Orfeo
9 Giugno Giu 2017 1840 09 giugno 2017

Con Orfeo sono tutti Allegri dentro il Patto del Nazareno

Il nuovo direttore generale della Rai, molto amico del tecnico della Juve, rinsalda le larghe intese perché piace sia ai renziani sia a Forza Italia. E ha legami pure con Bersani. Solo il M5s di Grillo lo osteggia.

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Piace a tanti, ma non a tutti. La nomina di Mario Orfeo a direttore generale della Rai sta creando non pochi problemi e malumori tra le mura dei palazzi della politica romana. L'ex direttore de Il Messaggero, del Tg2 e del Tg1, molto gradito dall'ex premier Matteo Renzi e dal sottosegretario della presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, non ha fatto gridare al golpe solo il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo: non convincerebbe neppure i vecchi notabili di Forza Italia.

GASPARRI SUO GRANDE SPONSOR DAL 2011. Secondo quello che filtra, a Silvio Berlusconi non importerebbe più di tanto della Rai. Per questo motivo il Cav non si sarebbe speso, al contrario degli azzurri Paolo Romani e Maurizio Gasparri. Quest'ultimo in particolare è sponsor di Orfeo sin dal 2011, quando il giornalista napoletano fece il suo ingresso in Viale Mazzini. Quelli che invece avrebbero gradito qualcun altro al posto di Orfeo, sin dai tempi del Tg2, sono Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, la vecchia guardia berlusconiana. Avrebbero spinto fino all'ultimo per Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa. Ma Renzi non ci ha sentito.

Mario Orfeo in una foto di archivio.

Non è un caso che in queste ore sulle agenzie di stampa sia un profluvio di dichiarazioni di Forza Italia e Partito democratico a favore del giornalista napoleano. Da Gasparri a Brunetta, da Peluffo del Pd fino a un altro dem, Verducci, è un attacco continuo contro i cinque stelle che continuano a bombardare la nomina a direttore generale della Rai. A spendersi a favore di Orfeo è intervenuto persino lo storico conduttore televisivo Maurizio Costanzo.

AMICIZIE CON CASINI E A LA REPUBBLICA. Del resto Orfeo conta entrature sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. Copre tutto l'arco costituzionale. È il simbolo di un nuovo Patto del Nazareno in piccolo, che si sarà pure arenato sull'approvazione della nuova legge elettorale, ma che nelle stanze del potere della televisione pubblica continua a resistere. Oltre a essere molto vicino a Caltagirone, e quindi al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, negli anni ha sviluppato un ottimo rapporto anche con Massimo D'Alema e Pier Luigi Bersani: può contare su amicizie molto importanti anche dentro il quotidiano la Repubblica diretto da Mario Calabresi e di proprietà dell'ingegnere Carlo De Benedetti.

I BERSANIANI: «SIA GARANTE DEL PLURALISMO». Infatti proprio Mdp di Bersani, con Federico Fornaro, capogruppo in Commissione Vigilanza Rai, non ha criticato la decisione, ma ha chiesto che «Orfeo sia garante del pluralismo della più grande azienda culturale e informativa del Paese».

Il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri.

Ma la vera amicizia di Orfeo è con Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, tanto che in privato il nuovo direttore generale della Rai scherza spesso sul fatto di aver dato consigli sulla formazione bianconera. Orfeo è sempre stato milanista. Invece adesso lo si vede spesso a Torino, allo Stadium insieme con la truppa di giornalisti juventini da sempre vicina a Renzi.

LETTERA APERTA PER DIFENDERE L'ALLENATORE. Nel 2016 l'allora direttore del Tg1 scrisse di suo pugno una lettera a Il Foglio dove difese Allegri dagli attacchi del giornalista Lanfranco Pace. «Vedi caro direttore, questo è il livornese Massimiliano Allegri, l’allievo di Galeone, irascibile quanto basta (ti ricordi quel cappotto lanciato in aria a Carpi?), uno che non ha paura del “conflitto conclamato” e tutt’altro che “accomodante con i forti e autoritario con i deboli”. Come litigava con Cellino e discuteva con Berlusconi che non gli comprò Tevez per confermare Pato e gli rimproverò di non applicare certi schemi da calcio d’angolo più adatti all’Edilnord che al Milan, così si fa ascoltare - con garbo e decisione - da Andrea Agnelli e Marotta. Come si faceva rispettare da Ibra e Thiago Silva, così è apprezzato da Buffon e Pogba. Lo spogliatoio più unito e sereno rispetto all’antica gestione è la prova regina della inattendibilità delle fonti - Antonini chi? e Zambrotta - dell’articolo agostano che non hanno fatto essere Lanfranco un buon gufo: Allegri balla anche la seconda estate, “non stecca” ma rivince».

Carlo Freccero.

Carlo Freccero, consigliere Rai che ha votato contro la nomina di Orfeo, ne è convinto: «La normativa prevede che sia il consiglio di amministrazione a fare le proposte per la nomina del direttore generale, ma un tweet di Maurizio Gasparri ha anticipato il nome. È la dimostrazione che tutto era stato deciso tra Renzi e il centrodestra. Di fronte a questo ho ritenuto di contrapporre il mio nome a quello di Mario Orfeo, chiedendo un'audizione della commissione di Vigilanza Rai per valutare le competenze di entrambi».

DI BELLA VERSO IL TG1, GRECO PER RAINEWS. Ma Orfeo continua per la sua strada. A quanto pare sarebbe ormai certa la nomina di Antonio Di Bella come direttore del Tg1, dopo aver vinto la concorrenza su Calabresi de la Repubblica. A RaiNews andrà di sicuro Gerardo Greco, attuale conduttore di Agorà, come direttore. Invariati invece i direttori di Tg2 e Tg3.

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