare scienza e fede per accendere i riflettori sulla malattia di Huntington, una rara patologia neurodegenerativa che Cattaneo studia da anni. Giovedì 18 maggio 2017, infatti, tante persone che ne sono affette incontreranno papa Francesco in Vaticano, che con le sue parole sensibilizzerà il mondo intero sull’esistenza di questo morbo tanto devastante quanto sconosciuto.

«BISOGNA ANCHE SBATTERE I PUGNI». «Mi piace raccontare la scienza, rivendicando il diritto di conoscere, studiare ed esplorare ogni ambito del sapere», conclude Elena Cattaneo, «e per fare tutto ciò a volte bisogna sbattere i pugni sul tavolo». In parlamento, per fortuna, quelli non mancano.

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