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L'America di Trump

Melania Trump
LA TRUMPIANA 30 Maggio Mag 2017 1538 30 maggio 2017

Melania Trump, eleganza al potere: la vendetta è servita

Dalla tuta nera coperta in Arabia saudita all’esplosione di colori in Sicilia, la First lady si è adattata alla perfezione ai Paesi che ha visitato. Con buona pace degli stilisti che si rifiutavano di vestirla.

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Il grande sfarzo americano incontra la grande bellezza italiana. E la vendetta si serve fredda. Sono i film andati in scena al G7 di Taormina. Gli abiti di Melania Trump parlavano per lei. Hanno parlato per Melania e per l'America. E la First Lady si è rivelata la spalla perfetta per suo marito presidente. Con loro, tra i Paesi che trainano il mondo è finalmente caduta l'ipocrisia. «Discussione più autentica che altre volte», ha definito la due giorni siciliana lo stesso nostro premier Paolo Gentiloni.

DONALD, ALTRO CHE «SUPERFICIALONE». Nulla è rimasto al non detto, dall'immigrazione al commercio internazionale, la sicurezza, l'Unione europea e l'ambiente. Con gli sherpa americani attenti a ogni parola e alle virgole del comunicato finale, come mai accaduto in nessun'altra riunione di pari livello prima, con altri protagonisti. E meno male che Trump è un «superficialone».

Melania e il presidente Donald Trump all'arrivo a Riad, in Arabia saudita.

Una distanza fisica e politica del presidente Usa rispetto ai suoi colleghi sui temi all’ordine del giorno e di stile della First lady rispetto alle altre prime donne. E non poteva andare diversamente. Melania Trump ha indossato sempre abiti, scarpe, borse e gioielli milionari, sarebbe stata falsa se si fosse presentata a Taormina vestita da H&M. Oppure, più semplicemente, non sarebbe stata credibile. Addirittura il papa si è sciolto dinnanzi a lei. E se la visita all'ospedale Bambin Gesù l'avesse fatta Michelle Obama, quando il giorno dopo è arrivato il cuore per il trapianto del bimbo che aveva accarezzato avremmo avuto i titoli dei giornali sul miracolo (sia chiaro, è stato solo un caso).

PURE IL WASHINGTON POST SI INCHINA. A tempo debito Melania si è vendicata di tutti quegli stilisti, americani e non, che, senza neanche essere interpellati, quando è diventata First lady si sono rifiutati di vestirla. Ha indossato in ogni Paese in cui è andata durante il suo primo viaggio internazionale gli abiti del luogo, dalla tuta nera tutta coperta in Arabia saudita all’esplosione di colori in Sicilia. Con Stefano Gabbana, che alla Sicilia per le sue creazioni si è sempre ispirato, in brodo di giuggiole. È l’eleganza al potere. L’ex modella si sta calando sempre più e sempre meglio nel nuovo ruolo. E poi si è dovuto arrendere pure l’acerrimo Washington Post: «Quel soprabito tridimensionale da 51 mila dollari era stupendo».

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