Pdroma
8 Giugno Giu 2017 1012 08 giugno 2017

Pd Roma, Ricciardelli: «Voglio rappresentare chi non appartiene a una corrente»

Il 28enne è al momento l'unico in corsa per la segreteria dem capitolina. «Per dare spazio a chi non fa parte di alcuna componente», dice. Nel suo programma una opposizione seria ai 5 stelle e ricostruire il partito. Dal basso.

  • ...

Livio Ricciardelli, 28 anni, laureato in Scienze politiche a Roma 3, lavora come segretario in uno studio di agronomi. Dal 2013 è consigliere del I Municipio, iscritto al Pd sin dalla sua fondazione e, prima ancora, nei Ds dal 2004. Ha deciso di correre per la la segreteria dem capitolina per, dice a Lettera43.it, «rappresentare chi non si riconosce a nessuna corrente». Dietro la sua candidatura - al momento l'unica pervenuta - non ci sono «consiglieri comunali, regionali o parlamentari». E così ammette: «La mia unica possibilità è parlare con gli iscritti e i militanti uno a uno, circolo per circolo».

Livio Ricciardelli.

DOMANDA. Al momento la sua sembra essere l’unica candidatura in campo...
RISPOSTA. A quanto pare nessun altro è interessato a candidarsi alla segreteria romana.


D. Forse c’è la paura di doversi imbattere nuovamente in situazioni come Mafia Capitale?
R. Intanto invito a non chiamarla Mafia Capitale ma ‘Mondo di mezzo’ perché è sbagliato infangare il nome della Capitale d’Italia e accostarlo al termine mafia. Io mi candido per dar vita a una ripartenza, dopo le delusioni di questi anni, e metto a disposizione la mia autonomia. Il mio obiettivo è far aumentare il numero di iscritti, elettori e campagne contro Virginia Raggi, farlo crescere in maniera autonoma senza favorire questo o quel consigliere comunale o regionale.

D. Ma perché ci tiene così tanto a candidarsi?
R. Ho deciso di candidarmi perché penso che nel Pd romano, in questa fase, non ci sia strutturalmente spazio per iscritti che non facciano parte di correnti e componenti e perciò gran parte di loro non ha nessun tipo di rappresentanza. Il canale con cui oggi vengono prese le decisioni è esclusivamente correntizio e perciò mi candido per ottenere uno spazio e per rappresentare istanze al momento non rappresentate.


D. La sua, quindi, è una candidatura anti- establishment?
R. Io amo tutti, voglio solo rappresentare chi non si riconosce a nessuna corrente. Non ce l’ho né con Matteo Renzi, né con Nicola Zingaretti né con Matteo Orfini.


D. Nessun big la può aiutare a raccogliere le firme?
R. Sono solo come un cane. Non ho consiglieri comunali, regionali o parlamentari che mi appoggiano. La mia unica possibilità è parlare con gli iscritti e i militanti uno a uno, circolo per circolo.

Mi candido perché penso che nel Pd romano non ci sia strutturalmente spazio per iscritti che non facciano parte di correnti

D. Cosa non le piace del nuovo regolamento?
R. Speravo che ci si attenesse alle regole dell’ultimo congresso romano per la presentazione delle candidatura che prevedevano l’elezione diretta del segretario di Federazione e una percentuale di firme necessarie per candidarsi non superiore al 3% degli iscritti. Così non è stato.

D. Cioè?
R. La commissione del congresso ha imposto di raccogliere 400 firme in cinque giorni e ha posto il vincolo di 70 firme per ogni circolo. Questo presuppone che rispetto al 2013 la raccolta firme si sia quadruplicata rendendo difficile la competizione. Così si mortifica il dibattito dentro un partito già in crisi.


D. Il Pd sta facendo una buona opposizione alla Raggi?
R. Raggi è un pessimo sindaco e deve essere prioritario il suo allontanamento dal Campidoglio nel giro pochi anni. Noi dovremmo cominciare a fare l’opposizione e a immaginare un prospettiva politica per il dopo, per essere di nuovo forza di governo in questa città. A oggi siamo del tutto assenti sul tema dell’opposizione alla Giunta pentastellata.


D. Cosa propone che invertire la rotta?
R. Uno degli obiettivi è fare il maggior numero di campagne possibili tese a scardinare le contraddizioni del governo cinquestelle. A partire dai municipi. Mi piacerebbe che, in una settimana, tutti i consiglieri municipali e comunali presentassero un ordine del giorno, una delibera o una mozione identica sul tema dei rifiuti che, a oggi, risulta essere il più grande fallimento dell'amministrazione.

D. Perché non si intraprendono azioni di questo tipo?
R. Non lo si fa perché tra eletti del Pd non ci si vede mai come eletti del Pd. Ognuno gioca per la sua squadra. A me questo non piace perché ci danneggia come partito e ci rende incapaci di fare una opposizione efficace. Se solo qualcuno si fosse girato tutti i circoli, come sto facendo io, si sarebbe reso conto che all'interno del Pd c’è un capitale immenso per un rilancio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati